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La lim oltrepassa i confini

Cari lettori, mentre ieri vi ho proposto una notizia relativa ad un prof americano che, stanco del giocherellare dei proprio studenti muniti di notebook, ha distrutto un pc, oggi vediamo l’opposto. Si perchè la lim può veramente essere uno straordinario strumento di inclusione. La notizia in breve è questa: a Marettino (Egadi) grazie alla Lim (progetto “marinando”) le famiglie non dovranno più trasferirsi per far studiare i lori figli (dal corriere della sera). Da sempre le isole sono state una nota dolente per la loro raggiungibilità anche didattica. Ora però, grazie alle tecnologie, alcune barriere e distanze possono essere superate.

Che dire? Nessuna novità infondo. Gli strumenti vanno addomesticati, solo così possono esserci utili.

Ho un video prof: le lezioni sono via web

Fino a ieri le famiglie dovevano trasferirsi in Sicilia per fare studiare i figli. Oggi la scuola di Marettimo, nelle Egadi, è rinata, grazie alla lavagna interattiva

Non suona la campanella delle otto, a Marettimo. Sull’isola più lontana delle Egadi – un porticciolo, la chiesa, l’ufficio postale, la guardia medica, due carabinieri ospitati al bed & breakfast, un bar e un edificio scolastico malconcio che ospita una trentina di alunni, dalla materna alle medie – le lezioni iniziano con una melodia d’arpa: quella del classico jingle di Windows. «Ragazzi, accendete la Lim» ordina l’insegnante. E con l’avvio della lavagna interattiva multimediale inizia anche la videoconferenza, che oggi collega quattro studenti di terza media ai coetanei di Rignano sull’Arno, in provincia di Firenze. La lezione si sviluppa come una puntata del serial tv Lost: rimbalzando dall’isola alla terraferma, dalla terraferma all’isola, le riflessioni dei ragazzi sul tema del bullismo vengono riportate in tempo reale sulla lavagna elettronica e poi, una volta codificati i testi per la pubblicazione in internet, verranno inserite nei blog delle rispettive classi. Dove i profili personali degli studenti, corredati di foto, stuzzicano reciproche curiosità, soprattutto nelle femmine (di là: «Quanto è cresciuto Andrea rispetto all’anno scorso»; di qua: «Che figo è diventato Francesco»).

Sull’isola che d’inverno rimane ostaggio della furia del mare che blocca traghetti e aliscafi e fa prigionieri i duecento residenti, la più disagiata delle sedi scolastiche è diventata un avamposto della teledidattica. In passato, le frequenti assenze dei docenti costringevano la bidella – beninteso, se almeno lei riusciva ad arrivare – a tenere chiuso il portone della scuola e rimandare gli alunni a casa. Festa grande? Nemmeno per sogno: «A Marettimo come in tutte le isole minori, la scuola è l’unica agenzia formativa della comunità: il luogo dove si studia e si impara, ma anche il solo posto dove incontrarsi ogni giorno, comunicare tra coetanei, giocare insieme» spiega Linda Guarino, coordinatrice del progetto Marinando che per tre anni ha sperimentato le nuove tecnologie applicate all’insegnamento. Con quali risultati concreti? Approdato su questo scoglio oltre il quale c’è solo mare aperto (vento di bufera il benvenuto, frustate di pioggia l’arrivederci), ho cercato di scoprirlo.

«Da quando le videoconferenze suppliscono gli insegnanti assenti e le lezioni non sono più a singhiozzo, l’esodo delle famiglie marettimare si è arrestato: una dozzina quest’anno hanno rinunciato a trasferirsi a Trapani» mi aggiornano davanti al camino scoppiettante i signori Lipari, genitori di Marina che fa la terza ma l’anno prossimo dovrà spostarsi in città per frequentare il liceo classico. «Andarsene è una ferita, ma perlomeno abbiamo rimandato di tre anni e le nostre figlie sono cresciute qui, respirando aria di mare e di libertà» rivendica mamma Mariella, ancorata allo scoglio dove è nata. Quest’anno sono diminuite – «assai» – le assenze dei docenti (effetto Brunetta?) e, di pari passo, è calato anche l’utilizzo delle videoconferenze. Tuttavia, tra mille difficoltà – siamo sull’isola dell’isola: i collegamenti, anche telematici, non sono mai certi – gli studenti di Marettimo, senza l’insegnante di lingua, possono studiare lo spagnolo grazie a un prof di Rignano, collegandosi in video e con i clip postati su YouTube.

Oltre al dibattito on line sul bullismo, la docente di lettere Crocetta Armata mostra sulla lavagna interattiva gli approfondimenti svolti dalle due classi su alcolismo, Aids e altri temi che hanno stimolato nei ragazzi riflessioni sincere, per niente scontate. Il progetto Marinando procede: questa è la goodnews. Però, «se hai un computer da riparare, devi mettere in conto un’attesa di giorni, se non di settimane» spiega Vito Vaccaro, che su Facebook ha fondato il gruppo Marettimo. Di qua e di là dal mare (più di 400 iscritti) per mantenere i contatti, via internet, tra l’isola e i suoi emigranti, soprattutto la numerosa colonia di Monterey, California. «Oggi con la teledidattica si garantisce il diritto allo studio anche nei paesi più decentrati, e questo è fondamentale per la sopravvivenza delle piccole comunità» commenta Piercesare Rivoltella, che insegna Tecnologie dell’educazione all’università Cattolica di Milano. Infatti «Marinando, da quest’anno, viene replicato a Levanzo e Favignana, in futuro anche a Pantelleria e Linosa» chiosa Guarino.

Pare lo vogliano prendere a modello anche alcune comunità montane in Piemonte: le aule attrezzate con videoconferenza e lavagna interattiva eviterebbero la chiusura dei plessi con pochi alunni. Il rinascimento di Marettimo, intanto, passa attraverso una panetteria, l’unica dell’isola, che rischiava la chiusura e invece rimane aperta perché il titolare può finalmente mandare a scuola la figlia, una guardia forestale che per lo stesso motivo può fermarsi sull’isola e continuare a presidiare il territorio, un pescatore (in tutto ne sono rimasti undici) che non abbandona il mare. «La nostra ancora di salvezza sono le nuove tecnologie» dice Vaccaro e il dottor Nicola Sciacca, che a Marettimo svolge il servizio di guardia medica, conferma: «Per fortuna abbiamo il LifePak 12, un’apparecchiatura che funziona sia come defibrillatore sia come cardiomonitor e trasmette via wi-fi i dati vitali all’ospedale di Mazara del Vallo. In caso di emergenza, l’elisoccorso arriva in pochi minuti». Confermano i ragazzi: «Meno male c’è internet» sbotta Paolo, che passa i pomeriggi a chattare su Msn. Marina invece ha 210 contattti su Fb, mentre Sara e Chiara dibattono sul passatempo più divertente: MySpace o YouTube? Antonino, bastian contrario, preferisce suonare il sax con il quale tormenta Rosa, compagna di banco e vicina di casa, la quale sfugge alla tortura inforcando i pattini. Francesco naviga tantissimo, gli piace immergersi in mondi meravigliosi. Che d’inverno trova in internet, d’estate nei fondali del “suo” mare.

Più digitali, meno isolati – Nuove tecnologie al servizio del cittadino: è solo uno slogan? C’è chi ha avviato interessanti sperimentazioni. Nelle Marche, per esempio, la piattaforma telematica Studiare.it serve ai genitori per iscrivere i figli a scuola, dall’asilo ai licei. Con un clic si pagano le rette e si controllano assenze e voti. In Val d’Ossola, la regione Piemonte sperimenta un servizio di assistenza on line su 300 malati di diabete e tumore, che vengono telemonitorati a domicilio. BorgoLab è il progetto avviato a Borgofranco d’Ivrea per dotare l’intero paese di una rete wi-fi. Servirà ai cittadini per navigare veloce in internet, alla protezione civile per videosorvegliare il territorio, ai pompieri per il monitoraggio antincendi, ai vigili per controllare il traffico.

Ermanno Lucchini

Che ne pensate?

lim.tutor@gmail.com

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5 Risposte

  1. ciao, sono proprio una docente della reteLIM piemontese. noi siamo attivi da ottobre e la nostra rete è costituita da otto Istituti sparsi sul territorio piemontese facenti parte di altrettante comunità montane.

  2. volevo qualche notizia tecnica in più sugli strumenti software adottati per realizzare la videoconferenza con la LIM.
    Per esempio poter fare la videoconferenza con ragazzi ammalati e comunque desisderosi di seguire le lezioni in classe.
    Qualcuno sa come fare? Grazie a chiunque voglia dare indicazioni e suggerimenti.

  3. Very good blog! Do you have any hints for
    aspiring writers? I’m planning to start my own blog soon but I’m a little lost on everything. Would you advise starting with a free platform like WordPress or go for a paid option? There are so many choices out there that I’m completely confused .. Any recommendations? Kudos!

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