• Seguici su Twitter

  • for docenti

  • scuola digitale

  • Categorie articoli

  • Blog Stats

    • 487,750 hits
  • Logo by Barbius

    Logo Lim
  • Pagine

Ancora sull’ottimo programma per matematica avanzata Smath

SMathStudio085

Il duo Andrey IvashovRoman Strylets è veramente infaticabile e per iniziare bene questo mese ha reso disponibile l’ennesima versione di SMath Studio, che ricordo essere un discreto sostituto freeware (uno tra i migliori) di MathCAD per piattaforma WindowsWindows MobileLinux.

 

Anche questa volta la lista delle nuove funzioni implementate è sostanziosa, certo la ancora mancala possibilità di eseguire il calcolo simbolico degli integrali ma sono fiducioso. Ad ogni modo tra i nuovi arrivati abbiamo:

  • eval(..)
  • polyroots(..)
  • reverse(..)
  • sort(..)
  • rsort(..)
  • csort(..)
  • normi(..)
  • norm1(..)
  • norme(..)
  • linterp(..)
  • cinterp(..)
  • ainterp(..)

Naturalmente il numero di miglioramenti, bug-fix e simili, per le diverse piattaforme, è come sempre notevole.

Ricordo a che venisse a contatto per la prima vola con SMath Studio che il suo utilizzo è necessario installare un Framework:

  • versione Windows -> .NET Framework 2.0
  • versione Windows Mobile -> .NET Compact Framework 2.0
  • versione Linux -> Mono 2.0

Download:
SMathStudioHandheld – 0.85 – Setup.cab
SMathStudioHandheld – 0.85 – Setup.cab.zip
SMathStudioHandheld – 0.85 – Setup.exe

SMathStudioDesktop – 0.85 – Setup.msi
SMathStudioDesktop – 0.85 – Portable.exe

SMathStudioDesktop – 0.85 – Mono.tar.gz

 

Il Podcast come metodologia didattica

Una radio che può essere ascoltata, vista e letta

L’idea di fare podcasting mi è venuta allo scopo di rendere più accattivanti le lezioni d’Italiano, ed in particolare lo studio della poesia. Dopo un periodo trascorso a mettere a confronto alcune poesie di classici della letteratura con canzoni di grandi cantautori italiani, attraverso uno studio approfondito dei testi per coglierne ogni sfumatura nonché eventuali analogie e differenze, abbiamo trasformato il materiale prodotto in dialoghi radiofonici operando nel modo che segue:

La presentazione del progetto-podcast agli alunni

Per spiegare ai ragazzi cosa significa fare podcasting, e per permettere anche a voi stessi di informarvi nel caso siate a digiuno di certe cose, è necessaria la lettura del libro di Alberto Pian, intitolato Podcast a scuola, o quello di Boiano Stefania e Gaia Giuliano, dal titolo Il tuo podcast.Ci sono altri testi simili, ma secondo me questi sono i migliori ed entrambi sono facilmente scaricabili in Pdf.

La scelta dell’argomento da trattare, del titolo del podcast, del logo e di un jingol che vi contraddistingua

L’argomento del nostro podcast si può riassumere in “poesia e canzone, due forme espressive a confronto”, anche se poi, l’interessamento il nostro logoche c’è stato nei nostri confronti ci ha spinti a realizzare alcuni episodi in cui facciamo un po’ di storia del podcast, spieghiamo come possa essere realizzato a livello tecnico, per poi soffermarci sulle difficoltà del parlare in radio, che accomunano tanto i podcaster quanto gli speaker radiofonici. A chi vuole provare quest’esperienza e deve ancora selezionare il tema da trattare, consiglio vivamente di guardarsi un po’ in giro, per rendersi conto di ciò che esiste già (il sito http://www.audiocast.it/podlist è allo scopo utile poiché raccoglie moltissimi podcast italiani divisi per tematiche). Una volta scelto l’argomento, inventatevi un titolo accattivante e create un logo originale (sempre in Jpg e di forma quadrata, altrimenti riscontrerete difficoltà ad inserirlo nelle directory). A mio avviso titolo e logo non devono rimandare direttamente all’argomento del podcast. Noi ci siamo orientati verso un nome come “Chocolat 3.B” che ben poco ha a che vedere con la poesia e la canzone. Si tratta in ogni caso di una scelta personale che ciascuno può prendere nel modo che ritiene più opportuno.

L’attrezzatura

La caratteristica che rende unico il podcast è proprio quella di essere per natura un qualcosa di molto simile ad una trasmissione radiofonica, ma con la sostanziale differenza che i suoi episodi possono essere scaricati da internet (una volta abbonati al podcast si scaricheranno in automatico), per poi essere ascoltati comodamente quando e dove si preferisce. Proprio questo fatto porta gli utenti ad ascoltare podcast tramite i dispositivi più svariati (Pc, iPod, lettori mp3, palmari e cellulari) e soprattutto nei luoghi più disparati (in mezzo al traffico cittadino, dentro la propria automobile, in autobus, nel treno, mentre si fa sport, ecc.). Questo ci fa capire che se la qualità audio non è più che ottima difficilmente poi le persone continueranno ascoltarlo. Ecco perché consiglio di comperare un buon microfono che andrà ad arricchire il resto dell’attrezzatura che vi sarete già prodigati a mettere insieme: un pc, un paio di cuffie, un mixer. Noi utilizziamo un Samson dal costo di 100 euro e poco più, perché è un microfono a condensatore, sensibile e brillante per la registrazione del parlato e con un attacco usb che permette di collegarlo direttamente al pc. Abbiamo poi aggiunto un pop stopper, ossia una specie di disco protettivo da interporre tra la vostra bocca e il microfono. Lo trovate a 15/20 euro, non di più. È uno strumento importante perché elimina quell’effetto esplosivo che a volte si ha quando si pronunciano certe lettere con troppa veemenza.

Il software

Una volta riunita l’attrezzatura migliore, dovrete scegliere un programma che vi permetta di registrare le puntate del podcast. Noi vi consigliamo Audacity per Windows perché gratuito e facilmente scaricabile, oppure Garage band per Mac. Entrambi i programmi sono molto intuitivi e in men che non si dica imparerete ad usarli… una raccomandazione però: usate file mp3 con frequenza a 44100 Mhz, così da essere compatibili con la maggior parte dei lettori.

La pubblicazione sul web

Allo scopo dovrete scegliere un “audio hosting”, ossia un servizio che vi offrirà lo spazio necessario e anche gli strumenti per poter pubblicare tutti gli episodi. Noi abbiamo scelto Podomatic perché molto facile da usare e con una grafica accattivante. In sostanza, una volta che ci si è registrati al sito, si possono caricare facilmente i file audio delle puntate, ma non solo. Si può arricchire ciascuna registrazione con un titolo, un commento scritto, il vostro logo, ed i tags, ossia le parole chiave che permetteranno, a chi naviga sui motori di ricerca, di trovare il vostro podcast. In qualsiasi momento potrete modificare la vostra pagina web e potrete tenere sempre sotto controllo il numero degli abbonati e dei download che la gente ha effettuato, senza contare poi che Podomatic, completamente gratuito nella versione basic, vi permette di inserire in aggiunta documenti video e di testo (per questi ultimi ci vuole il formato pdf). Altrimenti perché si direbbe del podcast che è una radio che si sente, si legge e si vede?! Podomatic infine, crea in automatico il file RSS (lo si può realizzare anche manualmente ma bisogna essere davvero degli esperti informatici). Questo file vi permetterà d’inserire il vostro podcast nei maggiori motori di ricerca e directory e grazie ad esso gli utenti potranno abbonarsi e continuare a scaricare tutti i nuovi episodi che mano a mano produrrete.

Questi siamo noiIn definitiva, mi sento di raccomandare a tutti gli insegnanti un’esperienza del genere, perché a me personalmente ha donato nuova linfa, mi ha dato la possibilità di mettere alla prova le mieconoscenze informatiche e mi ha permesso d’interagire meglio con i miei alunni facendo gruppo. Riguardo agli studenti che hanno partecipato al progetto: Federico, Lorenzo, Stefania, Alessia, Sara, Alexandra, Michela, Alice, Luca e Davide, della classe 3B della Scuola Media di Faloppio (Como), posso dire in tutta sincerità che sono rimasti entusiasti perché sono riusciti a superare molti ostacoli – alcuni di loro, timidissimi, adesso non vogliono più staccarsi dal microfono –, e a dare sfogo alla propria creatività ed intraprendenza. Quelli più esibizionisti si sono sentiti protagonisti e fieri quando alcuni giornalisti sono venuti a scuola ad intervistarli, mentre gli amanti dello scrivere hanno potuto cimentarsi nella difficile realizzazione dei dialoghi per gli episodi del Podcast, ed i ragazzi più scaltri e portati verso le pubbliche relazioni si sono adoperati per pubblicizzare il loro lavoro. Ma c’è stato anche chi ci ha abbandonati durante questo percorso, giacché la partecipazione al progetto è sempre stata libera, e questo è un altro miracolo del Podcast. Gli studenti hanno infatti deciso di propria volontà di fermarsi a scuola oltre il normale orario curricolare, per approfondire lo studio del Podcast e realizzare gli episodi, ed il prof. è stato felicissimo di accettare la loro proposta.

http://www.docenti.org/td/esperienze/podcast.htm

Bando importante: Patto per scuola 2.0

Prot. n. 2221

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi
Ufficio V

Roma, 20 aprile 2011

Patto per la Scuol@ 2.0

Con il “Patto per la Scuol@ 2.0” si intende proseguire il percorso di innovazione didattica e di trasformazione degli ambienti di apprendimento attraverso l’utilizzo delle tecnologie della informazione e della comunicazione avviato con il Piano Nazionale Scuola Digitale e accogliere sollecitazioni pervenute a questo Ministero da parte di Amministrazioni locali e regionali.
La trasformazione degli ambienti di apprendimento è stata avviata, anche autonomamente, da varie istituzioni scolastiche che hanno in questi anni intrapreso percorsi di innovazione che, iniziati in alcune classi, si sono via via estesi fino ad interessare la scuola in una dimensione più ampia.
In alcune scuole è cresciuta, tra gli insegnanti ma anche tra i Dirigenti Scolastici, una consapevolezza diffusa della necessità di provare ad utilizzare tutte le opportunità offerte da tecnologie e linguaggi digitali, da una nuova generazione di contenuti, da ambienti interattivi e di simulazione, in modo da provare a trasformare complessivamente l’organizzazione della didattica, degli spazi e del “tempo scuola”: a queste scuole si rivolge l’azione Scuol@ 2.0.

La Scuol@ 2.0 deve essere un luogo dove i saperi possono costruirsi in spazi collaborativi, flessibili e dinamici insieme all’integrazione con le metodologie didattiche formali, informali e non-formali. La realizzazione di spazi di apprendimento completamente nuovi, quindi, offre l’opportunità di individuare strategie che coniughino l’innovazione nella programmazione didattica con i modelli organizzativi, strutturali ed infrastrutturali dell’ istituzione scolastica.

Si tratta, quindi, di una linea avanzata di innovazione che vuole coinvolgere l’ istituzione scolastica nella sua interezza e tutto il corpo docente e che rappresenta un passo molto impegnativo il quale richiede da un lato un importante impegno finanziario e organizzativo da parte del MIUR, dall’altro la volontà da parte della scuola nel suo complesso di mettersi in gioco. E’ quindi necessario che all’ azione Scuol@ 2.0 partecipino solo scuole che abbiano già seguito un percorso volto alla modifica degli ambienti di apprendimento attraverso le TIC e che siano disponibili e motivate ad attuare un processo di innovazione. Si invitano pertanto le scuole interessate a partecipare all’iniziativa a valutare attentamente la complessità del cambiamento richiesto, che investirà la scuola in tutte le sue componenti.

Il MIUR punta a realizzare 10 (dieci) Scuole 2.0, contando su un sistema di cofinanziamento con Amministrazioni locali e regionali secondo modalità di seguito indicate. Il numero delle Scuole 2.0 potrà essere aumentato in ragione delle risorse finanziarie che si renderanno disponibili, anche da parte di altri soggetti pubblici o privati.

L’iniziativa sarà condotta da questa Direzione Generale in collaborazione con gli Uffici Scolastici Regionali di competenza.

1. Destinatari dell’iniziativa
Possono partecipare al presente “Patto per la Scuol@ 2.0” tutte le Scuole Statali di ogni ordine grado.
Si precisa che il Dirigente scolastico può presentare una sola proposta di partecipazione. Nel caso di Istituti comprensivi, omnicomprensivi e di istruzione secondaria superiore potrà essere presentata una sola proposta di partecipazione o per l’intera Istituzione scolastica o per uno solo degli ordini scolastici dell’Istituto.

2. Presentazione della proposta di partecipazione
La proposta di partecipazione deve essere inoltrata dagli istituti interessati esclusivamente via e-mail con richiesta di conferma di avvenuta lettura del messaggio all’indirizzo di posta elettronica ufficio.schietroma@istruzione.it.
Il termine ultimo per l’inoltro della proposta, completa della documentazione di cui al punto successivo, è il 2 maggio 2011, entro le ore 16,00.
Non saranno prese in considerazione proposte inviate via fax, posta ordinaria o altro mezzo di trasmissione.

3. Modalità di partecipazione
Le istituzioni scolastiche che intendano presentare la proposta di partecipazione dovranno produrre:

  1. l’impegno scritto di Ente locale, Provincia o Comune di riferimento, nonché dell’Assessore regionale di competenza a supportare la scuola, anche in termini finanziari, in questa iniziativa;
  2. una dichiarazione riguardante eventuali fonti aggiuntive di co-finanziamento a sostegno dell’iniziativa da parte di soggetti terzi;
  3. un report dettagliato sulle iniziative di innovazione didattica e organizzativa realizzate negli ultimi tre anni;
  4. la descrizione dettagliata delle tecnologie già installate e funzionanti;
  5. una dichiarazione di disponibilità a realizzare, con la collaborazione e il coordinamento di organi e istituzioni individuate dal MIUR, la progettazione pedagogico-didattica e la strutturazione dei modelli di organizzazione delle risorse umane, strutturali ed infrastrutturali dell’ istituzione scolastica stessa;
  6. una dichiarazione di disponibilità a partecipare al monitoraggio di enti individuati dal MIUR delle soluzioni progettuali adottate;
  7. una dichiarazione del Dirigente scolastico che assicuri la permanenza delle condizioni infrastrutturali, organizzative e di sicurezza durante l’intero periodo del progetto;
  8. un’ attestazione dell’idoneità dei locali;
  9. la delibera di partecipazione del Collegio Docenti;
  10. la delibera del Consiglio di Istituto con la quale si richiede di partecipare garantendo che tutte le condizioni richieste siano presenti nella scuola.

Limitatamente alle Scuole statali secondarie di primo grado, al fine di ottimizzare e valorizzare le competenze dell’azione Cl@ssi 2.0 del MIUR, sarà data precedenza alle scuole nelle quali è presente una Cl@sse 2.0.

Le proposte di partecipazione saranno esaminate da un’apposita Commissione Nazionale nominata dal Capo del Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali del MIUR. I lavori della Commissione Nazionale avranno termine il 7 maggio 2011.

4. Pubblicazione elenco delle scuole individuate
L’elenco delle scuole individuate dalla Commissione Nazionale sarà reso pubblico sul sito web del MIUR.

5. Seminario internazionale
Un gruppo significativo di insegnanti delle scuole individuate sarà invitato ad un seminario internazionale che si terrà a Roma l’11 e il 12 maggio 2011, durante il quale verranno presentate alcune esperienze internazionali di scuole che stanno attuando innovazioni analoghe.
La giornata dell’11 maggio sarà dedicata ad un incontro a porte chiuse rivolto ai soli rappresentanti degli istituti individuati per l’azione Scuol@ 2.0.
La giornata del 12 maggio sarà invece dedicata ad una sessione pubblica aperta a tutti coloro siano interessati a partecipare.

IL DIRETTORE GENERALE
F.to Emanuele Fidora

Elenco di programmi(ni) per la matematica

 

Oggi vi propongo un elenco di programmini per la matematica:

http://www.softwaredidattico.org/matematica.htm

Sono ben 100!!!

 

lim.tutor@gmail.com

Calcolatrici scientifiche: un elenco

calcolatrice

Quello di oggi non è il solito articolo… anzi, non lo definisco proprio un articolo! E’ una lista (con una breve descrizione) degli articoli di tutte le calcolatrici scientifiche che sono state trattate su questo blog, spero di fare cosa gradita a tutti.

Tutta la potenza delle calcolatrici HP serie 48-49-50 sul nostro desktop grazie all’Open Source: Siete alla ricerca di una potente calcolatrice per vostro PC? Leggete allora con attenzione questo articolo e troverete le indicazioni e i link per poter avere sempre a portata di mouse una potente calcolatrice HP (per gli utenti Windows si tratterà di una passeggiata, per quelli Mac e Linux sarà un pò più impegnativo).

Emu48 for Pocket PC and Windows Mobile – Una potente calcolatrice scientifica emulata sul vostro Pocket PC o Smartphone: Possedete un dispositivo con Windows Mobile? Ecco il modo semplice per trasformare il vostro PocketPC in una potente calcolatrice HP… ammetto che le skin che riproducono il layout della calcolatrice non sono molto attraenti specie se paragonate a quelle per la versione per PC ( vedi sopra), ma in quanto ad efficacia sono imbattibili!

Xcas – Un ottimo programma di calcolo per Windows, Linux, Mac OS X… totalmente Open Source: Siete alla ricerca di qualcosa di più di una calcolatrice per il vostro PC? Già il nome dovrebbe essere abbastanza indicativo “Computer Algebra System“… Un pò ostico inizialmente per chi non conosce la sintassi di Maple o delle calcolatrici Texas Instruments TI-89, ma completo quanto gli emulatori di calcolatrici HP sopra citati e con qualche dote in più… è possibile fare il copia incolla ed usare il mouse!

PocketCAS – Ovvero la versione per Windows Mobile del Computer Algebra System Giac/Xcas: Xcas è disponibile anche per PocketPC, ma risulta un pò scomodo da utilizzare dato l’assenza di interfaccia. Ecco allora che in suo soccorso arriva PocketCAS, una ottima interfaccia che vi faciliterà la vita, non solo per quanto riguarda l’immissione dei dati, ma soprattutto per la visualizzazione dei dati (ottima per coloro che stanno studiando Analisi Matematica!).

Magic Number Machine – Calcolatrice scientifica free per gli amici del Mac: Ammetto di non averla mai utilizzata, non posseggo un Mac!, ma a giudicare da quanto venga osannata in giro… se avete un Mac dovete provarla.

XL-ACalc – La calcolatrice scientifica che hai sempre cercato: Si tratta dell prima calcolatrice Scientifica in cui mi sono imbattuto, buona come caratteristiche, ma inferiore di un paio di ordini di grandezza rispetto alle altre calcolatrici sin qui elencate! Se vi serve una calcolatrice più completa di quella per Windows e nulla più allora fa al caso vostro altrimenti rivolgetevi alle alte.

XCalc – Una calcolatrice scientifica sul cellulare: Ecco una vera calcolatrice scientifica Java per cellulari… certo non è facile fare convivere la tastiera di una calcolatrice in quella di un cellulare, ma in casi estremi è un ottima risorsa!

Calc – Una potente calcolatrice scientifica Open Source per il nostro telefonino con tecnologia Java: Altra calcolatrice Java per cellulari… fa uso della notazione polacca inversa e quindi può risultare inizialmente ostica, ma in compenso ha delle funzioni uniche… se cercavate una calcolatrice per cellulare in grado di calcolare il determinante di una matrice (di qualunque dimensione!) allora l’avete trovata.

MicroCalc.. il foglio elettronico nel tuo cellulare: Non si tratta di una calcolatrice ma di un foglio di calcolo in Java per cellulari… insomma una cosa un pò rara e che può risultare abbastanza utile.

 

ringrazio il sito

http://toninormanno.altervista.org

 

S math: software avanzato per la matematica

Riporto da

http://toninormanno.altervista.org/2009/01/24/smath-studio-lalternativa-freeware-per-pc-e-pocketpc-a-mathcad-2/

C’è una definizione di MathCAD letta su di una libreria online che mi sembra molto calzante perSMath Studio, ovvero “MathCAD è una specie di “taccuino dell’ingegnere“: un software matematico che permette di risolvere equazionitracciare grafici ed effettuare calcoli.”.

SMath Studio permette  di scrivere in modo totalmente libero formule ed equazioni, lavorare conmatrici, gestire sistemi, creare grafici, calcolare integrali derivate, che lo rendono uno strumento flessibile… da fare impallidire qualunque calcolatrice o foglio di calcolo, in secondo luogo perché lo potete portare sempre con voi… che stiate lavorando col vostro computer, che siate in giro con il vostro palmare!

Naturalmente non voglio asserire che è possibile sostituire totalmente MathCAD con tale software, stiamo parlando di un software molto più semplice, ma in ogni caso già le prime caratteristiche di SMath Studio che ho elencato lo rendono uno dei programmi matematici freeware più interessanti su cui ho avuto modo di lavorare, ma il vero asso nella manica è la possibilità di utilizzare il medesimo programma sia su PocketPCSmartphone con Windows Mobile, sia su di un normale computer, non importa se con sistema operativo WindowsLinux dato che entrambi sono supportati, cosa che non è contemplata da MathCAD, basta che i dispositivi rispondano ai seguenti requisiti:

Handheld:
Framework: .NET Compact Framework 2.0 cab (5,33Мb)zip (1,99Мb)
Compatibility: Pocket PC 2002, WM 2003, WM 2003 SE, WM 5, WM 6, WM 6.1, full VGA support, all PPC’s, Comunicators and Smartphone.

Desktop (Windows):
Framework: .NET Framework 2.0

Desktop (Linux):
Framework: Mono 2.0

Altra chicca, ma non fondamentale visto il compito del programma, è costituita dall’interfacci disponibile in 18 lingue diverse tra cui l’italiano.

Download:

PocketPC e Smartphone:
SMathStudioHandheld.0_75.Setup.cab
SMathStudioHandheld.0_75.Setup.cab.zip
SMathStudioHandheld.0_75.Setup.exe

Windows:
SMathStudioDesktop.0_75.Setup.msi

Linux:
SMathStudioDesktop.0_75.Mono.tar.gz
last version of Mono distributive (richiesto)

 

Dissesto idrogeologico

Riporto da Innovascuola

Anche l’educazione ambientale passa attraverso il web, e nel caso di ARPA Lombardia lo fa con una molteplicità di strumenti pensati per favorire l’apprendimento informale, quello basato sull’esperienza quotidiana. L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente ha sviluppato una serie di mini-siti progettati in modo tale da consentire, nel tempo, l’approfondimento non solo di temi ambientali fra loro differenti, ma anche di aspetti differenti dello stesso tema ambientale. Si tratta di pagine pubblicate in occasione delle Giornate Mondiali delle Nazioni Unite, dedicate a materie attinenti alle attività dell’Agenzia, così da sfruttare la risonanza di uno strumento pensato per sensibilizzare l’opinione pubblica su una serie di tematiche di ampio interesse.

3 buoni motivi per visitarlo

Ogni mini-sito è accessibile da Earthgate ed è stato sviluppato secondo due direttrici: quella orizzontale, volta a discutere le diverse componenti specialistiche del tema ambientale, e la direttrice verticale, volta invece ad approfondire progressivamente le varie componenti specialistiche e a evidenziare le interrelazioni fra gli uomini e l’ambiente. I mini-siti sono dunque uno strumento di apprendimento e di educazione che interessa un’utenza composita, distribuita all’interno di un’ampia fascia di età, alla quale è rivolta una molteplicità di contenuti e di informazioni che tentano di rappresentare nella maniera più completa possibile temi che vanno dall’acqua ai cambiamenti climatici, dalla meteorologia alla biodiversità, offrendo un elenco di titoli che si arricchisce periodicamente di nuovi contenuti.

Per raggiungere i siti tematici dell’educazione ambientale è stata creata sull’homepage del sito di ARPA, Earthgate, una porta virtuale che, richiamando lo Stargate cinematografico, intende attrarre innanzitutto un target di utenti giovani in funzione dei quali si sta attualmente pensando anche ad un revisione grafica e contenutistica della landing page.

Da non perdere

Nonostante lo sforzo di offrire sempre nuovi spunti di approfondimento a coloro che già conoscono l’Earthgate, resta tuttavia la necessità di incrementare il “traffico” di utenti sulle pagine dedicate all’educazione ambientale dell’Agenzia. Sono diverse le azioni intraprese a questo scopo a partire dalla segnalazione per posta elettronica della pubblicazione di nuovi contenuti, fino ad una serie di interventi volti a favorire l’ottimizzazione della visibilità dei siti tematici nei risultati offerti dai motori di ricerca.

http://ita.arpalombardia.it/ita/dissesto_idrogeologico/index.htm

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 886 follower