• Seguici su Twitter

  • PNSD

  • DesignDidattico Partner

    Logo Lim
  • Categorie articoli

  • Blog Stats

    • 1.049.147 hits
  • Pagine

De Agostini e la Lim

Come vedete, anche le case editrici non dimenticano il fenomeno lim. Oggi vi presento il sito in cui de agostini mostra i suoi prodott e le sue attività di approfondimento. Ecco il link

http://www.scuola.com/LIMNews/

lim.tutor@gmail.com

Caravaggio online grazie alla Rai

Salve a tutti, oggi vi propongo un bel progetto realizzato in collaborazione con la rai. Il sito fa riferimento alla mostra in onore del pittore svoltasi nel 2003 a Napoli.  Riporto di seguito quanto scritto dal curatore all’epoca:

LE MOSTRE IMPOSSIBILI
un progetto di Renato Parascandolo

Premessa
L’idea di allestire un insieme di “mostre impossibili” nasce da un’attenta riflessione sulla crisi strutturale che investe i musei di tutto il mondo e dalla considerazione che, nell’epoca della riproducibilità digitale dell’opera d’arte, la riproduzione dev’essere tutelata e valorizzata quanto l’originale, non solo per motivi economici ma, prima di tutto, perché una diffusione veramente capillare e di massa delle opere d’arte può essere garantita soltanto dalle riproduzioni: un’istanza di democrazia culturale che ha in Walter Benjamin e André Malraux i suoi precursori. L’idea nasce, inoltre, dalla banale constatazione che con il passare del tempo è sempre più diffuso il rifiuto dei direttori dei musei, pubblici e privati, di cedere ad altri musei, sebbene temporaneamente, le loro opere, anche per i costi sempre più proibitivi delle assicurazioni.
Le mostre “impossibili” sono tali nel senso che finora, per esempio, un affresco poteva essere percepito come tale (con la sua “aura”) e ammirato soltanto sul posto. Ora invece, impiegando tecniche digitali d’avanguardia e collocando virtualmente lo spettatore di fronte all’opera d’arte originale, riprodotta in scala reale, questo limite può dirsi superato.

Le mostre sono “impossibili” perché dilatano lo spazio espositivo del museo convenzionale: vi si raccoglie l’opera completa di un artista, e – grazie all’interazione di media e linguaggi diversi – si ricostruisce l’ambientazione dell’opera d’arte.
Le mostre “impossibili” sono modulari, perciò i loro materiali possono essere ordinati secondo gli autori, le epoche, le scuole d’arte, i temi rappresentati ecc. È così possibile, per esempio, allestire mostre tematiche e raccogliere tutte le opere di un artista sparse nel territorio. La struttura del museo può essere facilmente smontata e ricostituita in forme diverse e in città differenti. In altre parole, il museo può essere “clonato” e disseminato nelle principali città del mondo: una testimonianza della ricchezza artistica e spirituale dell’Italia: un trailer che invita a visitare i capolavori del nostro paese.

La prima “mostra impossibile” è stata dedicata al Caravaggio. Presentata a Napoli (a Castel Sant’Elmo) nella primavera del 2003 (circa 35.000 visitatori in quaranta giorni e un’imponente eco di stampa), l’esposizione comprendeva 68 dipinti in formato reale, compresa “La decollazione del Battista”, un quadro di circa 6m x 3m, conservato a Malta.
Successivamente la mostra è stata presentata a Salerno, a Roma (Castel Sant’ Angelo, 145.000 visitatori) e a Malta (Caraffa Store, 40.000 visitatori). Le prossime tappe della mostra sono: Mosca, San Pietroburgo, Chicago, Boston, New York, San Francisco e Buenos Aires.

Di seguito il link del sito, che vi consiglio: http://www.caravaggio.rai.it/ita/demo.htm

Ringrazio il blog di Anna Rita Vizzari per la segnalazione (www.lavagnaquotidiana.blogspot.com)

lim.tutor@gmail.com