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In vacanza con l’ebook

riporto dal corriere

ebook-internoblog.jpgEstate in vacanza con gli ebook, ma con qualche inghippo. Pubblichiamo la testimonianza che ci ha inviato Paolo Rastelli, caporedattore di Corriere.it.

Possiedo un ereader, un bel Sony PRS-650, che mi è stato regalato il Natale scorso. E sono in vacanza. Quindi vado al mare. E ci vado in bicicletta. Magnifico, ho pensato partendo. Invece di caricarmi di libri pesantissimi quando vado in spiaggia, mi porto il Sony: ho già caricato un bel po’ di Agatha Christie, qualche libro di storia militare (per i quali nutro un’insana passione), qualche cosa mi compro online dal mare (ho un pc portatile e un collegamento adsl), e chi mi ammazza? Bene, tre giorni fa decido di fare il primo acquisto: vado su Bol e scelgo Gli occhi di Venezia di Alessandro Barbero, di cui ho già avuto modo di apprezzare un bel libro sulla battaglia di Waterloo e altre piacevolezze. Acquisto, pago, scarico e al momento di trasferire l’acquisto dal pc sul reader mi trovo di fronte a una schermata pop-up che mi dice: «Impossibile trasferire il contenuto: reader autorizzato per altro utente».
In tutta evidenza un problema con Adobe DRM, la maledetta autorizzazione che i nostri cari editori hanno ritenuto di inserire per scongiurare lo spettro della pirateria.

Vabbè, penso, ho due indirizzi email, ho un sacco di nomi utenti e password sparsi per la rete (visto che la uso tantissimo), avrò fatto qualche casino, colpa mia. Entro in tutti gli account possibili e immaginabili (Adobe, Sony, ecc ecc), mi assicuro che tutti gli id e le password siano gli stessi e ci riprovo. Niente, stesso messaggio. Vabbè, scrivo all’assistenza Bol. Dopo tre giorni mi rispondono con questa lettera che riproduco:

Gentile Paolo,
per  leggere gli eBook protetti da DRM è necessario avere sul PC o sul device Adobe Digital Editions.
Se il computer su cui si intende conservare la libreria d’origine dei propri e-book non è in grado di utilizzare Adobe Digital Editions, non sarà  possibile leggere i file EPUB protetti da DRM e trasferirli ad altri dispositivi.
Ti invitiamo, inoltre, a contattare l’assistenza di Adobe per autenticare il reader con lo stessa utenza del pc. 
 
Restiamo a tua disposizione all’indirizzoservizioclientibol@mondadori.it per qualsiasi informazione ti sia necessaria

Francesca Giusti
http://www.bol.it
 

Insomma, ci hanno messo tre giorni per dirmi che per leggere il libro ho bisogno di Adobe Drm e che devo autenticare il reader con la stessa utenza del pc. Cioè cose che sapevo già e che avevo già fatto e che gli avevo scritto di aver fatto. Allora penso: a mali estremi, estremi rimedi. Formatto la memoria del reader, ripristino le impostazioni di deafult e riinstallo la library sul pc. Rimetto tutte le pw e gli id. Poi riprovo il trasferimento: niente, stesso messaggio di errore.

Allora chiamo il numero Bol per l’assistenza: è un 199, quindi a pagamento, penso che è una bella porcheria visto che chiamo per avere assistenza su un prodotto che ho già pagato oltre 13 euro (una cifra spaventosa per un prodotto immateriale, credo che la versione cartacea non costi molto di più, ma gli editori li conosciamo). Ma pazienza, ormai è diventata una questione di principio. Mi risponde una signora, gli spiego il problema, gli dico che mi sembra che l’unica soluzione sia che mi rimandino il libro come se fosse il primo acquisto in modo da cancellare ogni traccia delle autorizzazioni precedenti. Mi risponde che non è possibile, che devo mandare una nuova lettera, la quale sarà poi inviata a chi di dovere nelle segrete stanze di Bol. Ma la lettera l’ho già mandata, replico, la risposta è stata inutile, ho chiamato al telefono proprio perché magari, a parole, riesco a spiegarmi meglio e magari si trova una soluzione. La signora è un po’ seccata, è chiaro che sta pensando: «Guarda questo deficiente», gli ho spiegato la situazione e insiste. Quello che la signora non vuole capire (ma in questo è in buona compagnia con tutti gli help desk di questo mondo) è che chi telefona è nei pasticci, si sente già abbastanza deficiente e che comunque ha tutto il diritto di esserlo visto che sta chiedendo aiuto per utilizzare una cosa CHE HA PAGATO!!

Rinuncio, metto giù e mi viene un altra idea: faccio un altro acquisto su una libreria diversa, così capisco se dipende da qualche codice nascosto rimasto nel download di Bol. Compro un libro da Feltrinelli, provo a trasferire, stesso messaggio di errore. Non dipende dal download errato Bol, dipende da qualcosa che è (o non è) nel pc.

Allora torno sui forum che avevo già consultato e finalmente capisco. Tutti i miei precedenti download li avevo fatti da casa, ora uso il portatile, forse devo riautorizzare. Infatti è così, ho autorizzato per Adobe Drm anche il portatile e ora il trasferimento è liscio come l’olio. Ci sono arrivato da solo, meno male.

Ma mi domando: a un servizio di assistenza come quello di Bol non viene in mente una cosa del genere? Chi cavolo ci mettono a rispondere ai clienti in difficoltà? Se la persona che chiede aiuto pensa di aver fatto il possibile ma non l’ha fatto, non tocca all’help desk fare le domande giuste per sapere se magari il cliente ha trascurato qualcosa? È così che gli editori sperano di diffondere l’editoria online, che deve essere facile come comprare un libro in libreria  altrimenti è destinata al fallimento?  È necessario che per essere sicuri di non essere piratati si ricorra a metodi tanto macchinosi (che tra l’altro non funzionano, visto che la rete è piena di libri pirata, forse sarebbe meglio fare un po’ meno profitti e abbassare un po’ i prezzi)?
Domande senza risposta, temo. Per quanto mi riguarda, l’unica consolazione è che lavorando al Corriere online e conoscendo i titolari di questo blog, posso vendicarmi e mettere all’indice Bol. E se trovo uno che pirata i libri (cosa che ho sempre trovato disdicevole e che tendo a non fare, visto che è giusto che chi produce opere dell’ingegno ci guadagni  e visto anche che io non sono un povero studente squattrinato), giuro che gli offro un caffè. Perché, Santo Iddio; un po’ di pirateria se la meritano proprio.

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