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La scuola secondo Profumo: niente libri, solo il tablet (beata illusione!)

Per la serie: le magnifiche sorti e progressive:

 

Un tablet sul banco
e la scuola diventa social

Le nuove tecnologie rappresentano lo strumento per il necessario cambiamento delle strutture scolastiche. L’attività formativa e la carriera studentesca di ognuno diventano vere e proprie applicazioni, con cui operare dentro e fuori l’istituzione. Per arrivare un domani a percorsi di apprendimento in evoluzione costantedi TIZIANO TONIUTTI

Un tablet sul banco e la scuola diventa social

ROMA – Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, tra i banchi in formica della scuola di oggi, immagina le classi 2.0 di domani. E propone un tablet al posto dei libri di testo, un’unica tavoletta elettronica per contenere in un centimetro di spessore le migliaia di pagine dei volumi che accompagnano gli studenti nell’arco della carriera. E che oltre il contenuto, hanno anche un peso importante, in chilogrammi, sorretto da zaini sempre più rinforzati. Un fardello che dalle scuole raccontate da Collodi e De Amicis è diventato sempre più grande, e che finalmente la tecnologia può contribuire ad alleviare. Aumentando nello stesso tempo la quantità di informazioni disponibili a chi studia.

Una scuola touch. Le possibilità di integrazione delle nuove tecnologie già nella scuola di oggi sono molto alte. Certo in un’istituzione piagata dalla cronica mancanza di risorse, il prezzo per l’acquisto di un tablet per ogni studente potrebbe essere un ostacolo serio. Ma in India, il tablet da 30 dollari è una realtà, e nasce specificamente come strumento didattico. Ciò che offre un tablet più di un notebook è la possibilità di essere usato oltre che come libro di testo, come quaderno, blocco appunti, strumento di precisione grazie ai giroscopi, estensione di un banco-desktop gestibile senza una tastiera o un mouse. Caratteristiche che si ritrovano in tutti i modelli disponibili sul mercato, certo migliore è l’hardware e più ampie saranno le possibilità di applicazione. Ma per far diventare i compiti “touch”, è necessario che l’infrastruttura scolastica venga adeguata. Questo significa come minimo, accesso alla banda larga per gli studenti in classe e a casa.

La scuola diventa una app. Con l’introduzione della tecnologia come strumento didattico, non si può prescindere da un cambiamento dell’istituzione. Che non può terminare con il semplice adattamento, ma deve diventare una trasformazione. Di più: la trasformazione dei modi, degli strumenti e delle catergorie della scuola deve diventare un elemento strutturale, per permettere un’evoluzione costante e sistematica della scuola e degli studenti stessi, oltre alle modalità didattiche. E soprattutto dei docenti, per cui il lavoro di insegnamento diverrebbe giocoforza e proficuamente anche una ricerca e un aggiornamento costante.

Studiare è social. Il tablet è solo il più vicino degli orizzonti, anche per la velocità con cui le tecnologie cambiano, e con loro i relativi costi. Dopo le lavagne elettroniche, non è lontano il giorno in cui ogni studente potrà avere un banco-tablet, come quello che oggi vediamo nei telegiornali, sincronizzato con il proprio dispositivo mobile e con il computer a casa. Lo spazio della scuola si estenderebbe per superare i confini dell’edificio, ed entrare nella vita dello studente con dinamiche di intervento e condivisione che arrivano dal mondo del web sociale, piuttosto che dai videogiochi – un universo di stimoli e verifiche riconvogliabili nella didattica, da non sottovalutare. ma senza guardare lontano, l’elemento tecnologico è in grado già ora di rivoluzionare le dinamiche dell’istruzione scolastica così come la conosciamo, Anche senza arrivare alla scuola 2.0, già nella 1.5: ad esempio, i “compiti in classe” potrebbero essere un’evoluzione di un lavoro individuale svolto durante il programma, e non solo una verifica di apprendimento.
(23 dicembre 2011)

http://www.repubblica.it/scuola/2011/12/23/news/un_tablet_sul_banco_non_solo_un_libro_2_0-27116836/

Lim come luogo per la didattica cooperativa

Anche se è una esperienza di qualche tempo fa credo sia interessante leggerla.

Un progetto per la lingua inglese con la LIM utilizzata come strumento cooperativo e spazio di co-costruzione del sapere. Il lavoro, realizzato nella scuola primaria, è trasferibile anche in altri contesti. Il contributo è stato inviato dalla Community per il convegno del 23 aprile “La scuola nuova nasce dal basso. Esperienze concrete di innovazione educativa”.

L’esperienza presentata si inserisce nel dibattito metodologico sulla Lavagna Interattiva Multimediale offrendo una possibilità d’uso dello strumento per la creazione di percorsi didattici alternativi al libro di testo, volti a sviluppare insieme obiettivi disciplinari e sociali attraverso la metodologia del cooperative learning supportata dalle nuove tecnologie. La sfida consiste nel trasformare la lavagna interattiva da strumento per insegnare, e quindi sostanzialmente oggetto in mano all’insegnante, a strumento per apprendere da parte dei ragazzi, ribaltando così la tradizionale visione dell’insegnante “elargitore di conoscenza” in favore della figura del docente facilitatore che predispone le “impalcature” necessarie perché i ragazzi possano essere realmente protagonisti del loro apprendimento.

Attraverso un lavoro suddiviso in più fasi a partire da un’opera d’arte, si sono sviluppate abilità di comprensione e produzione orale e scritta in lingua straniera e in lingua italiana (utili anche per la massiccia presenza in classe di alunni stranieri), ma anche piccole attività CLIL volte all’utilizzo dell’inglese per l’esplorazione di contenuti non linguistici.

Nella pianificazione delle varie attività, è stata dedicata un’attenzione particolare all’aspetto dell’edutainment, ovvero all’imparare divertendosi, oltre che “facendo”, per rendere il lavoro più accattivante, ma anche perché imparare DEVE essere divertente, piacevole e motivante.

Il progetto, nato da un bisogno reale rilevato all’interno di una classe con livelli di apprendimento eterogenei, demotivazione, scarso interesse per lo studio e grossi problemi di socializzazione, ha visto il coinvolgimento attivo dei ragazzi suddivisi in gruppi cooperativi eterogenei, ciascuno con il proprio ruolo assegnato all’interno del gruppo, su precisi compiti di volta in volta definiti dall’insegnante. Le ipotesi definite dai gruppi nelle varie fasi del lavoro venivano successivamente presentate e discusse in plenaria sulla LIM, per poi pervenire a un risultato condiviso da tutti che diventava così patrimonio della classe ed entrava a far parte del “libro” che andavamo a costruire insieme sulla LIM.

La lavagna interattiva è quindi diventata l’ambiente di apprendimento in cui ricostruire rapporti interpersonali e competenze disciplinari: uno spazio di lavoro flessibile gestito dai ragazzi con la guida e la regia dell’insegnante.

Di volta in volta la LIM ha assunto le sembianze più consone all’obiettivo previsto e da ampio spazio di visualizzazione e di presentazione si è trasformata in spazio operativo di condivisione e di riflessione, “finestra sul mondo”, permettendo ai ragazzi di costruire il proprio apprendimento attraverso il percorso offerto, gli strumenti forniti e il focus costante sul problema da risolvere.

La LIM ha indubbiamente offerto un mezzo per focalizzare l’attenzione sui compiti da affrontare e memorizzare il processo di sviluppo della conoscenza, ma il valore aggiunto dell’esperienza a mio parere sta nello “scaffolding cooperativo”, ovvero nella percezione dell’importanza dei pari nella costruzione della conoscenza: i ragazzi hanno verificato sul campo che imparando insieme ne traggono vantaggio lo sviluppo cognitivo e affettivo insieme, migliorano le abilità sociali, e la reciproca accettazione a poco a poco si trasforma in reciproca valorizzazione.

English abstract: In this project the interactive whiteboard has been used as a cooperative tool and a special area where knowledge can be co-built by the children with the help of the teacher. The experience shows a way to study English as an alternative to the use of the book, based on the cooperative learning methodology. The project has been developed in a primary school, but it can be transferred to any other scholastic context.

 

http://www.educationduepuntozero.it/community/lavagna-cooperativa-3080279507.shtml

E’ questo il futuro dei libri di testo? Ottima app su Divina Commedia

segnalo da http://ntdlazio.blogspot.com

Istantanea iPhone 1

Questa applicazione contiene l’edizione integrale della Divina Commedia di Dante Alighieri completa di note e introduzioni ai canti e accompagnata da un importante corredo multimediale: è possibile leggere il testo delle tre cantiche ascoltando lìinterpretazione di Ivano Marescotti, che dando voce ai personaggi e al testo dantesco integrale è riuscito a ricreare le atmosfere suggestive dell’opera, anche grazie anche al sottofondo sonoro a cura di Massimo Piani e ai disegni di Angelo Monne.
Introduce e commenta ogni canto Riccardo Bruscagli (noto dantista e docente) a cui si devono anche le note.
L’applicazione è sempre consultabile offline e permette di:
– scorrere gli indici e leggere il testo integrale dell’opera, delle note e delle introduzioni ai canti
– personalizzare la visualizzazione del testo
– effettuare una ricerca per indice e per parole o frasi
– inserire i segnalibri e consultare le pagine preferite
– ascoltare tutti i 100 audio dei canti interpretati da Ivano Marescotti (800 minuti in totale. L’audio si avvia sfiorando l’icona a triangolo)
– ascoltare tutti i 100 audio delle introduzioni ai canti lette da Riccardo Bruscagli (630 minuti in totale. L’audio si avvia sfiorando l’icona a triangolo).
Se si dispone di una connessione a Internet è anche possibile condividere su Twitter e su Facebook le selezioni desiderate
Nella versione per iPad sono visibili anche:
– la galleria delle immagini
– le mappe interattive