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Test Invalsi, entra il “valore aggiunto” Risultati al netto dei “vantaggi sociali”

Il ministero dell’Educazione presenta il sistema VALeS: analisi della qualità dell’insegnamento anche considerando il contesto socio-economico e il background familiare. “Evitiamo che le scuole si avvantaggino o vengano penalizzate da fattori esterni al loro controllo”. Uno studio di questo tipo è già stato condotto in Veneto: ribaltata la graduatoria tra istituti tecnici e licei

di SALVO INTRAVAIA

Quando i professori italiani scopriranno il vero significato del “valore aggiunto” del sistema VALeS verranno percorsi da un brivido lungo la schiena. Perché, anche se il tutto rimarrà chiuso tra le pareti scolastiche, sarà possibile individuare i prof “più bravi” e quelli “meno bravi”. Ieri, il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, ha presentato ufficialmente il sistema di valutazione VALeS, rivolto alle scuole medie e superiori e ai relativi dirigenti scolastici. “Con il progetto sperimentale VALeS  –  spiega il sito del ministero  –  si offre alle istituzioni scolastiche e ai dirigenti scolastici del primo e del secondo ciclo l’opportunità di partecipare alla definizione di un processo che lega la valutazione ad un percorso di miglioramento continuo”.

Delle novità relative alla valutazione dei dirigenti scolastici Repubblica ha già riferito in anteprima. Ma una novità di rilievo è contenuta anche nel percorso che porterà alla valutazione delle singole scuole: per il momento su base volontaria, ma che successivamente potrebbe diventare obbligatoria. In ogni caso, l’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) sarà in grado di individuare i docenti “più attrezzati” e i “fannulloni”: quelli che non riescono a far fare il salto di qualità ai propri alunni. Almeno, secondo il sistema messo in piedi dall’Invalsi per la valutazione delle prime e terze classi della scuola media e per la seconda classe delle superiori. Vediamo come.

E’ lo stesso ministero a spiegare in che modo si orienterà. “Ai risultati degli apprendimenti misurati con il calcolo del valore aggiunto contestuale a cura dell’Invalsi, si sono affiancate le analisi approfondite dei nuclei di valutatori esterni che hanno osservato la scuola da molteplici prospettive”. In altre parole, gli apprendimenti misurati attraverso i test Invalsi non verranno più valutati in modo “grezzo”. Se una scuola ha infatti la fortuna di avere un’utenza dalle condizioni socio-economiche più favorevoli è ovvio che i suoi alunni avranno performance migliori. Ma, allora, come si fa a valutare gli alunni in modo oggettivo?

Quella del Valore aggiunto, spiegano da viale Trastevere, “è una misura di quanto ciascuna scuola aggiunge al livello degli apprendimento conseguito dai propri allievi  –  spiega il ministero  –  tenendo conto della preparazione pregressa degli studenti in entrata e delle loro caratteristiche (come il background socio-economico-culturale)”. Inoltre, “il valore aggiunto è calcolato tenendo conto degli effetti (positivi o negativi) del contesto in cui opera la scuola”. “I modelli di valore aggiunto consentono di confrontare le scuole a parità di condizioni (…) evitando che queste si avvantaggino  –  o siano penalizzate  –  da quanto non è sotto il loro diretto controllo”.

Ma quello che il ministero non dice è che le scuole, alla fine del percorso valutativo, potranno scaricare dal cervellone dell’Invalsi le performance delle singole classi. In questo modo, a prescindere dai voti e dalla promozione, il preside potrà valutare il lavoro dei propri insegnanti, o meglio dei singoli consigli di classe. Ad onor del vero, in ogni singola istituzione scolastica, attraverso il passaparola dei genitori, si sa quali sono i prof più bravi e la corsa è proprio ad iscrivere i figli nelle sezioni dove insegnano gli insegnanti “migliori”. Ma con la valutazione dell’Invalsi attraverso il metodo del “valore aggiunto” ci sarà l’imprimatur dei numeri.

Il meccanismo è semplice. Gli alunni della prima media vengono sottoposti ai test Invalsi di Italiano e Matematica. I loro risultati vengono quindi “depurati” dei cosiddetti fattori “individuali” (genere, origine immigrata, condizioni socio-economiche-culturali, posticipatario), di quelli “strutturali” relativi alla scuola e dei fattori di “contesto territoriali”. Quando in terza ripeteranno le prove, il risultato confrontato con quello della prima classe fornirà quanto la scuola avrà influito sulla preparazione degli alunni e, per le singole classi, quanto il singolo consiglio di classe avrà influito nella crescita culturale degli alunni. Stesso discorso per la scuola superiore, confrontando i dati dei test di terza media, quelli della seconda e quelli della quinta classe, non ancora partiti.

Al tal proposito, una sperimentazione in tal senso è già stata condotta in Veneto quattro anni fa, confrontanto le diverse scuole. Ma si può fare anche con le singole classi. Gli studiosi dell’Ansas (l’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica) del Veneto, sulla base dei test Ocse-Pisa del 2006 di Scienze, ha stilato la graduatoria “grezza” delle 45 scuole superiori del Veneto in cui ai primi posti si posizionano 5 licei e agli ultimi posti gli istituti tecnici e professionali. Ma non appena i punteggi vengono depurati del valore aggiunto la classifica si ribalta: nelle prime cinque posizioni si piazzano altrettanti istituti tecnici, seguiti da un professionale. Lo studio è stato realizzato da Angela Martini, in collaborazione con Roberto Ricci ora a capo dell’Invalsi.

(09 febbraio 2012)

http://www.repubblica.it/scuola/2012/02/09/news/test_superiori-29594978/

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Scicli – Le Lim all’Istituto Cataudella. Le moderne attrezzature pongono la scuola sciclitana tra le prime in Sicilia

Nel quadro del forte impulso all’innovazione delle attrezzature e della didattica in atto presso questa Istituzione Scolastica, ogni aula è stata dotata, grazie a cospicui finanziamenti dell’Unione Europea, di una Lavagna Interattiva Multimediale modello Smart Board, collegata ad un pc portatile e ad un video proiettore, progettata per dare supporto nella didattica, collaborazione, formazione a distanza, presentazioni, conferenze e videoconferenze. Sono state così installate 41 LIM che si aggiungono alle altre sei già in uso nell’istituto, a un nuovo laboratorio linguistico-multimediale e ad un nuovo laboratorio di scienze, realizzati sempre con finanziamenti dell’Unione europea.
Smart Board è una lavagna interattiva touch screen che trasforma il computer ed il proiettore in potenti strumenti per didattica, collaborazione e presentazione. Con un’immagine del computer proiettata sulla lavagna smart, è possibile premere sull’ampia superficie touch-sensitive per controllare tutte le applicazioni del computer. Utilizzando una penna, è facile lavorare alla lavagna interattiva facendo annotazioni ed evidenziando informazioni rilevanti.

Grazie al software Smart Notebook in dotazione con la lavagna interattiva e compatibile con i maggiori sistemi operativi, è possibile “scrivere” su ogni applicazione, salvare, modificare, utilizzare il potente OCR, stampare, esportare il proprio lavoro in uno dei formati standard PDF, HTML, JPEG ed inviarlo per posta elettronica. La tecnologia Smart Board consente di scrivere con la penna su un layer sovrapposto all’immagine proiettata e di interagire con il computer utilizzando la penna come se fosse la freccia del mouse.
Dopo aver già realizzato nell’a.s. 2009/2010 un corso P.O.N. – F.S.E. di formazione per docenti sull’uso didattico della LIM, si è ritenuto ora opportuno mettere a disposizione degli stessi un altro corso P.O.N.-F.S.E. per il conseguimento della patente europea per computer (E.C.D.L.) e un supporto operativo attraverso uno sportello di sostegno aperto ogni martedi dalle ore 15:30 alle ore 17:30, con la consulenza di una docente interna esperta quale la Prof.ssa Catia Occhipinti.

Tutto questo contribuisce a fare dell’Istituto di Istruzione secondaria superiore “Q. Cataudella” di Scicli una scuola fortemente orientata verso l’innovazione e le nuove frontiere della didattica, con risultati di primissimo livello sul piano degli apprendimenti degli alunni: è d’obbligo citare almeno gli ottimi risultati delle prime prove INVALSI effettuate nell’a.s. 2010/2011, superiori complessivamente non tanto alla media siciliana e del Sud ma superiori, soprattutto, rispetto alla media nazionale.


IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Vincenzo Giannone

Parte il progetto sperimentale “VALeS” per la valutazione esterna delle scuole e dei dirigenti scolastici

Ufficio Stampa MIUR – Dopo l’avvio del progetto “VSQ- Valutazione per lo Sviluppo della Qualità delle scuole” nello scorso anno scolastico, parte quest’anno il nuovo percorso sperimentale “VALeS”- Valutazione e Sviluppo Scuola, finalizzato alla valutazione esterna delle scuole e – per la prima volta – dei dirigenti scolastici.

Le analisi valutative saranno condotte dai nuclei di valutazione esterni, attraverso strumenti e protocolli di visita specifici. Il progetto, rivolto alle scuole del primo e secondo ciclo, fino ad un limite massimo di 300 istituti su tutto il territorio nazionale, ha durata triennale e si colloca nella prospettiva di individuare un modello che prefiguri una valutazione organica di sistema, sulla base delle caratteristiche del Sistema Nazionale di Valutazione.

Diversamente dal precedente progetto “VSQ”, non sono previste premialità alle scuole che raggiungono i risultati migliori, ma finanziamenti per tutti gli istituti partecipanti, rapportati agli obiettivi da raggiungere: alle scuole in maggiore difficoltà sarà dunque garantito un maggiore supporto per sostenere il piano di miglioramento.

Inoltre l’OCSE, a partire da quest’anno, collaborerà con il Ministero in tutte le fasi del progetto, per assicurare l’allineamento dell’esperienza italiana con il panorama internazionale.

COME FUNZIONERA’ IL PROGETTO

Per la valutazione complessiva della scuola e dell’azione della dirigenza scolastica, la sperimentazione seguirà tre passaggi chiave: l’analisi valutativa, il miglioramento e la valutazione finale.

Analisi valutativa:

* rilevazione degli apprendimenti attraverso prove standard, con calcolo del valore aggiunto contestualizzato da parte di INVALSI;

* raccolta dei dati strutturali della singola scuola presenti nel Sistema Informativo del MIUR, integrati dagli stessi istituti secondo modalità simili all’iniziativa “Scuola in Chiaro”;

* analisi valutativa del contesto scolastico e dell’azione della dirigenza scolastica, effettuata da parte di nuclei di osservatori esterni coordinati da ispettori che elaboreranno un rapporto di valutazione iniziale;

Miglioramento * piano di miglioramento, elaborato dalle scuole sulla base del rapporto di valutazione iniziale, supportato dall’INDIRE, oltre che dalle Università o da altre risorse professionali presenti sul territorio.

Valutazione finale * valutazione finale delle scuole e dei dirigenti scolastici e pubblicazione dei risultati sul servizio “Scuola in Chiaro”, ai fini della trasparenza e della “accountability”.

VALUTAZIONE DIRIGENTI

Nell’ambito del progetto, particolare rilievo assume lo sviluppo di un sistema di valutazione specifico per il dirigente scolastico, la cui azione risulta fondamentale nel promuovere gli obiettivi di miglioramento del servizio, stimolando la collaborazione di tutta la comunità scolastica.

La valutazione del dirigente farà riferimento ad opportuni indicatori individuati all’interno delle seguenti macro-aree: direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane, organizzazione e gestione delle risorse finanziarie e strumentali, promozione della qualità dei processi interni alla comunità professionale, sviluppo delle innovazioni, attenzione alle famiglie ed alla comunità sociale, collaborazione con i soggetti istituzionali, culturali, professionali, sociali ed economici del territorio.

Per partecipare alla sperimentazione, le scuole potranno compilare, dal 10 febbraio al 12 marzo, il modulo di adesione che troveranno sul sito www.istruzione.it nell’area “Istruzione”. Per consentire una più ampia diffusione sul territorio nazionale delle iniziative legate alla cultura della valutazione, gli istituti scolastici che partecipano al percorso sperimentale “VSQ”, avviato nell’a.s. 2010-2011, non potranno partecipare al progetto VALeS.

Ancora una dimostrazione della Lim Panasonic Panaboard

Di nuovo una demo di questa recente lim:

L’azienda giapponesePanasonic ha lanciato sul mercato nel mese di giugno, una nuova serie dilavagne interattive. I nuovi modelli di questa innovativa serie permettono il miglioramento dell’apprendimento, grazie ad uno stile di insegnamento che viene aiutato dagli elementi visivi. Possiamo dire che queste lavagne interattive rendono le lezioni piu coinvolgenti e facilitano l’apprendimento attivo. Il modello che andiamo ad analizzare, è il Panaboard UB-T880/W: è il modello più grande, quello da 83″ pollici. E’ disponibile un modello dalle dimensioni inferiori, il Panaboard UB-T880 da 77″ pollici. I modelli sono equivalenti per funzionalità, ma come detto differiscono solo per le dimensioni. La superficie del pannello è formata da truciolato con rivestimento in melamina. Da Panasonic fanno sapere che il modello di sistema operativo ideale per questa lavagna interattiva è senza dubbio Windows Seven: con questo o.s. potrete avere un controllo maggiore sulle immagini che andranno in visualizzazione sul pannello. Potrete allargare, ingrandire tutte le immagini semplicemente col tocco del dito sul pannello. Per effettuare lavori piu professionali, vi verrà fornita una penna elettronica che vi permetterà di gestire le immagini del pannello. Ovviamente entrambi i modelli di lavagna interattiva, sono dotati di un sofwtare, Easiteach Next Generation, che è ideato da RM Education e dispone di tantissime tool ed immagini che gli insegnanti potranno utilizzare nella preparazione delle loro lezioni. Le lavagne dispongono di altoparlanti stereo per l’ascolto dell’audio di eventuali documentari o filmati didattici. Il dispositivo della Panasonic è innovativo anche grazie alla possibilità di connettersi ad Internet grazie all’ausilio di un Pc. Inoltre le porte USB permettono alla lavagna di collegarsi ad altri eventuali dispositivi come stampanti o videocamere.

Olimpiadi delle Scienze Naturali 2012

Decima edizione dell’iniziativa rivolta a tutti gli indirizzi della scuola secondaria superiore. E’ possibile aderire alle olimpiadi entro il 29 febbraio 2012

Per l’anno scolastico 2011/12 l’ANISN, Associazione Nazionale Insegnanti Scienze Naturali, organizza la X edizione delle Olimpiadi delle Scienze Naturali. L’iniziativa, rivolta a tutti
gli indirizzi della scuola secondaria superiore, è patrocinata dalMiur, Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici, e lo scorso anno ha visto la partecipazione 443 scuole superiori distribuite sull’intero territorio nazionale.

Le Olimpiadi delle Scienze Naturali perseguono i seguenti obiettivi:

  • fornire agli studenti un’opportunità per verificare le loro inclinazioni e attitudini per lo studio e la comprensione dei fenomeni e dei processi naturali;
  • realizzare un confronto tra le realtà scolastiche delle diverse regioni italiane;
  • individuare nella pratica un curricolo di riferimento per le scienze naturali, sostanzialmente condiviso dalla variegata realtà delle scuole superiori italiane;
  • confrontare l’insegnamento delle scienze naturali impartito nella scuola italiana con l’insegnamento impartito in altre nazioni, in particolare quelle europee;
  • avviare, alla luce del confronto effettuato con realtà scolastiche estere, una riflessione sugli eventuali aggiustamenti da apportare al curricolo di riferimento.

Lo strumento utilizzato per lo svolgimento delle selezioni regionali delle Olimpiadi di Scienze è una prova scrittacostituita da un questionario articolato in domande strutturate, da
svolgere in un tempo rigorosamente prefissato. Le batterie di quesiti sono costituite da domande a scelta multipla a 5 alternative, ma potranno contenere anche alcune domande aperte a risposta univoca.

Sono previste due distinte categorie per il biennio e per il triennio. La prova per il biennio consisterà in quesiti discienze della Terra e di scienze della vita, quella per il triennio in domande esclusivamente di biologia. Alcuni esempi di prove utilizzate per le selezioni regionali e per la selezione nazionale degli anni precedenti sono reperibili nel sito http://www.anisn.it/olimpiadi_prove.php.

 

SVOLGIMENTO DEL CONCORSO

Lo svolgimento delle Olimpiadi delle Scienze Naturali si articolerà nelle seguenti fasi:

  1. fase d’istituto: da effettuare entro il 15 marzo 2012 utilizzando materiale specificamente predisposto dai docenti dell’istituto
  2. fase regionale: si effettuerà martedì 27 marzo 2012 contemporaneamente in tutta Italia, generalmente in un’unica sede per ogni regione. Ad essa saranno ammessi gli studenti primi classificati di ogni istituto di quella regione
  3. fase nazionale: si svolgerà dal 11 al 13 maggio 2012 e riguarderà i primi classificati in ogni regione. La gara nazionale sarà disputata sabato 12 maggio 2012, con inizio presumibile alle ore 10.00. I primi classificati a livello nazionale saranno premiati nel corso della stessa manifestazione.
  4. Per l’individuazione dei 10 studenti da premiare con lo stage di preparazione alle IBO e dei 4 che costituiranno la squadra italiana, al fine di valutare non solo le competenze teoriche ma anche quelle pratiche, durante la fase nazionale gli studenti classificatisi ai primi posti della categoria triennio svolgeranno una prova pratica di biologia i cui risultati saranno valutati, insieme a quelli della prova teorica.
  5. Per l’individuazione dei 10 studenti da premiare con lo stage di preparazione alle IESO e dei 4 che costituiranno la squadra italiana si terrà conto unicamente dei risultati della prova teorica della categoria biennio mediante la compilazione di un apposita graduatoria nella quale verrà dato un peso maggiore alle domande di Scienze della Terra.
  6. fase di allenamento alle gare internazionali: riguarderà 10 studenti sia per le Olimpiadi Internazionali di Biologia, sia per le Olimpiadi Internazionali di Scienze della Terra. I 10 studenti selezionati frequenteranno una settimana di preparazione residenziale intensiva sia su approfondimenti teorici che attività sperimentali. Il periodo di svolgimento è previsto tra la  seconda metà di maggio e la fine dell’anno scolastico (Biologia) o la fine del mese di luglio ed i primi di settembre (Scienze della Terra)
  7. fase internazionale: per le Olimpiadi Internazionali di Biologia (IBO) si svolgerà a Singapore dal 15 al 22 luglio 2012; per le Olimpiadi Internazionali di Scienze della Terra (IESO) in Argentina probabilmente dall’8 al 18 ottobre 2012. In entrambi i casi la delegazione italiana sarà costituita dai 4 studenti e da due docenti accompagnatori, responsabili delle traduzioni in lingua italiana delle prove teoriche e sperimentali. Eventuali notizie sulle gare internazionali saranno reperibili nel nostro sito: http://www.anisn.it

 

COME PARTECIPARE

E’ possibile aderire all’iniziativa entro il 29 febbraio 2012 compilando il form reperibile all’indirizzo www.anisn.it o la scheda di adesione (Allegato 1).

Quest’ultima va inviata per e-mail, insieme con la copia della ricevuta dell’avvenuto versamento, all’indirizzo di posta elettronica del responsabile regionale della regione in cui ha sede la scuola (Allegato 2).  Alternativamente è possibile inviare la scheda per posta.

Scarica il Regolamento

Allegati

fonte Ministero Pubblica Istruzione
creato venerdì 3 febbraio 2012
modificato mercoledì 8 febbraio 2012

Scuola sempre più Internet

Aumenta l’uso di internet da scuole e università. I dati sono stati forniti da Audiweb che ha fotografato il rapporto nel 2011 tra l’Italia e la Rete. Secondo i dati divulgati gli accessi da scuole ed università sono incrementati del 21%.

Un dato signficativo se si considera che nel 2011 la diffusione dell’online è cresciuta con un valore medio del 6,9% rispetto al 2010.

In generale il 2011 ha registrato per Internet un valore medio di audience online di 26,4 milioni di utenti nel mese e 12,7 milioni nel giorno medio, con un incremento rispetto al 2010 del 10,7% sull’audience online nel mese e del 9,9% nel giorno medio. Nel 2011, gli utenti hanno speso online 1 ora e 23 minuti nel giorno medio, consultando 164 pagine viste.

Il comunicato Audiweb, inoltre, ci informa che “hanno un accesso a internet da qualsiasi luogo e strumento il 76,2% degli uomini e il 72,8% delle donne, in particolare i giovani tra gli 11 e i 17 anni (90,6% degli individui in questa fascia d’età) e i 18-34 anni (88,9%) e nella fascia più matura tra i 35 e i 54 anni (82,6%), di tutte le aree geografiche d’Italia con livelli di concentrazione simili nel Nord e nel Centro (quasi 78%) ad eccezione dell’area Sud e Isole che presenta una percentuale più contenuta (68%).

http://www.orizzontescuola.it/node/22194

Decreto semplificazioni, gli articoli relativi alla scuola

Estrapoliamo gli articoli relativi alla scuola compresi nel testo del decreto semplificazioni licenziato dal CdM giorno 3 febbraio. Gli articoli mancano di numerazione perchè devono ancora essere assegnati

Art.

(Attuazione dell’autonomia)

1. Allo scopo di consolidare e sviluppare l’autonomia delle istituzioni scolastiche, potenziandone l’autonomia gestionale secondo criteri di flessibilità e valorizzando la responsabilità e la professionalità del personale della scuola, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, sono adottate, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, nel rispetto dei principi e degli obiettivi di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, linee guida per conseguire le seguenti finalità:

a) potenziamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, anche attraverso l’eventuale ridefinizione degli aspetti connessi ai trasferimenti delle risorse alle medesime, previo avvio di apposito progetto sperimentale da attuare nel rispetto della vigente legislazione contabile;
b) definizione, per ciascuna istituzione scolastica, di un organico dell’autonomia, funzionale all’ordinaria attività didattica, educativa, amministrativa, tecnica e ausiliaria, alle esigenze di sviluppo delle eccellenze, di recupero, di integrazione e sostegno ai diversamente abili e di programmazione dei fabbisogni di personale scolastico;
c) costituzione, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di reti territoriali tra istituzioni scolastiche, al fine di conseguire la gestione ottimale delle risorse umane, strumentali e finanziarie;
d) definizione di un organico di rete per le finalità di cui alla lettera c) nonché per l’integrazione degli alunni diversamente abili, la prevenzione dell’abbandono e il contrasto dell’insuccesso scolastico e formativo, specie per le aree di massima corrispondenza tra povertà e dispersione scolastica;
e) costituzione degli organici di cui alle lettere b) e d), nei limiti previsti dall’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni e integrazioni, sulla base dei posti corrispondenti a fabbisogni con carattere di stabilità per almeno un triennio sulla singola scuola, sulle reti di scuole e sugli ambiti provinciali, anche per i posti di sostegno, fatte salve le esigenze che ne determinano la rimodulazione annuale.

2. Gli organici di cui al comma 1 sono determinati, complessivamente, nel rispetto dell’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, fermo restando quanto previsto dall’articolo 19, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e fatto salvo anche per gli anni 2012 e successivi l’accantonamento in presenza di esternalizzazione dei servizi per i posti ATA.

3. Dall’attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art.

(Potenziamento del sistema nazionale di valutazione)

1. Nelle more della definizione di un sistema organico e integrato di valutazione delle istituzioni scolastiche, dell’università, della ricerca e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, l’INVALSI assicura, oltre allo svolgimento dei compiti di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, e all’articolo 1, comma 613, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il coordinamento funzionale del sistema nazionale di valutazione di cui all’articolo 2, comma 4-undevicies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10. A tale fine, in via sperimentale, l’Invalsi si avvale dell’Agenzia per la diffusione di tecnologie per l’innovazione. Le Amministrazioni provvedono all’attuazione del presente comma con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

2. Le istituzioni scolastiche partecipano, come attività ordinaria d’istituto, alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti degli studenti, di cui all’articolo 1, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176.

Art.

(Misure di semplificazione e promozione dell’istruzione tecnico-professionale e degli istituti tecnici superiori – ITS)

1. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, adottato di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate linee guida per conseguire i seguenti obiettivi:
a) realizzare un’offerta coordinata, a livello territoriale, tra i percorsi degli istituti tecnici, degli istituti professionali e di quelli di istruzione e formazione professionale di competenza delle regioni;
b) favorire la costituzione dei poli tecnico-professionali di cui all’articolo 13 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40;
c) promuovere la realizzazione di percorsi in apprendistato, anche per il rientro in formazione dei giovani.

2. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, adottato d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite linee guida per:

a) realizzare un’offerta coordinata di percorsi degli istituti tecnici superiori (ITS) in ambito nazionale, in modo da valorizzare la collaborazione multiregionale e facilitare l’integrazione delle risorse disponibili con la costituzione di non più di un istituto tecnico superiore in ogni regione per la medesima area tecnologica;
b) semplificare gli organi di indirizzo, gestione e partecipazione previsti dagli statuti delle fondazioni ITS.

3. Le Amministrazioni provvedono all’attuazione del presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art.

(Modernizzazione del patrimonio immobiliare scolastico e riduzione dei consumi e miglioramento dell’efficienza degli usi finali di energia)

1. Al fine di garantire su tutto il territorio nazionale l’ammodernamento e la razionalizzazione del patrimonio immobiliare scolastico, anche in modo da conseguire una riduzione strutturale delle spese correnti di funzionamento, il CIPE, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, approva un Piano nazionale di edilizia scolastica. La proposta di Piano è trasmessa alla Conferenza unificata entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e il Piano è approvato entro i successivi 60 giorni.

2. Il Piano di cui al comma 1 ha ad oggetto la realizzazione di interventi di ammodernamento e recupero del patrimonio scolastico esistente, anche ai fini della messa in sicurezza degli edifici, e di costruzione e completamento di nuovi edifici scolastici, da realizzare, in un’ottica di razionalizzazione e contenimento delle spese correnti di funzionamento, nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, favorendo il coinvolgimento di capitali pubblici e privati anche attraverso i seguenti interventi:

a) la ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico, costituito da aree ed edifici non più utilizzati, che possano essere destinati alla realizzazione degli interventi previsti dal presente articolo, sulla base di accordi tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, l’Agenzia del demanio, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero della difesa in caso di aree ed edifici non più utilizzati a fini militari, le regioni e gli enti locali;
b) la costituzione di uno o più fondi immobiliari destinati alla valorizzazione e razionalizzazione del patrimonio immobiliare scolastico ovvero alla promozione di strumenti finanziari immobiliari innovativi, articolati anche in un sistema integrato nazionale e locale, per l’acquisizione e la realizzazione di immobili per l’edilizia scolastica;
c) la messa a disposizione di beni immobili di proprietà pubblica a uso scolastico suscettibili di valorizzazione e dismissione in favore di soggetti pubblici o privati, mediante permuta, anche parziale, con immobili già esistenti o da edificare e da destinare a nuove scuole;
d) le modalità di compartecipazione facoltativa degli enti locali.

3. In coerenza con le indicazioni contenute nel Piano, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare promuovono, congiuntamente la stipulazione di appositi accordi di programma, approvati con decreto dei medesimi Ministri, al fine di concentrare gli interventi sulle esigenze dei singoli contesti territoriali e sviluppare utili sinergie, promuovendo e valorizzando la partecipazione di soggetti pubblici e privati.

4. Nella delibera CIPE di cui al comma 1 sono inoltre disciplinate le modalità e i termini per la verifica periodica delle fasi di realizzazione del Piano, in base al cronoprogramma approvato e alle esigenze finanziarie, potendosi conseguentemente disporre, in caso di scostamenti, la diversa allocazione delle risorse finanziarie pubbliche verso modalità di attuazione più efficienti.

5. Nelle more della definizione e approvazione del Piano, al fine di assicurare il tempestivo avvio di interventi prioritari e immediatamente realizzabili di edilizia scolastica coerenti con gli obiettivi di cui ai commi 1 e 2:

a) il CIPE, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, approva un Piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici esistenti e di costruzione di nuovi edifici scolastici, anche favorendo interventi diretti al risparmio energetico e all’eliminazione delle locazioni a carattere oneroso, nell’ambito delle risorse assegnate al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca dall’articolo 33, comma 8, della legge 12 novembre 2011, n. 183, pari a cento milioni di euro per l’anno 2012.
b) le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 626, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano anche nel triennio 2012/2014, con estensione dell’ambito di applicazione alle scuole primarie e dell’infanzia, subordinatamente al rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica.

6. Al fine di semplificare le procedure relative alle operazioni di cui al presente articolo, il vincolo di destinazione a uso scolastico è acquisito automaticamente per i nuovi edifici con il collaudo dell’opera e cessa per gli edifici scolastici oggetto di permuta con l’effettivo trasferimento delle attività scolastiche presso la nuova sede;

7. Al fine di adeguare la normativa tecnica vigente agli standard europei e alle più moderne concezioni di realizzazione e impiego degli edifici scolastici, perseguendo altresì, ove possibile, soluzioni protese al contenimento dei costi, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate le norme tecniche-quadro, contenenti gli indici minimi e massimi di funzionalità urbanistica, edilizia, anche con riferimento alle tecnologie in materia di efficienza e risparmio energetico e produzione da fonti energetiche rinnovabili, e didattica indispensabili a garantire indirizzi progettuali di riferimento adeguati e omogenei sul territorio nazionale.

8. All’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

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