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Libri scolastici, digitalizzazione all’italiana

Una circolare del Ministero vieta dal 2012/2013 i libri esclusivamente di carta. Ma basta il libro “misto” per continuare ad arricchire gli editori

L’Italia che studia dal prossimo anno passerà al digitale: una circolare emessa ieri dal ministero dell’Istruzione firmato Carmela Palumbo vieta dal 2012/2013 l’adozione, da parte delle scuole, di libri di testo rilasciati in edizione esclusivamente cartacea. I libri scelti dalle scuole dovranno infatti prevedere anche una versione digitale. La notizia, che a prima vista potrebbe sembrare ottima, in realtà è un bello specchietto per le allodole. Ecco il testo:

Adozioni in forma mista

1. Le adozioni da effettuare nel corrente anno scolastico, a valere per il 2012/2013, presentano una novità di assoluto rilievo, in quanto, come è noto, i libri di testo devono essere redatti in forma mista (parte cartacea e parte in formato digitale) ovvero debbono essere interamente scaricabili da internet. Pertanto, per l’anno scolastico 2012/2013 non possono più essere adottati né mantenuti in adozione testi scolastici esclusivamente cartacei.

A tale proposito, in relazione alla cadenza pluriennale delle adozioni, si forniscono le seguenti indicazioni:

1.1. I libri di testo in adozione dall’anno scolastico 2008/2009 (in cui ha trovato per la prima volta applicazione la legge n. 169/2008) devono essere sostituiti da testi in forma mista o scaricabili da internet, nel caso in cui siano in forma interamente cartacea.

1.2. Il passaggio alla forma mista o interamente scaricabile da internet consente una duplice scelta nel caso in cui risulti attualmente adottato un testo cartaceo: il mantenimento del medesimo testo in forma mista o scaricabile da internet ovvero la scelta di un diverso testo nelle medesime forme.

1.3. I libri di testo in forma mista (o interamente scaricabili da internet), in adozione nel corrente anno 2011/2012, devono essere mantenuti fino al termine del vincolo pluriennale.

Come si può leggere il Ministero lascia una libera scelta: libri completamente scaricabili in digitale da Internet oppure libri misti, ovvero libri di carta che prevedono anche una sezione scaricabile da Internet o consultabile online come questa. E i libri misti non solo una novità: sono già in commercio da qualche anno, costano come gli altri libri (se non qualcosa in più) e contengono semplicemente link a video o ad altri contenuti che difficilmente poi i docenti utilizzano. Di fatto sono libri inutili, anche perché ormai uno studente volenteroso può usare un banalissimo motore di ricerca per cercare contenuti multimediali che facciano da contorno a quello che sta studiando e i docenti a scuola ignorano la sezione aggiunta.

Inutile dire che in questa digitalizzazione all’Italiana sarà proprio il libro misto la forma più utilizzata, se non addirittura l’unica. Poco importa infatti se ormai i libri sono realizzati in digitale e tutte le case editrici potrebbero generare e vendere la versione elettronica con pochissima fatica, il business del libro scolastico è una cosa troppo grande (e con troppi interessi) da toccare.

Non ci si stupisca poi se, con i prezzi in continua salita, la gente inizia a digitalizzare i libri a modo suo, passando dalla sempre attuale fotocopiatrice al più moderno scanner con OCR.

Un problema di grande urgenza: l’abbandono scolastico

Ocse, 1 alunno su cinque
abbandona la scuola

 

In Italia il tasso d’abbandono arriva a quota 30%

ROMA

Secondo i dati dell’Ocse uno studente su 5 abbandona la scuola prima di aver terminato le superiori.

Il tasso d’abbandono va dal 2% in Corea al 58% in Turchia. In Spagna, Grecia, Islanda, Messico e Portogallo è del 25% o più. In Italia arriva al 30%.

Si esortano così i Governi nazionali a investire di più per aiutare istituti e studenti che arrancano in modo da garantire a tutti uguali opportunità.

Sottolineando che, come emerge anche dalle rilevazioni del Rapporto Pisa, oggi molti studenti sono carenti nelle competenze elementari, l’Ocse dà cinque suggerimenti per migliorare l’equità nei sistemi educativi:
– sopprimere la “ripetizione” dell’anno che è costosa e inefficace (in Belgio, Spagna, Paesi Bassi e Portogallo i costi diretti rappresentano quasi il 10% delle spese annuali per l’insegnamento primario e secondario e il miglioramento dei risultati scolastici è per contro modesto e di breve durata);
– evitate l’orientamento precoce che penalizza gli studenti delle filiere meno selettive, senza migliorare i risultati d’insieme;
– gestire la scelta della scuola in modo da evitare segregazioni;
– allocare i finanziamenti in funzione dei bisogni degli alunni e investire a livello della scuola d’infanzia;
– incoraggiare gli studenti a terminare gli studi migliorando la qualità dei programmi delle scuole professionali e attribuendo un valore equivalente alle differenti filiere delle superiori.

 

http://www3.lastampa.it/scuola/sezioni/news/articolo/lstp/441896/

Lezioni con la Lim: il flauto dolce

http://www1.prometheanplanet.com/it/server.php?show=ConResource.32504