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Scienze: L’archivio delle lezioni attive

Si moltiplicano gli archivi di risorse didattiche, un vero deposito di esperienza professionale dei docenti da condividere con i colleghi. Tra questi c’è ICLEEN, per risorse di scienze della Terra: un modello unico e di successo.

di Matteo Cattadori

Quante volte vi sarà capitato di leggere che gli insegnanti italiani sono quelli con l’età media più elevata al mondo? Sicuramente spesso. Quante volte con tono positivo? Mai. Le indagini OCSE mostrano che 56 insegnanti italiani su 100 (delle scuole secondarie di primo e secondo grado) hanno un’età superiore ai 50 anni: una percentuale ben distante dalla media mondiale, che è di poco più di 34 insegnanti su 100 [1]. Spiace però constatare che di rado ci si preoccupa di esporre gli aspetti positivi di questo dato, primo tra tutti la sua logica conseguenza e cioè che in termini di esperienza professionale, quelli italiani sono molto probabilmente tra i docenti migliori. Vantano infatti un’esperienza costruita giorno dopo giorno e fatta di lezioni, attività didattiche, progetti, collaborazioni spesso artigianali e realizzate tra mille difficoltà. Una parte, seppur piccola, dell’esperienza accumulata si trova sotto forme che possono essere trasferite da un insegnante all’altro. o almeno ci si può provare. Questo è lo scopo dei cosiddetti gateway (“archivi”) di risorse didattiche, che hanno messo a punto sistemi per selezionarle, raccoglierle, classificarle e cercarle in siti web aperti alla consultazione di tutti gli insegnanti.

Banche di esperienza

Museo delle Scienze di TrentoLe statistiche disponibili indicano che l’insegnante, anche quello italiano, usa con frequenza sempre maggiore questi archivi come supporto alla realizzazione delle proprie lezioni [2].
Realizzare un gateway di risorse didattiche richiede uno sforzo considerevole, compiuto di solito da agenzie o enti nazionali dedicati a sostenere il mondo dell’istruzione del proprio paese. alcuni esempi sono l’italiana innovascuola (www.innovascuola.gov.it) dell’ansas (ex indire), oppure l’americana Digital Library for Earth System Education (www.dlese.org), specializzata nel settore scienze della Terra. altri progetti simili, spesso sovranazionali, hanno invece lo scopo di raggruppare più archivi a formare un unico network di progetti. È il caso dei progetti europeiLearning Resource Exchange e SCIENTIX, tutto centrato su risorse per la didattica delle scienze.
Nel 2008 il Museo delle Scienze di Trento (ex Museo tridentino di scienze naturali) ha avviato un progetto per la realizzazione di un archivio web di risorse didattiche di questo tipo nell’ambito di scienze del sistema Terra. il servizio, ICLEEN, è online dal gennaio 2010 e ospita al momento (dicembre 2011) un centinaio di risorse eccellenti, originali e non, per i professionisti che quotidianamente si cimentano con la spiegazione di argomenti di scienze della Terra tra cui, in particolare, quelli in ambito “clima ed energia”. Si trovano così giochi di ruolo sui cambiamenti climatici, attività sull’acidificazione degli oceani, marchingegni per ricreare terremoti, simulatori astronomici, file di google earth con cui studiare le stagioni e altro ancora.

La redazione al lavoro

ICLEEN ha almeno tre caratteristiche di novità rispetto ai progetti menzionati: cerca di elevare al massimo la collaborazione sia insegnante-insegnante sia insegnante-ricercatore; si concentra su un ambito disciplinare specifico e su una didattica particolare, quella attiva; impiega strumenti e metodi tecnologici inediti.
il suo archivio è stato realizzato da un team di cinque insegnanti di varie parti
d’italia, con ultra decennale esperienza di insegnamento delle scienze del sistema Terra. La redazione non ha soltanto progettato e realizzato il servizio e i suoi strumenti, ma si occupa tuttora della selezione, produzione, revisione e pubblicazione delle risorse, che sono in parte originali, cioè prodotte dalla redazione stessa, e in parte tradotte da altri archivi. Tra le fonti utilizzate figurano enti di riferimento come l’associazione nazionale degli insegnanti di scienze americana (www.nsta.org) o progetti come Earth Learning Idea [3] o esperienze innovative di didattica come quelle di playDECIDE. inoltre, la redazione adatta e pubblica anche attività svolte e proposte da qualsiasi altro insegnante, attivandosi per facilitare questo scambio: per esempio, riconosce un premio in denaro ai docenti che propongano una propria attività didattica.

Collaborazione a 360°

La redazione è affiancata dagli operatori dei servizi educativi del museo stesso, che svolgono ogni anno attività e laboratori frequentati da oltre 50 000 studenti e 250 insegnanti.
il processo di revisione scientifica delle risorse è realizzato con il sostegno dei ricercatori del museo e il supporto di enti locali, quali il Laboratorio di comunicazione delle scienze fisiche dell’Università di Trento, e nazionali, come l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). L’Ansas, infine, ha fornito consulenza tecnica per la realizzazione del sistema di organizzazione dei metadati, cioè le informazioni descrittive di ogni risorsa. Sia il processo di realizzazione del portale sia le procedure che lo sostengono (ricerca, valutazione, selezione, catalogazione, pubblicazione delle risorse) hanno seguito e seguono le indicazioni internazionali esistenti e in particolare quelle del progetto DESIRE, che ha elaborato un manuale per la progettazione e realizzazione di gateway informatici. Con questa idea di collaborazione in mente, la scelta del tipo di licenza con cui rilasciare i materiali pubblicati è stata quasi obbligata. Si è optato per la licenza Attribution 3.0 di tipo Creative Commons, che permette il riutilizzo delle risorse da parte dell’utente a condizione di citarne la fonte. grazie a ciò le risorse ICLEEN sono riconosciute come open educational Resources, il modello di risorse didattiche suggerito dall’UNESCO [4] e adottato dal Massachusetts institute of Technology di Boston, che pubblica sul web, con fruizione libera e gratuita, il 93% dei suoi corsi universitari (http://ocw.mit.edu).

Una didattica attiva

Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, e a chi legge “Linx Magazine” ancora di più. nel 2011, fare una lezione di scienze e soprattutto di scienze della Terra, significa farla di tipo attivo, cioè centrata sullo studente e tale da spingerlo a esprimere forme di partecipazione. non siamo noi di ICLEEN a dirlo, ma una lunga serie di report e indagini sul lavoro dell’insegnante: la cara, vecchia lezione frontale trasmissiva mostra sempre più la necessità di essere se non proprio abolita almeno integrata con altri tipi di lezioni.
i metodi attivi di insegnamento, però, hanno un limite: richiedono per la preparazione molto più tempo di quello necessario per una lezione tradizionale. Sorge quindi il problema del sostegno e del supporto professionale a questa attività preparatoria degli insegnanti, che condiziona direttamente il tipo di lezione
usato in classe. Tenendo presente queste esigenze, la redazione di ICLEEN cerca di scegliere le risorse didattiche per l’archivio pensando a una situazione- limite: quella di un insegnante che, alla domenica sera, capiti nell’archivio alla ricerca di una risorsa da utilizzare la mattina successiva per una lezione attiva di scienze della Terra. Quali argomenti cercherà con maggiori probabilità? Per quali tipi di lezione? in che modo occorre presentarli perché possa comprenderli e usarli con il minor sforzo possibile? Sempre per lo stesso motivo, si è scelta la forma completa “chiavi in mano”, in cui la risorsa viene spiegata grazie a due schede: una per l’insegnante e una per lo studente.

Un software d’avanguardia

Per chiudere, un’informazione più tecnica sul sito. nonostante un aspetto piuttosto semplice, il sito è gestito da un software molto sofisticato e openSource che si chiama LifeRay, previa implementazione specifica da parte di una ditta trentina, e permette alla redazione di lavorare interamente online. Di norma, con LifeRay vengono realizzati siti web di aziende di grandi dimensione e prima di ICLEEN non era mai stato impiegato per servizi didattici. Quando nel marzo 2010 è stato inaugurato anche il sito di SCIENTIX abbiamo scoperto, non senza sorpresa, che anch’esso adottava tale software. Una conferma della qualità delle scelte fatte, ma anche l’inizio di una collaborazione: attualmente i due archivi contengono segnalazioni incrociate di parecchie risorse.

Funziona!

A quasi due anni dall’avvio del sito, possiamo dirci soddisfatti di ICLEEN: i dati di accesso sono buoni, come pure quelli dei download di schede, che in certi periodi dell’anno arrivano alla cifra di 3000 schede scaricate al mese. il progetto è stato sottoposto a due processi di valutazione sperimentali, in collaborazione con l’Università di Trento. il coinvolgimento di gruppi di insegnanti- utenti ha permesso di stimare sia l’efficacia del servizio che l’usabilità dell’interfaccia grafica e sulla base dei risultati emersi è stata progettata la versione grafica attualmente online. ICLEEN, inoltre, ha vinto il premio eLearning award 2010 di european Schoolnet ed è segnalato come best practice in alcuni progetti internazionali (Open Educational Quality Initiative). L’insieme di questi elementi indica che il servizio, seppur piccolo, e il modello di archivio proposto sono riusciti a conseguire gli obiettivi fissati, ed è anche la conferma di due fatti non banali. Primo: il modo di insegnare scienze a scuola sta subendo una lenta ma profonda trasformazione. Secondo: enti culturali attenti al mondo della scuola possono giocare un ruolo chiave di supporto a tale cambiamento, con azioni specifiche innovative centrate sulle capacità degli insegnanti.

Risorse

1. Education at a glance 2010, OECD indicators, Centre for Educational Research and Innovation, OECD Publishing, Paris.
2. A. Cavalli e G. Argentin (a cura di), Gli insegnanti italiani: come cambia il modo di fare scuola. Terza indagine dell’Istituto IARD sulle condizioni di vita e di lavoro nella scuola italiana, il Mulino, Bologna 2010.
3. R. greco, Idee per insegnare le scienze della Terra, in “Linx Magazine”, 2009, vol. 2 pp. 30-35
4. www.unesco.org/new/en/ communication-and-information/access-to-knowledge/ open-educational-resources

Download

ICLEEN: la squadra

Il team redazione del progetto è̀ composto da cinque insegnanti: Matteo Cattadori (che è̀ anche coordinatore); Cristiana Bianchi, operatrice del centro per la formazione permanente degli insegnanti di Rovereto; Paola Lionello, insegnante di scuola media a Dro (Tn); Barbara Scapellato (autrice del blog L’ingrediente segreto); Maddalena Macario (anche consulente di case editrici scolastiche). La direzione è affidata al direttore del museo Michele Lanzinger.

L’autore

Matteo Cattadori laureato in scienze naturali a Parma, ha conseguito un master in ict a Bologna, è stato insegnante “militante” dal 1990 al 2006, anno in cui ha partecipato al programma educational di una ricerca scientifica internazionale antartica (www.andrill.org). Da alcuni anni lavora al Museo delle scienze di Trento, occupandosi di servizi e progetti web (e non) per docenti (www.ortles.orgwww.mna.it/spes).

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