• Seguici su Twitter

  • PNSD

  • DesignDidattico Partner

    Logo Lim
  • Categorie articoli

  • Blog Stats

    • 1.054.428 hits
  • Pagine

Precariato, immissioni in ruolo e Decreto istruzione. Un video che sintetizza i provvedimenti

La GildaTv ha realizzato un video che intende dare chiarimento sul piano triennale di assunzioni dei docenti precari, con particolare riferimento al sostegno, ed anche sull’area unica.

A cura di Antonio Antonazzo, referente precari della Gilda degli Insegnanti.

Aprire e leggere siti web offline senza connessione su PC, tablet e cellulari

Non sempre si può avere il computer o, più spesso, il cellulare o tablet, collegato a internet per leggere notizie, vedere video, sentire musica e cosi via.
Quando si è in movimento o in viaggio e non si può ottenere una connessione Wi-Fi, non si può aprire nemmeno un sito web, sia da cellulare che da computer o tablet o iPad.
Per evitare di rimanere persi senza una connessione, il modo migliore per risolvere questo problema è quello di prepararsi a tali eventualità, sfruttando strumenti capaci di salvare automaticamente i siti che vengono aperti, in modo da poterli visitare e navigare anche quando si è offline.
Tra blog, siti web, giornali online, siti di video, e-mail e più, tutto internet si può vedere offline senza connessione se ci si prepara e con gli strumenti adatti.
Prendendo i principali plugin gratuiti per browser web come Chrome su PC, per cellulari e tablet Android, per iPhone e iPad, vediamo come leggere le notizie ed i siti web offline, anche senza connessione.

1) Su Google Chrome è possibile installare l’applicazione Read Later Fast che permette di aprire i siti web salvati sul browser del computer anche senza connessione.
Dopo aver installato Read Later Fast, ogni volta che si apre un sito internet è possibile premere col tasto destro del mouse su una pagina e poi segnarla per leggerla dopo.
L’applicazione non salva soltanto il link per riaprirlo dopo ma permette di visitare quella pagina anche se internet fosse assente.
Questa applicazione è ideale nel caso si navighi usando una connessione limitata o molto lenta (come il tethering del cellulare).
Aprendo l’app dal pulsante che compare in Chrome, si può cliccare l’icona dell’ingranaggio per entrare nelle opzioni e, opzionalmente, legarsi a Diigo che è un sito in cui è possibile conservare online i siti e le pagine web preferite.
Se si collega Diigo all’account Google, Read Later Fast permette di sincronizzare la lista delle pagine salvate in modo da renderle accessibili anche dal tablet o dal cellulare.

2) Pocket è una famosa applicazione che lavora in modo simile a Read Later Fast.
Si può installare Pocket su Google Chrome o Firefox sul computer, poi anche sul cellulare o tablet Android e su iPhone e iPad.
Ogni link che viene salvatao in Pocket da PC, può essere aperto anche da cellulare o da tablet perchè c’è una sincronizzazione delle pagine web salvate.
Ogni volta che si apre Pocket, si sincronizza e si scaricano gli oggetti salvati di recente e si può scegliere se avviare i download solo con wifi o anche con connessione dati.
Come è scritto sulla pagina di presentazione del servizio, se è in Pocket, è anche nel cellulare o nel tablet senza bisogno di avere una connessione internet.
In questo modo, se ci si prepara da casa, ad esempio, salvando velocemente, senza leggerle, pagine web di un forum di viaggio oppure gli articoli dei giornali principali, li si potrà poi leggere con comodo dal proprio dispositivo mobile che, dopo ogni salvataggio, scarica i contenuti dei siti selezionati.

3) Solo su Android si può navigare su internet senza connessione usando Offline Browser.
Questo browser molto semplice e pure un po’ spartano, permette di indicare l’indirizzo di un sito e scaricare per intero quella pagina e tutte quelle collegate ad esso.
Se quindi si va su http://www.navigaweb.net con offline browser, dopo aver avviato il download, si potranno leggere gli articoli degli ultimi giorni da smartphone o da tablet quando si vuole, anche senza internet.

4) Per iPhone e iPad esiste un’applicazione simile chiamata Offline Reader che funziona più o meno allo stesso modo, scaricando i siti per poterli poi visitare anche successivamente, senza connessione e offline.

Come poi già visto in altri articoli, ci sono molte applicazioni che rendono disponibili i loro contenuti anche offline, sia su PC che su tablet o cellulare.
Per fare alcuni esempi abbiamo visto:
– Gmail Offline
– Google Drive offline
– Precaricamento dei video Youtube e Google Maps Offline
– Google Play Music per ascoltare musica su Android che, dopo un primo caricamento, permette di risentire le canzoni anche senza internet.

Scuola e Didattica: mensile dedicato alla scuola

Scuola e Didattica è un mensile dedicato a tutti gli insegnanti della scuola secondaria di I grado che sono sempre alla ricerca di idee e materiali per arricchire le proprie lezioni.
La rivista offre proposte per tutte le discipline nelle tre classi, progetti ed esperienze per studenti con BES, attività da sperimentare con le nuove tecnologie, esperienze di altre scuole, approfondimenti di ambito psicologico, pedagogico, sociologico e aggiornamenti su legislazione e politica scolastica. Gli abbonati possono accedere al sito della rivista per scaricare materiali per la didattica, consultare esempi di progettazione, realizzazione e verifica di particolari percorsi, leggere news e approfondimenti.

LA LIM CAMBIA IL MODO DI INSEGNARE

La LIM rende la lezione più interattiva e visuale

La ricerca di Pearson Italia sull’uso della lavagna interattiva multimediale mette in luce che l’uso di questo strumento cambia la didattica in classe, da “cattedratica” e  “verticale”, diventa “partecipativa” e “orizzontale”.

Il campione intervistato è composto da insegnanti della scuola secondaria di primo grado che nel  70% dei casi utilizzano la LIM da almeno due anni. L’uso costante ha portato molti di loro (soprattutto chi usa la LIM da più tempo) a coinvolgere in modo attivo gli studenti, con una maggior partecipazione in  tutte le fasi dell’insegnamento in classe, non solo durante i laboratori e le attività di valutazione.

In questo primo approfondimento sui risultati della ricerca scopriamo come cambia il lavoro dell’insegnante con la LIM.

Come cambia il lavoro dell’insegnante?

Almeno un insegnante su tre segnala un cambiamento sostanziale nel proprio metodo di lavoro. Cambia il modo di preparare le lezioni, passando da un approccio verbale a uno più visivo e multimediale, e lo svolgimento dell’attività didattica in classe, con un maggior coinvolgimento dei ragazzi e una riduzione del tempo dedicato alla lezione frontale.

L’86,5% dei docenti indica che anche la didattica tradizionale è potenziata in maniera rilevante, per il coinvolgimento dei ragazzi e la maggior attenzione generale da parte loro. Meno del 7% rileva un ruolo distraente.

C’è anche qualche nota dolente: per il 64% degli intervistati il lavoro per preparare le lezioni è aumentato molto o abbastanza, ed è necessario, ovviamente, ricorrere maggiormente alla tecnologia anche a casa.

Il cambiamento è comunque giudicato dalla maggior parte positivo: per il 60% la qualità e l’efficacia del proprio lavoro è “pienamente migliorata” e un altro 30% riconosce comunque un “lieve miglioramento”. Poco meno del 10% non riscontra particolari vantaggi.

Gli elementi più apprezzati dai docenti sono quelli legati alla multimedialità e all’immediatezza della comunicazione, perché favoriscono l’attenzione dei ragazzi e il loro coinvolgimento attivo anche durante le spiegazioni. Questo fenomeno si manifesta soprattutto nelle prime classi, dove è ancora più difficile ottenere l’attenzione dei piccoli studenti e in cui gli insegnanti segnalano nell’83% dei casi un sensibile miglioramento con l’uso della LIM.

Ma cosa vuol dire che i ragazzi partecipano di più?

Molti docenti hanno notato maggior iniziativa nei ragazzi, che fanno più domande, richiedono sempre di più di poter intervenire, si confrontano e si scambiano più frequentemente opinioni in classe. In generale, l’88% segnala un maggior coinvolgimento attivo dei ragazzi, e un 80% anche di quelli più svogliati. Le interazioni tra i ragazzi in classe ai fini didattici sono aumentate per il 48% dei casi.

Alcuni insegnanti riportano che le lezioni sono più dinamiche, che ci sono meno tempi morti e che riescono in questo modo a ricavare del tempo per attività partecipative.

La possibilità di aver maggior tempo per “fare altro” è diffusa, ma le modalità con cui questo viene impiegato sono variabili, a seconda della materia e dell’attitudine del docente. Per esempio, c’è chi ha aumentato il tempo per attività più esperienziali e per esperimenti, chi preferisce coinvolgere i ragazzi in attività di gruppo e chi introduce attività ludiche, con quiz e giochi didattici.

A segnalare un aumento di interattività sono soprattutto gli insegnanti di lingue e di scienze, ma è un dato rilevante anche per quelli di arte, tecnologia e di lettere. L’aumento di interattività è notato soprattutto da insegnanti che hanno maggiormente confidenza con la tecnologia, ma la differenza con gli altri è poca (meno del 10% in media sui diversi parametri).

Un linguaggio più visivo e multimediale

Tra i cambiamenti indicati, come abbiamo visto, viene rilevato un ricorso ad un linguaggio più visuale. In particolare, per chi ha riscontrato questo cambiamento vuol dire un maggior uso di video, filmati, foto, disegni ed elementi multimediali, l’utilizzo in classe di mappe concettuali e sempre più frequentemente di presentazioni strutturate preparare a casa. In alcuni casi viene segnalato che è più facile poter introdurre approfondimenti e collegamenti con altre discipline e l’attualità.

La LIM è utilizzata in tutte le fasi dell’attività didattica, mediamente per il 49% del tempo, con percentuali più alte per quanto riguarda la spiegazione e in misura minore, ma rilevante, per attività esercitative e nelle interrogazioni.

E’ un cambiamento che si rileva soprattutto nelle discipline umanistiche, nelle lingue e nelle discipline applicate come arte e tecnologia. Gli insegnanti di scienze segnalano un minor impatto, forse a fronte di un’abitudine già molto consolidata all’approccio visivo nella didattica tradizionale.

In conclusione…

L’introduzione della LIM non si limita a supportare con un mezzo più moderno e versatile l’insegnante durante la spiegazione, ma può funzionare da vero e proprio catalizzatore per un cambiamento delle pratiche didattiche, indipendentemente dalla materia insegnata. Uno dei punti chiave è il maggior coinvolgimento dei ragazzi durante la lezione, che viene imputato alla possibilità di usare strumenti e linguaggi più vicini agli studenti di oggi.

Nel prossimo approfondimento vedremo che questo ha un ruolo fondamentale anche in un altro importante cambiamento: lo studio evidenzia che la LIM avvicina docenti e studenti.

Perché la scuola ha bisogno del mondo digitale?

di Nicola Cotugno

Perché la scuola ha bisogno del mondo digitale?

Il “digital divide” fra studenti e il mondo della scuola sta creando, secondo l’autore, una nuova dispersione scolastica, che va a sommarsi all’abbandono vero e proprio. Nell’era digitale è invece possibile cogliere una grande opportunità per rigenerare il nostro sistema di istruzione, con ricadute concrete utili e necessarie nel traghettare i giovani verso le nuove professionalità del XXI secolo.

Lo stato dell’arte

L’era digitale sta determinando un rimescolamento dei linguaggi fondativi (gestuale, verbale e iconografico) a causa della diffusione dei mezzi multimediali e multi linguaggio, in particolare tra i giovani – nativi digitali – che sono nati in questo periodo e ne sono culturalmente permeati.

L’evoluzione digitale, che tocca il campo della comunicazione e della contaminazione dei linguaggi espressivi, vede però in forte ritardo la scuola, che mostra numerose difficoltà a identificare e “riconoscere” queste trasformazioni in atto.

Questo ritardo impedisce di prendere coscienza dell’ulteriore distanza che si sta generando da parte dei nostri alunni, nei confronti di un sistema formativo che ignora la loro dimensione culturale ed esistenziale di “nativi digitali”.

Il “digital divide” intergenerazionale che esiste tra i docenti e gli studenti necessita, invece, di un’attenta riflessione ed un’analisi, al momento purtroppo inesistente.

La scuola italiana, difatti, appare ancora fortemente strutturata – e arroccata – sulla didattica tradizionale che usa prevalentemente un mono linguaggio e ruota attorno ai libri. In una recente indagine dell’INDIRE (a cura di Leonardo Tosi), realizzata su un campione di scuole di ogni ordine e grado, la lezione frontale risulta di gran lunga il metodo didattico più usato (76,2 %) rispetto ad altre forme di lezione (lavori di gruppo, “peer education”, percorsi individualizzati, didattica in laboratorio, ecc.)

Si sta creando una nuova dispersione scolastica, basata sul disinteresse e sulla afasia culturale, che si affianca a quella fisica degli abbandoni, e che si va rapidamente diffondendo tra i nostri studenti.

Cosa fare nell’era digitale?

Invece nell’era digitale è possibile cogliere una grande opportunità per rigenerare il nostro sistema di istruzione che, valorizzando abilità e capacità dei nativi digitali nell’uso e nella gestione di dispositivi multimediali, ricollochi gli studenti al centro del processo di insegnamento-apprendimento.

Una riorganizzazione della didattica di questo tipo consente, peraltro, di osservare e di scrutare interessi, competenze e motivazioni dei ragazzi, ma anche usi e abusi, impropri e frequentissimi. Infatti i nostri giovanissimi sono abili a usare questi strumenti per navigare da soli, ma troppo spesso vagano nel modo della rete “autisticamente”, senza avere alcuna consapevolezza sulla direzione da prendere.

Questa diversa strutturazione della scuola, incentrata sulla effettiva individualizzazione dell’offerta formativa e diffusa in modo capillare, produrrà sugli studenti e sulla formazione scolastica significative ricadute in termini di efficacia e di apprendimento delle nuove professionalità del XXI secolo, che stentano a emergere a causa della struttura antiquata del sistema scolastico italiano che è effettivamente ancora molto distante dai nostri alunni, dalle loro esigenze formative e, principalmente, dal loro futuro.

Per approfiondire:
leggi l’articolo completo