• Seguici su Twitter

  • PNSD

  • DesignDidattico Partner

    Logo Lim
  • Categorie articoli

  • Blog Stats

    • 1.054.428 hits
  • Pagine

Anche Promethean va sulle nuvole

Promethean have announced ClassFlow, their new cloud-based teaching platform which will connect the classroom IWB to other devices such as iPads and laptops.

According to the ClassFlow website:

ClassFlow™ is a revolutionary cloud-based application that makes lesson planning more efficient and lesson delivery more impactful.

With ClassFlow, teachers can build and access interactive lessons from any web browser. ClassFlow connects teachers to a lesson content sharing community of over 1.7 million teachers worldwide.

In addition, ClassFlow allows teachers to foster student engagement by connecting mobile devices such as tablets, smartphones, and laptops to classroom displays and interactive whiteboards. As a result, teachers can use real-time student responses to instantly adjust any lesson plan in the moment of learning.

There’s not a lot of detail about the platform on the ClassFlow website right now such as pricing and licensing arrangements. Hopefully more details will be released soon.

ClassFlow from Promethean

Coming on the heels of the announcement about SmartAmp from Smart last month, it does look like the big 2 interactive whiteboard companies are about to embrace the cloud as a way of bridging the gap between the whiteboard at the front of the class and other classroom devices.

Classflow will be on display at the Bett show in January. If I find out anything more I’ll share it here.

Read more http://www.whiteboardblog.co.uk/2013/12/promethean-announce-classflow-cloud-based-teaching-platform/

“Erasmus +” al via in 2014 dalla Ue 14,7 miliardi in 7 anni

da La Stampa

“Erasmus +” al via in 2014 dalla  Ue 14,7 miliardi  in 7 anni

Tra le novità, l’avvio di un nuovo sistema di prestiti agevolati per gli studenti universitari che intendono conseguire una laurea di secondo livello all’estero
Bruxelles

 

 Il nuovo programma “Erasmus +” sarà pienamente operativo dal gennaio 2014. Il via libera è stato dato dai ministri dei 28 paesi Ue riuniti nel Consiglio Competitività.

Per il prossimo settennio 2014/2020 sono stati stanziati complessivamente 14,7 miliardi, pari a un aumento del 40% rispetto al budget precedente.

Inoltre, il programma potrà beneficiare di finanziamenti aggiuntivi provenienti dagli strumenti per l’azione esterna (come quelli per l’assistenza per il pre-accesso, per la cooperazione allo sviluppo, per il vicinato europeo, e il fondo europeo per lo sviluppo).

“Erasmus +” prevede nuove possibilità, come una garanzia per i prestiti agli studenti che consentirà a chi vuole ottenere un Master all’estero l’accesso a finanziamenti sostenibili, o ancora la promozione di accordi fra mondo del lavoro e università per aiutare la transizione fra studio e lavoro contribuendo alla riduzione della disoccupazione giovanile.

L’obiettivo del nuovo programma è infatti quello di sostenere gli sforzi europei a superare uno dei periodi economici più difficili della storia del vecchio continente, avvicinandosi agli obiettivi della strategia Europa 2020 per la crescita e l’occupazione, in cui educazione e formazione giocano un ruolo essenziale.

«L’aumento del bilancio del 40% dimostra l’impegno dell’Ue per l’educazione e la formazione», e questo ha sottolineato la commissaria europea all’educazione Androulla Vassiliou, permettendo ai giovani di «accrescere le loro conoscenze e competenze attraverso esperienze all’estero che aumenteranno la loro occupabilità».

Perché la scuola ha bisogno del mondo digitale?

Nicola Cotugno

Perché la scuola ha bisogno del mondo digitale?

Il “digital divide” fra studenti e il mondo della scuola sta creando, secondo l’autore, una nuova dispersione scolastica, che va a sommarsi all’abbandono vero e proprio. Nell’era digitale è invece possibile cogliere una grande opportunità per rigenerare il nostro sistema di istruzione, con ricadute concrete utili e necessarie nel traghettare i giovani verso le nuove professionalità del XXI secolo.

Lo stato dell’arte

L’era digitale sta determinando un rimescolamento dei linguaggi fondativi (gestuale, verbale e iconografico) a causa della diffusione dei mezzi multimediali e multi linguaggio, in particolare tra i giovani – nativi digitali – che sono nati in questo periodo e ne sono culturalmente permeati.

L’evoluzione digitale, che tocca il campo della comunicazione e della contaminazione dei linguaggi espressivi, vede però in forte ritardo la scuola, che mostra numerose difficoltà a identificare e “riconoscere” queste trasformazioni in atto.

Questo ritardo impedisce di prendere coscienza dell’ulteriore distanza che si sta generando da parte dei nostri alunni, nei confronti di un sistema formativo che ignora la loro dimensione culturale ed esistenziale di “nativi digitali”.

Il “digital divide” intergenerazionale che esiste tra i docenti e gli studenti necessita, invece, di un’attenta riflessione ed un’analisi, al momento purtroppo inesistente.

La scuola italiana, difatti, appare ancora fortemente strutturata – e arroccata – sulla didattica tradizionale che usa prevalentemente un mono linguaggio e ruota attorno ai libri. In una recente indagine dell’INDIRE (a cura di Leonardo Tosi), realizzata su un campione di scuole di ogni ordine e grado, la lezione frontale risulta di gran lunga il metodo didattico più usato (76,2 %) rispetto ad altre forme di lezione (lavori di gruppo, “peer education”, percorsi individualizzati, didattica in laboratorio, ecc.)

Si sta creando una nuova dispersione scolastica, basata sul disinteresse e sulla afasia culturale, che si affianca a quella fisica degli abbandoni, e che si va rapidamente diffondendo tra i nostri studenti.

Cosa fare nell’era digitale?

Invece nell’era digitale è possibile cogliere una grande opportunità per rigenerare il nostro sistema di istruzione che, valorizzando abilità e capacità dei nativi digitali nell’uso e nella gestione di dispositivi multimediali, ricollochi gli studenti al centro del processo di insegnamento-apprendimento.

Una riorganizzazione della didattica di questo tipo consente, peraltro, di osservare e di scrutare interessi, competenze e motivazioni dei ragazzi, ma anche usi e abusi, impropri e frequentissimi. Infatti i nostri giovanissimi sono abili a usare questi strumenti per navigare da soli, ma troppo spesso vagano nel modo della rete “autisticamente”, senza avere alcuna consapevolezza sulla direzione da prendere.

Questa diversa strutturazione della scuola, incentrata sulla effettiva individualizzazione dell’offerta formativa e diffusa in modo capillare, produrrà sugli studenti e sulla formazione scolastica significative ricadute in termini di efficacia e di apprendimento delle nuove professionalità del XXI secolo, che stentano a emergere a causa della struttura antiquata del sistema scolastico italiano che è effettivamente ancora molto distante dai nostri alunni, dalle loro esigenze formative e, principalmente, dal loro futuro.

Per approfiondire:
leggi l’articolo completo