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Padlet, il muro virtuale: caricare , collaborare, presentare e condividere risorse multimediali.

Questa volta ho scelto di mostrarvi un altro strumento 2.0 che il web ci offre gratuitamente. Vi parlerò di “Padlet”, il muro virtuale, una webapp, altrimenti chiamato nel programma “Wall”.

 

Nel cosi detto wall, lo spazio virtuale, possiamo inserire una serie di elementi multimediali, come un file testo, un immagine, un video, i link, oppure possiamo scrivere direttamente sul nostro wall. Una volta creato l’account, oppure entrati con quello di google cliccate su “Build a wall”

Nell’angolo a destra notate il menu, il resto invece è lo spazio per inserire i vari elementi multimediali. Per cominciare a lavorare sul vostro wall, dovete cliccare su impostazioni e poi “modifica wall”.

Cliccando su “Profilo” per prima cosa scegliamo un titolo da inserire, e sotto il titolo una piccola descrizione, e potete associare al wall una piccola immagine, ripresa dall’archivio di Padet, dal vostro computer, oppure inserendo il link di un immagine del web. Per scegliere lo sfondo bisogna cliccare su “wallpaper”. Anche in questo caso, l’immagine può essere reperita: dal web, dalla vostra webcam, dal vostro computer oppure dal archivio interno di padlet. La scelta dello sfondo può variare in base alle nostre esigenze. Se dobbiamo realizzare una lezione di geografia sulle regioni d’Italia andremmo ad inserire come sfondo la mappa d’Italia.   

 

Dopo aver inserito lo sfondo, attraverso il tasto “Layout”  possiamo scegliere modalità “stream”, in questo caso i post verranno impostati uno dietro l’altro, andranno a formare un elenco, e in modalità “freefrom” significa in modo personalizato, tipo una bacheca. Un altro punto da impostare è la privacy, e puoi scegliere 4 possibilità: renderlo privato, in questo caso decidi tu a chi mandare via email, passare il link, con la possibilità di scegliere se può fare delle modifiche o meno, oppure può moderare, proteggerlo con una password, oppure rendere il wall pubblico, sempre con la possibilità che ci sia dietro un moderatore per approvare le modifiche.

“Notifications”, si attiva quando abbiamo delle notifiche, modifiche fatte dagli altri. Cliccando “Address” possiamo dare un nome all’url del nostro wall. Per realizzare un nuovo wall è necessario cliccare sul simbolo del “+”. Una volta che abbiamo finito il nostro wall lo possiamo condividere attraverso i social networks, sul sito o sul blog, e possiamo esportare in formato PDF, Excel, CSV.

Potete consultare anche altre realizzazioni sul sito di padlet.

Alcuni esempi:

Realizzare un timeline

Realizzare un compito

Realizzare la presentazione di un personaggio

Per cominciare a scrivere sul wall basta che fatte il doppio clic, e spazio alla fantasia. Padlet pò essere utilizzato in vari modi. Ad esempio, puo essere utilizzato come bacheca, per ogni materia, oppure come tema della settimana su cui discutere, sfruttando quindi la possibilità della scrittura collaborativa.

 

Cosa aspettate, preparate anche voi il vostro “wall” su padlet.

http://anisadedej.com/2013/08/13/padlet-il-muro-virtuale-caricare-collaborare-presentare-e-condividere-risorse-multimediali/

 

I have a Dream: a School Designed for All

di Massimo Rondi
Dislessico compensato e mai pentito.

I have a Dream: a School Designed for All

Il progetto EasyReading® si focalizza sulle difficoltà che giornalmente affrontano gli studenti con DSA (o BES) e propone l’adozione di un “font” di stampa che faciliterebbe l’apprendimento a 360 gradi. Il progetto è un chiaro esempio di come porgendo l’attenzione sui “Bisogni Educativi Speciali” si facilita l’andamento scolastico ed educativo di tutti.

È iniziata la scuola. “L’Istruzione riparte”: questa è la dichiarazioni del ministro dell’Istruzione e del governo.
Intanto insegnanti, allievi e genitori devono fare i conti con la realtà e progettare giorno per giorno. Forza, ci serve l’umanità del professor D’Avenia, tanto quanto la competenza e la concretezza degli artigiani.

Perché “progettare significa offrire una soluzione a un dato problema”, come diceva Bruno Munari e come ricorda il designer Alfonsetti su EasyReading®; se il problema è la leggibilità – o la difficoltà di lettura e/o comprensione per qualsivoglia motivo – allora può voler dire creare un carattere più leggibile, non solo per chi è dislessico ma per tutti. Cioè per i libri cartacei, gli e-book, gli appunti dei docenti, i test, le verifiche ecc. ecc.

In questa linea le indicazioni del Design For All (non a caso ho scoperto che il carattere EasyReading® ha ottenuto parere positivo per il suo design innovativo, dal Ministero dello Sviluppo Economico, attraverso la Fondazione Valore!).
Se la scuola è per tutti, un’aula accessibile a 360° gradi (mi accontenterei a 180°) aiuta chi è in carrozzina e chi ha una gamba ingessata. “In un certo senso – come affermano il professor Giacomo Stella e Luca Grandi – un bambino con DSA è un indicatore della qualità della scuola: in una classe in cui l’allievo con DSA sta bene sono rispettate le eco-diversità e quindi è segnale di una buona qualità del sistema. Tutti gli alunni, i loro genitori e gli insegnanti ne beneficeranno in un circolo virtuoso”.

A questo punto affiorano in me esempi concreti, tratti dai ricordi di molti anni fa legati alla scuola, quando – dislessico non riconosciuto – dovevo leggere a voce alta in classe, e lo ammetto: ho ancora qualche incubo.
Si leggeva Tomasi di Lampedusa, alternandoci fra compagni, e io non riuscivo a tenere il segno. La nostra professoressa era brava, ma non capiva, sottovalutava le mie difficoltà di lettura e – erano gli anni ’60 – neppure aveva idea di cosa fosse la DISLESSIA.
Non mi viene in mente altro che questo video per mostrare le difficoltà e suggerire una soluzione.

Perciò un font “compensativo per i lettori con dislessia” è anche un font facilitante per tutte le categorie di lettori; lo dimostrano, del resto, le ricerche della dott.ssa Bachmann del Centro Risorse di Prato, svolte su un campione di oltre 600 studenti.

Da Bruno Munari al carattere EasyReading® corre il “fil rouge” di un lavoro ben fatto e di un’attenzione zen. In questo senso, i “Libri illeggibili” dell’artista milanese sono una provocazione.

E noi cosa progetteremo domani?

Per approfondire:
• Un bel carattere aiuta a leggere
• http://www.easyreading.it/
• http://www.erickson.it/Riviste/Pagine/Scheda-Numero-Rivista.aspx?ItemId=40414
• http://www.angolomanzoni.it/collane/index