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Con Zaption la videolezione diventa più creativa!

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Per chi intende attuare la flipped classroom ma soprattutto per docenti creativi, che vogliono arricchire i video (propri o trovati sul web) di domande, disegni, immagini e testi, nasce Zaption!
Si tratta di un sito al quale si accede gratuitamente con una veloce registrazione (anche tramite il proprio account facebook o google+).
A questo punto basta scegliere “New tour” per poter creare la propria videolezione, che può essere costituita da una o (nella versione a pagamento) più clips, ossia video selezionati dal web (in particolare ovviamente youtube ma non solo) oppure caricati dal proprio device.
Cliccando “Video settings” i video possono essere tagliati e si possono aggiungere sottotitoli, mentre tutte le altre opzioni le troviamo elencate nella barra orizzontale in alto: poiché alcune di esse sono ancora inattive elencherò solo quelle già disponibili.
La clip può essere arricchita selezionando, nel punto o nei punti che riteniamo opportuni:
– “text slide” o “image slide” ovvero un testo o un’immagine che, tramite l’opzione “element settings”, possiamo sovrapporre al video stesso oppure far comparire sul lato destro dello schermo, scegliendo anche se interrompere o far continuare il video e per quanto tempo far durare l’inserimento
– “drawing” ossia inserimento di un disegno “a mano libera”
– “open response”: aggiunta di una domanda a risposta aperta
– “multiple choice”: domanda a risposta multipla (qui indicheremo qual è la risposta esatta o quali sono le risposte esatte e, volendo, anche una spiegazione)
– “check boxes”: domande con caselle di spunta.

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Utile l’opzione, in basso a destra, che ci permette di far tornare indietro il video di cinque secondi, nel caso ci fossimo distratti o volessimo rivedere solo l’ultima parte.
A nostra disposizione anche la possibilità di cancellare il tour oppure di inserire una descrizione generica per poi condividere il tutto nella gallery. Quest’ultima infatti può essere consultata per capire le potenzialità di Zaption o per trovare spunti e lezioni da utilizzare (come al solito…prevalentemente in lingua inglese!)
La versione free, che permette di creare un numero illimitato di video ma con un massimo di sei contenuti interattivi per ciascuno, non dà purtroppo la possibilità di creare un gruppo, pertanto il docente che assegna la videolezione agli studenti non può avere il feedback relativo alla visione dello stesso e allo svolgimento degli esercizi inseriti.
Vittoria Paradisi (vparadisi1978@gmail.com)

da http://insegnantiduepuntozero.wordpress.com

Noi e il cibo: progetto per la scuola

Il progetto

Nel 2009 il Miur ha dato l’avvio al Programma “Scuola e Cibo”, con l’obiettivo di definire – in vista dell’EXPO Universale 2015 di Milano, che ha come tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” – un modello consolidato di educazione alimentare secondo un approccio aperto e olistico. Si tratta di un tema complesso e ampio da affrontare con molta attenzione. Esplorare le molteplici dimensioni del cibo e gli ambiti che a esso sono legati (sensorialità, sostenibilità, territorialità, memoria, identità, globalizzazione, etica, senza ovviamente dimenticare sicurezza e salute): è questa l’idea di fondo che anima Noi e il cibo, il progetto promosso da un gruppo di editori – Giunti Scuola, Slow Food Editore ed Editoriale Scienza – con la consulenza scientifica dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, di Slow Food Italia e con il sostegno del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP).
La convinzione che sostiene il progetto Noi e il cibo è che le potenzialità didattiche dell’educazione alimentare vanno ben oltre una prospettiva concentrata sui soli princìpi della nutrizione o la semplice promozione di comportamenti “corretti”. è invece l’alleanza fra scuola, famiglia e territorio che può nutrire il senso di appartenenza a una comunità in cui ognuno può sentirsi personalmente coinvolto e assumere un ruolo attivo e responsabile nei confronti di se stesso e del mondo.

La struttura del progetto

Il libro per l’alunno

Il libro propone letture, attività, esperienze cognitive, sensoriali e ludiche, per esplorare l’universo “cibo” e stimola i ragazzi a relazionarsi con la complessità del semplice atto con il quale ci alimentiamo. è articolato in quattro Unità, secondo una progressione che parte dalla realtà individuale (1. Io e il cibo), dalla coscienza del cibo non soltanto come bisogno primario e fonte di energia, ma come esperienza sensoriale, conviviale e sociale, per allargare progressivamente l’orizzonte fino a confrontarsi con temi che riguardano invece la realtà più lontana: il cibo negli altri paesi, il rapporto fra alimentazione, ambiente, natura e tecnologia, i problemi globali della denutrizione e della malnutrizione (4. ll cibo).

Il poster

Al libro è allegato un poster (il Diario Alimentare e la Stagionalità) che ha come obiettivo quello di stimolare semplici attività da svolgere quotidianamente a casa che arricchiscano il confronto e possano costituire un valido ritorno per lo sviluppo delle attività didattiche in classe.

La Guida per il docente

Complemento indispensabile per condurre attività in classe e supporto per la realizzazione di progetti interdisciplinari, la Guida parte dalle esperienze che stimolano la sfera emotiva, favorendo le esperienze dirette e proponendole anche alla famiglia: conversare sul cibo, fare la spesa insieme, imparare a leggere le etichette, crescere nel rispetto delle altre culture, sono solo alcuni di essi.
Oltre a numerosissimi spunti e approfondimenti che – attraverso giochi di simulazione, giochi di squadra e attività – favoriscono le discussioni collettive, anche attraverso tecniche di brainstorming, nella Guida trovano spazio quattro laboratori (L’orto, Il cibo e le stagioni, La denutrizione, La malnutrizione) che costituiscono altrettante occasioni per la realizzazione di percorsi in classe.

Il libro per la biblioteca di classe

Vichi De Marchi, Emergenza cibo, Editoriale scienza, 2010

Carlos, Rachel e Joe, sono protagonisti del Food Force Team, la squadra del WFP, sempre in azione per soccorrere le popolazioni affamate nei Paesi più poveri del Pianeta. Questa volta, oltre al cibo, portano al villaggio una formula speciale per produrre un alimento che potrebbe salvare molte vite e soprattutto molti bambini. Ma incontrano nuove e impreviste difficoltà…
Un libro appassionante da leggere insieme per parlare con i ragazzi dei problemi della fame nel mondo e dei rapporti tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Ecco un assaggio.

[…] La squadra di Food Force stava per lasciare il villaggio. L’essenziale era stato fatto. Adesso toccava a loro. Ma gli abitanti del posto resistevano.
– E l’economia? Non abbiamo nulla. Se la situazione peggiora non sapremo che cosa mangiare.
Rachel sussurrò qualcosa all’orecchio di Carlos che annuì soddisfatto.
– Rachel ha avuto un’ottima idea, ma ancora non possiamo promettere nulla. C’è un progetto interessante a cui sta lavorando un altro componente della nostra squadra Food Force… – È un nutrizionista, si chiama Joe Zaki – aggiunse Rachel orgogliosa.
– Se questo progetto andrà in porto, allora torneremo e sono sicuro che insieme risolveremo un sacco di problemi – concluse Carlos.
– Di cosa si tratta? – chiese ansioso il capo villaggio. Tutti guardavano Carlos, che spiegò brevemente la sua idea.
– Ma ancora i tempi non sono maturi. Per ora non possiamo assicurarvi nulla, dovrete aspettare qualche settimana.
(pp.14-15)

Il coordinamento scientifico del progetto

Noi e il cibo è un progetto che si avvale del coordinamento scientifico dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, di Slow Food Italia e del sostegno del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP).

 

L’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, nata nel 2004 su iniziativa dell’associazione internazionale Slow Food e delle regioni Piemonte ed Emilia Romagna, è un’università privata legalmente riconosciuta e ha sede a Pollenzo (Cn). Qui studiano più di 400 studenti provenienti da oltre 40 Paesi. Con i suoi due corsi di laurea e due master, forma una nuova figura professionale, il gastronomo, capace di operare nella produzione, distribuzione, promozione e comunicazione dell’agroalimentare di qualità.
Il Programma Alimentare Mondiale (World Food Programme – WFP) è la più grande agenzia delle Nazioni Unite. Si occupa di assistenza alimentare intervenendo, ogni anno, in decine di Paesi e assistendo una media di 90 milioni di persone. Molte le emergenze, anche climatiche, a cui ha dovuto far fronte di recente, da Haiti al Corno d’Africa. Tra i suoi programmi vi è anche quello per l’alimentazione scolastica per garantire un pasto a scuola a oltre 22 milioni di bambini del Sud del mondo.
Slow Food Italia è un’associazione no profit che ha dato vita a un movimento internazionale che in tutti i continenti promuove un cibo buono e di qualità prodotto rispettando l’ambiente, tutelando la biodiversità e riconoscendo la giusta remunerazione ai produttori. Da oltre vent’anni, Slow Food si occupa di educazione alimentare e del gusto per allenare i sensi a riscoprire il piacere dei sapori e per nutrire la mente con il sapere del cibo.

 

da giuntiscuola.it