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Recensione testo “Più che sportivo:le basi della scienza motoria” di Del Nista – Parker – Tasselli, editrice G. D’Anna

 

Copertina opera

Introduzione

Nel gennaio 2014 è uscito il testo “Più che sportivo: le basi della scienza motoria” di Pier Luigi del Nista, June Parker e Andrea Tasselli, per la casa editrice G. D’Anna. Il testo, orientato ai docenti di scienze motorie, si presenta in un formato cartaceo piuttosto usuale; le dimensioni generose, unite ad una copertina flessibile e ad un numero di pagine pari a 490, ne fanno uno strumento non esattamente tascabile, in linea tuttavia con i tradizionali libri di testo scolastici.

La struttura

Vediamone la struttura dei contenuti. Dopo una interessante introduzione storica (prime 22 pagine), inerente lo sviluppo della “cultura del movimento, dalla preistoria ai giorni nostri, il testo presenta 5 sezioni:

  1. Conoscere lo strumento del movimento: il corpo
  2. L’abc del movimento
  3. Dal gioco allo sport
  4. È la mia salute
  5. È la mia natura

Ogni sezione è a sua volta divisa in capitoli, ognuno dei quali può presentare espansioni di tipo multimediale, chiaramente evidenziate dalle icone accanto al titolo dell’argomento trattato. All’inizio di ciascuna sezione compare una breve tabella in cui sono precisate le conoscenze/competenze, gli obiettivi divisi per “traguardi” a seconda che si parli di primo biennio, secondo biennio, quinto anno. Questa ultima scansione mostra come il testo possa essere piuttosto “scalare”, vale a dire usabile con differenti obiettivi a seconda degli anni in cui viene utilizzato. Se da un lato un approccio di tal genere rende il testo facilmente collocabile durante il quinquennio, dall’altra è innegabile che prevedere gli stessi contenuti per fasce di età diversa non sempre rende i concetti approfonditi e modulati sulle specifiche conoscenze che di anno in anno gli studenti raggiungono. Anche la sezione delle “conoscenze/competenze” avrebbe forse potuto essere meglio chiarita; nello schema iniziale infatti esse vengono messe sullo stesso piano, nonostante l’evidente differenza epistemologica che si cela dietro questi termini, d’altro canto c’è da rilevare che nella scansione dei singoli capitoli vengono chiarite in modo preciso le sezioni dedicate ai contenuti e quelle connesse alle competenze.

Al termine di ogni capitolo sono presenti approfondimenti molto interessanti, il cui scopo è far riflettere gli studenti su tematiche a tutto tondo, non quindi legate soltanto all’aspetto contenutistico. Ad esempio vengono riportati brevi testi, intitolati “storie per riflettere”, desunti da articoli o romanzi, al termine dei quali agli studenti vengono poste domande a risposta aperta oppure libere riflessioni sui temi di volta in volta affrontati. Reputo questo uno degli aspetti maggiormente interessanti del testo; aprire la riflessione dal contenuto (sapere) all’atteggiamento (saper essere) dimostra un approccio serio ma soprattutto completo alla tematiche delle scienze motorie, troppo spesse relegate ad una riflessione soltanto fisiologica o tecnica. Sempre al termine dei capitoli è possibile trovare anche test più tradizionali a risposta chiusa, il cui risultato finale spesso non porta ad una banale valutazione delle conoscenze, ma ad una interessante profilatura dell’alunno. Vediamo il caso del capitolo 3: “Il linguaggio comunicativo/espressivo”; al termine della sezione, dopo una breve sintesi, è presente un test di dieci domande a risposta multipla, la cui griglia di controllo consente all’alunno di collocarsi in uno dei tre profili in uscita (“interlocutore ideale”, “succube dei giudizi”, voglia di cattedra”). In questo modo ogni studente può avere una interessante indicazioni di massima relativa alle sue risposte.

Capitoli 2 e 3: le parti più tradizionali del libro

Proseguendo nei contenuti incontriamo i capitoli 2 e 3 rispettivamente dedicati al movimento in senso stretto e agli sport. Queste sono le parti forse più tradizionali del testo, tuttavia è encomiabile la ricerca iconografica e lo studio delle illustrazioni. Qui infatti diminuiscono le fotografie ed aumentano i disegni che spiegano, in modo semplice e chiaro, passaggi e movimenti tipici di alcuni sport (“ricezione della palla” per il calcio, “palleggio” per il basket, “presa” per la pallamano, “battuta” per la pallavolo). Accanto alle indicazioni connesse a specifici momenti dell’azione di gioco, trovano spazio anche le “indicazioni del coach” e i “consigli arbitrali”, approfondimenti tanto utili quanto interessanti. Segue poi una approfondita sezione dedicata all’atletica, ricca di test ed esercizi di autovalutazione.

Capitoli 4 e 5: salute e natura, il valore aggiunto del testo

Veniamo ora alle due parti finali: salute e natura. Queste due sezioni sono, a mio avviso, il vero valore aggiunto del testo. Spesso relegate a poche (ed inutilizzate) pagine finali, queste tematiche trovano nel testo “Più che sportivo” una “più” (!) che degna trattazione finale. La struttura è simile a quella dei capitoli precedenti, con un prevedibile aumento di tabelle, grafici e dati utili ad inquadrare scientificamente il problema che di volta in volta viene affrontato (doping, droga, sessualità).

Un capitolo è espressamente dedicato all’ “educazione alimentare” (capitolo 16, pp. 415-443); qui oltre ad una serie di consigli non scontati sul tema alimentazione, è possibile reperire dati aggiornati e dettagliati connessi al tema del cibo e delle abitudini alimentari.

Infine il capitolo dedicato alla “natura”. Se è vero che non sempre riteniamo (noi docenti!) la cura del corpo necessaria quanto quella dello spirito, è ancora più diffusa la convinzione che il nostro corpo sia qualcosa di “avulso” dal mondo naturale, come fosse una soggettività astratta ed atomica. Negli ultimi anni questa erronea quanto ingenua convinzione inizia a trovare spazio nel dibattito pubblico, scolastico e non. Tuttavia è un bene che un libro di testo inviti gli studenti a meditare sulla nostra posizione nel mondo, sul nostro rapporto con l’ecosistema in cui viviamo e da cui dipendiamo. Ecco dunque che il capitolo finale, in circa 25 pagine, cerca di sensibilizzarci in merito, trattando aspetti come “muoversi all’aria aperta”, “la corsa di orientamento”, “escursionismo”, “sci e snowboard”.

L’espansione multimediale e web

Veniamo ora alla parte web. Il testo presenta ricche integrazioni nel sito www.imparosulweb.eu (e nel sito, ad accesso libero, http://www.edusport.it), in cui trovano spazio anche esercizi interattivi e ulteriori materiali anche non segnalati nel volume (dimenticanza a cui, per serietà scientifica e correttezza verso docenti ed alunni, sarebbe opportuno rimediare). Accanto alla espansione web è presente anche un dvd-rom che, pur se sempre meno usato in classe, è comunque una risorsa in più da affiancare al cartaceo, specie per le classi che non dispongono di connessione ad internet.

Conclusioni

Che dire in definitiva del testo? A chi consigliarlo? Diciamo subito che il prezzo di copertina è (per il 2014) di 18.60 euro, di certo giustificato data la qualità e quantità di materiali. Il libro è articolato in modo coerente, anche se forse talora la grafica (intendo il font usato, i colori, il layout delle pagine) è piuttosto caotica e sin troppo ricca di rimandi che potrebbero distrarre da una lettura piana e concentrata, insomma risente (e come questo centinaia di altri libri di scuola) dell’impianto del web. Questo tuttavia non può in alcun modo rappresentare un ostacolo all’adozione di un testo che si presenta ricco dal punto di vista dei contenuti e completo dal punto di vista iconografico. Ci si potrebbe chiedere se un testo così completo sia da adottare solo negli indirizzi a carattere sportivo: la risposta è assolutamente no. Il testo è usabile in modo proficuo presso qualunque indirizzo di studio, ed ha il vantaggio di essere uno strumento di lavoro “verticale”, vale a dire usabile dal primo al quinto anno.

Infine una nota a margine che nasce dalla esperienza di docente. Spiace affermare che fin troppo spesso, durante i collegi docenti di maggio, nei quali vengono discusse le adozioni dei libri di testo, in ragione del rispetto dei tetti di spesa, i testi di religione e scienze motorie risultino i primi ad essere esclusi dalla lista delle adozioni. È questa una prassi che deriva da una ormai antiquata (e comunque sbagliata) convinzione che i saperi “teorici” debbano in qualche modo avere la precedenza su quelli “pratici” (e posso dirlo e dolermene proprio da docente di lettere). Mi auguro, per la bontà del testo in questione, che il libro “Più che sportivo” non subisca un destino di tal genere!

Link ufficiale al testo: http://www.danna.it/dettaglio/opera/o_d4035/piu-che-sportivo#libro

Emiliano Onori

 

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