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Insegnare la letteratura contemporanea

 

1. Alla fine degli anni Venti, subito dopo la Riforma Gentile, nei programmi scolastici figuravano autori contemporanei come Carducci, Pascoli e D’Annunzio (quest’ultimo era ancora vivo, gli altri due erano morti da pochi anni). Novant’anni dopo le colonne d’Ercole dell’insegnamento della letteratura italiana si sono spostate di poco: arrivano, sì e no, a Calvino e a Pasolini. La ragione di questo ritardo si capisce: l’estraneità della società italiana alla letteratura è diventata anche estraneità alla letteratura contemporanea. Se, all’epoca di mio padre, conoscere Carducci, Pascoli e d’Annunzio era un requisito necessario per far parte della classe dirigente di allora, per quella di oggi sembra invece circostanza condivisa ignorare Montale o Gadda e non conoscere nemmeno il nome di Luzi (come dimostra la gaffe di un ministro della Repubblica qualche anno fa quando il poeta fiorentino fu nominato senatore a vita).

Sorgente: Insegnare la letteratura contemporanea

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