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Corso Gratuito: “Usiamo La Lim con Activinspire, Nativi Digitali, Apprendimento Multimediale”

Cari colleghi ho il piacere di segnalarvi un mio corso gratuito sulla “LIM con ACTIVINSPIRE e sui NATIVI DIGITALI”. Gli argomenti del corso sono: nativi digitali, teorie apprendimento multimediale, come scaricare Activinspire, funzioni di base, cenni a funzioni avanzate. In totale oltre 2 ore di video tutorial. Il corso sarebbe a pagamento ma tramite l’inserimento del codice LIMOFF che funge da voucher, il corso RISULTA TOTALMENTE GRATUITO.

Gradita recensione finale. Grazie

http://lifelearning.it/course/corso-online-usiamo-la-lim-con-activinspire/?ref=1817

Usiamo-la-Lim-con-Activinspire

Percorso per la primaria: cibo sostenibile ed equo mondo

“Cibo sostenibile=Mondo equo” è uno dei filoni proposti da EXPO Scuola 2015 per lavorare in classe. Ecco una serie di percorsi da realizzare con gli alunni del triennio e del biennio di Scuola primaria su questo tema.

Cibo equo e Mondo solidale

“Equo” e “sostenibile” sono le due parole attorno alle quali si snoderanno i percorsi di educazione alimentare che vi propongo.

La prima parola ci porta all’interno del rapporto tra uomo e ambiente, ci suggerisce una riflessione sulla salute sia dell’uomo che della Terra. La seconda invita ad aprire lo sguardo sulla dimensione globale, sulle infinite reti che collegano chi produce, chi acquista e chi consuma, in un’ottica etica e antropologica.

L’idea di questo contributo è di fornire degli strumenti per pensare e realizzare un percorso laboratoriale finalizzato all’elaborazione di un prodotto, come richiesto dai bandi di concorso emessi da Expo 2015.

Per costruire un laboratorio insieme e per i bambini di cui ci occupiamo, è di fondamentale importanza dedicare del tempo ad una progettazione (e successiva programmazione) precisa ma sufficientemente flessibile per accogliere i materiali che emergeranno nel corso del lavoro.

La durata complessiva del progetto che vi invito a sperimentare è di 2-3 mesi, e si articola in varie fasi.

Prima fase: Lancio del tema

Tempi: 1-2 incontri/giornate (a seconda della disponibilità di tempo)

Possiamo proporre:

  • giochi corporei, letture animate…
  • video, canzoni, storie sonore…
  • visita ad una mostra, visita guidata in un luogo legato al tema.

Seconda fase: Esplorazione del tema

Tempi: 4-5 incontri/giornate (a seconda della disponibilità di tempo)

Programmiamo una serie di incontri a taglio laboratoriale, ovvero attività che:

  • mettano al centro la persona, la sperimentazione attraverso il corpo e la dimensione di gruppo (piccolo e grande gruppo);
  • siano caratterizzate dall’utilizzo di una pluralità di linguaggi (corporeo, multimediale,…) e tecniche (grafico-pittoriche, teatrali,…) per lo sviluppo del tema e delle sue sfaccettature.

Ecco alcuni esempi: brainstorming iniziale intorno ad una o più parole; lettura teatrale o drammatizzazione di una storia sul tema; giochi cooperativi; visione di spezzoni di film; costruzione di un manufatto (ad esempio un collage che raccolga i pensieri del gruppo su uno specifico argomento); rielaborazione di fotografie scattate durante il laboratorio…

Terza fase: Elaborazione di un prodotto

Tempi: 3-4 incontri/giornate (a seconda della disponibilità di tempo)

Il tipo di prodotto da realizzare dipende dal bando scelto (può essere in forma letteraria, artistica o multimediale, una narrazione multimediale, una presentazione in digital-tales…), ma possiamo pensare ad alcuni percorsi tematici comuni, che espongo in massima sintesi qui di seguito.

Percorsi tematici – Figure significative

Si potrebbe lavorare intorno alle storie di vita di Vandana Shiva, Rigoberta Menchú Tum e Wangari Maathai. tre donne che, in differenti continenti, si sono battute in maniera pacifica per la salvaguardia della propria terra e del proprio popolo, ottenendo risultati concreti e riconosciuti dal pubblico e dai governi internazionali.

Per il triennio

  • Agricoltura e rispetto del territorio (ad esempio attraverso un gioco che spieghi la differenza tra monocultura e policoltura, utilizzo di OGM e rispetto delle sementi locali); gli alberi (simbolo della vita, rispetto e difesa, lotta al disboscamento);
  • prodotti e commercio equo e solidale (con particolare riferimento alle zone geografiche delle tre figure presentate);
  • la giustizia (attraverso piccoli racconti di ingiustizie e di pratiche di lotta non violente).

Per il biennio

  • Globalizzazione (giochi e attività sul funzionamento del mercato globale e delle sue conseguenze, lo sfruttamento del lavoro minorile, le responsabilità del Nord del mondo in riferimento ai problemi di sviluppo del Sud del mondo);
  • la teoria di Gaia (una teoria che rilegge l’ecosistema Terra come un essere vivente per cogliere i legami e le connessioni tra i vari sottosistemi che lo compongono);
  • la conquista dell’America in chiave multiculturale (ovvero svelando tutti quegli aspetti di vita che a volte i testi di storia omettono: sfruttamento delle risorse locali, schiavitù, annientamento dei culti locali, migrazione di merci e malattie,…);
  • giustizia, pace e democrazia (analisi delle tre parole in riferimento alla vita delle figure femminili proposte).

Libri e siti utili

Percorsi tematici – Commercio equo e solidale

Presentiamo questa particolare forma di commercio, guardandola da tre diverse prospettive.

Per il triennio

  • Attraverso i suoi prodotti (nello specifico quelli alimentari), approfondendo tipologie, provenienze, modalità di produzione e commercio, principi teorici che stanno alla base, etc…

Per il biennio

  • Attraverso i diversi modi di fare e pensare il commercio equo solidale, ad esempio prendendo in considerazione diverse aziende e cooperative che se ne occupano in Italia e all’estero, alla ricerca di analogie e differenze, risorse e limiti (diffusione sul mercato convenzionale, attenzione e sostegno a progetti sociali,…);
  • attraverso la storia di un cibo, ad esempio ripercorrendo tutte le tappe, dalla semina alla raccolta delle materie prime, la trasformazione, il confezionamento, l’esportazione, la rivendita e l’acquisto del “consum-attore”, ultimo tassello della lunga filiera.

Libri e siti utili

Percorsi tematici – Slow food, km0 e filiera corta

A partire dalla storia del movimento di Slow food, analizziamo le risorse del territorio di appartenenza della scuola e le nostre abitudini alimentari.

Per il triennio

“Noi siamo ciò che mangiamo”: i cibi (in particolare, compariamo modi di nutrirsi differenti a seconda delle appartenenze culturali) e il valore, anche simbolico, che hanno nella nostra vita (ricordi di sapori e gusti, la tavola come luogo di scambio, cibi e affetti,…).

Per il biennio

Esploriamo il nostro territorio attraverso interviste e uscite, per comprendere come viene valorizzato dai suoi abitanti e politici, attraverso quali iniziative vengono promossi i valori locali (agroalimentari, culinari,…), da dove si riforniscono i rivenditori (sistemi di agricoltura biologica, produttori locali, estero,…).

Libri e siti utili

Cristina Zanetti: 9 Settembre 2014
da giuntiscuola.it

“Ti racconto”… è un ebook e la mia esperienza

“Ti racconto” è il titolo di un ebook, realizzato dagli alunni di una classe V, per sviluppare l’apprendimento per competenze e il piacere della scrittura e studiare diventa piacevole, contrariamente a quanto spesso si dice.

Un nuovo monito per i giovani: siate affamati, siate folli e siate ribelli. Le giovani generazioni sono la forza motrice del cambiamento, da loro ci si aspetta che possano cambiare il mondo, il Paese e quindi la scuola.
La scuola si muove, o meglio non si muove, tra innovazione e tradizione. Nella scuola si parla di ICT, di apprendimento per competenze, di nuovo setting per la didattica laboratoriale, ma i fatti smentiscono le parole. La tradizione è la sicurezza dei modelli precedenti, ma di contro c’è la noia degli alunni. Non importa se i ragazzi a scuola si annoiano, tanto si sa, chi ha detto che studiare sia piacevole? Io insegno latino e greco e cerco di trasmettere ai miei alunni l’amore per lo studio, forte della convinzione che studiare nasce da un desiderio personale di voler imparare e dalla curiosità. Invitare gli studenti a essere affamati o ribelli non è l’esortazione alla trasgressione ma è l’invito a diventare protagonisti del dialogo educativo, dove insegnamento e apprendimento sono facce della stessa medaglia. La “curiositas” degli studenti come spinta naturale al sapere.
Così da alcuni anni ho deciso di prendere per mano i miei studenti, modificando il metodo, anche se le discipline che insegno sono tra le più “classiche” in una scuola “classica” per eccellenza: un liceo classico dove insegno latino e greco.

Il cambiamento per una didattica e-learning passa dagli strumenti multimediali utilizzati, familiari per un nativo digitale, dall’Ipad allo smartphone. Ma l’esperienza mi ha insegnato che il cambiamento non è nello strumento, ma nel metodo. Coniugando, quindi, le indicazioni nazionali con una didattica per competenze, ho voluto potenziare tutte le abilità della classe e anche le diversità, come risorse. L’imperativo condiviso: leggere romanzi d’autore e poi scrivere racconti. Ma il supporto sarà diverso, non un libro di carta e inchiostro ma un ebook, vivo, palpitante e interattivo.
Questa l’idea di fondo: non teste ben fatte, ma teste pensanti. Quale miglior modo, quindi, se non quello di coniugare la tradizione del racconto con l’innovazione tecnologica, creando un ebook. “Ti racconto” è il titolo del nostro ebook, non solo un compito svolto, ma un’idea realizzata, alla cui creazione hanno partecipato tutti gli alunni, ciascuno con le proprie caratteristiche: dai più distratti a quelli che manifestano disagio e che si annoiano.
La classe è stata trasformata in una redazione, ogni gruppo con funzioni specifiche, dai correttori di bozze, ai grafici, ai redattori. Ogni alunno responsabile per sé, ma anche per i compagni. Il “libro digitale” si compone di 128 pagine, con racconti inediti, scritti da ciascun alunno. La scrittura non si è sostituita al curricolo d’italiano, ma è stato il valore aggiunto, che ha messo in atto un capovolgimento metodologico: si fa ricerca e si scrive a casa, ma poi in classe c’è il laboratorio e a scuola si studia insieme. Perché la classe ha scoperto il piacere di leggere e di “raccontare”. Così gli alunni decidono di scandire la produzione letteraria secondo il calendario delle feste, con i Racconti di Natale-favola e i Racconti di Carnevale-fantasy. Pagine e pagine di racconti, con immagini a corredo. Si rispetta la “programmazione curricolare” del biennio, ma si vola più in alto, oltre il libro di testo, per diventare protagonisti del sapere, e per dire: il “mio libro d’antologia”. Si potrebbe dire è solo un metodo, l’uso del computer nella didattica, si potrebbe chiamare in causa la peer education, il cooperative learning, ma ciò che conta – a mio avviso – è racchiuso nella parola chiave “reading literacy”: “Literacy in lettura significa comprendere, utilizzare e riflettere su testi scritti al fine di raggiungere i propri obiettivi, di sviluppare le proprie conoscenze e le proprie potenzialità e di svolgere un ruolo attivo nella società”.

 

educationduepuntozero.it

“Tramonti”, arte e conoscenza scientifica

di Betty Furlan | del 10/09/2014 |commenta

“Tramonti”, arte e conoscenza scientifica

Dalla luce e i colori dei dipinti dell’ottocento della Galleria d’Arte Moderna di Roma, alla conoscenza scientifica degli effetti della luce solare sulla terra.

Questo lavoro didattico è stato realizzato all’interno del progetto “Lo sguardo dell’altro su Roma”, coordinato da Enrica Zabeo del nostro 1° CTP e con l’attiva collaborazione di Carla Degli Esposti, alla quale sono legata da “affinità elettive” nel mio percorso matematico, ispirato alla figura magistrale di Emma Castelnuovo.
Insieme ai colleghi e ai partecipanti ai corsi di L2 (italiano per stranieri), ho accompagnato i miei studenti del corso B di licenza media del 1° CTP Nelson Mandela, in visita alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.
Ci siamo soffermati, in particolare, nella sala n° 4, dove sono raccolti i dipinti eseguiti nel settecento e nel primo ottocento, da pittori appartenenti all’epoca del Grand Tour, e quindi influenzati dalla visione romantica dei monumenti e del paesaggio naturale italiano. Osservando le opere esposte, sono emerse delle domande, sia sui soggetti trattati, come Roma e il Colosseo, ma anche in generale sulla luce e il colore del cielo nei vari dipinti di luoghi italiani.

• I ragazzi, tutti migranti provenienti da paesi equatoriali, hanno paragonato il tramonto nel loro paese e quello di Roma, dicendo “che il primo è molto repentino, della durata di 10-15 minuti circa, e poi arriva la notte passando per una piccolissima striscia rossa nel cielo; invece a Roma il tramonto dura assai di più e i colori del cielo cambiano in continuazione, in particolare la luce del tramonto a Roma appare a lungo rossa.

• Abbiamo, quindi, analizzato sperimentalmente la luce del sole scomponendola con il prisma ottico, e osservando la posizione dei vari colori, in particolare il rosso, che è il colore che dura più a lungo nel nostro cielo.

• Con gli stessi colori dello spettro solare, è stato realizzato su base cartacea un disco di Newton, che fatto girare su una trottola, ha ripristinato il colore bianco della luce del sole, prima scomposta.

• Allora è stata raggiunta sperimentalmente la spiegazione dei “tramonti”, dimostrando che i raggi solari sono paralleli tra loro, ma la terra è sferica, quindi alle diverse latitudini i raggi sono diversamente inclinati e concentrati: all’equatore e ai tropici la concentrazione è massima; diversamente, a Roma, la concentrazione dei raggi del sole è minore, lo spettro della luce è più largo, e perciò l’insolazione al tramonto è più lunga nel tempo, e di conseguenza lo spettro dei colori vira maggiormente verso il rosso… Come strumenti didattici, oltre al prisma ottico, abbiamo usato il “mappamondo parallelo” naturalmente costruito in casa ed esposto al sole nelle varie ore del giorno, per vedere meglio la luce del sole sui vari punti del globo.


• Successivamente, sono state costruiti materialmente le immagini dei due tramonti “diversi”, per composizione della luce, realizzandole con carte veline colorate, aumentando o diminuendo l’estensione della componente del colore, e ponendole alla luce della finestra per notare la diversità in trasparenza.

• Ecco quindi che tutti i corsisti hanno avuto la spiegazione sperimentale della diversità di durata e di colore della luce del tramonto nel proprio paese rispetto a Roma, sia nella realtà che nelle opere pittoriche che la rappresentano.

All’inizio, ancora in fase di progettazione di questa esperienza didattica, non riuscivo a capire come e con quali argomenti avrei fatto dialogare i ragazzi con l’arte e la scienza contemporaneamente, ma poi tutto è avvenuto spontaneamente con l’osservazione dei dipinti (l’anima dell’arte), con i ricordi a occhi chiusi dei loro tramonti (la nostalgia), e infine con la sperimentazione scientifica (la razionalità).

Articoli correlati:

Il progetto “Lo sguardo dell’altro su Roma”, di Enrica Zabeo

“Macchie di luce nel Colosseo” come guardare un monumento con gli occhi della matematica, di Carla Degli Esposti

 

da educationduepuntozero.it

Master of Food: progetto alimentare con Slow Food

Il Master of Food

 

Corsi in aula, ma anche visite nei luoghi di produzione e vendita

Lezioni partecipate con simulazioni, degustazioni, giochi sensoriali, esercitazioni in cucina, imparando attraverso il saper fare e il saper scegliere

Formatori esperti del settore agroalimentare preparati secondo le più innovative metodologie didattiche

… per conoscere la storia e la geografia dei prodotti alimentari, esaminare le tecniche e i processi di produzione e distribuzione, parlare di biodiversità e di sostenibilità ambientale, sociale ed economica del cibo e confrontarsi sulle scelte di acquisto e consumo quotidiano


I corsi Classici

vino, salumi, birra, formaggio, olio, tecniche di cucina, educazione sensoriale


A lezione di Buono, Pulito e Giusto

spesa quotidiana, spesa di frutta e verdura, carne, pesce, pane e cereali, riso e pasta, orticoltura, mieli, pizza (in sperimentazione, per ora avviato nella sola Regione Campania)


Una tira l’altra

spezie, caffè, tè, pasticceria, erbe aromatiche, distillati, funghi e tartufi, cioccolato, aceti, cucine etniche e storia e cultura della gastronomia

 

L’esperienza diretta alimenta e rafforza l’apprendimento

 

 

Facciamo BYOD con gli smartphone: 5 buone idee

 

Molti insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado, anche se attratti dalle nuove tecnologie e anche se convinti che queste possano realmente aiutare gli studenti, restano smarriti di fronta a come poterle utilizzare nelle proprie attività didattiche.

Nelle scuole italiane non è consentito l’uso dei cellulari e questo scoraggia molti docenti dal loro utilizzo in classe, ma in realtà si pensa che l’uso didattico dello strumento personale non possa essere in alcun modo perseguito, proprio perché in questo caso è “nobile” la finalità. In fondo, sono pochi gli studenti di oggi a non possedere uno smartphone!

1. Le lavagnate

Capita sempre di scrivere alla lavagna durante le spiegazioni e di confrontarsi con studenti che sono rimasti indietro e che non sono riusciti a copiare quanto scritto. Come risolvere questo problema? Basta una semplicissima “lavagnata“!

Il docente può invitare lo studente a scattare una foto alla lavagna con il proprio cellulare, oppure può provvedere a scattare la foto lui stesso e a inviarla via email ai propri studenti. Qualora qualcuno non possedesse strumenti tecnologici idonei, il docente potrebbe, dopo aver catturato la lavagna, stampare la foto e fornirla allo studente che l’ha richiesta.

Se le lavagnate diventassero prassi, gli studenti potrebbero prestare maggiormente attenzione alle parole del docente e scrivere soltanto ciò che dirà oltre a quanto riuscirebbero a copiare dalla lavagna.

Per salvare le proprie foto potrebbe essere utile utilizzare l’app Evernote, che salva automaticamente l’istantanea sul cloud con la possibilità di inserire qualche utile commento. Con Evernote, è possibile accedere facilmente alle istantanee salvate sul computer o su altri dispositivi portatili.

2. Un clicker per i quiz in classe 

Con l’app ResponseWare, gli studenti possono utilizzare gli smartphone come “clicker” per partecipare alle attività basate sulla risposta. In questo modo gli insegnanti possono porre agli studenti delle domande a scelta multipla, e gli studenti possono rispondere “cliccando” sulle risposte che appaiono sullo schermo del proprio telefono in tempo reale.

3. Registrazione delle lezioni 

La registrazione della lezione potrebbe essere un validissimo aiuto per il lavoro a casa dello studente. Spesso viene consentito soltanto agli studenti con bisogni educativi speciali, per i quali è stato redatto un apposito piano didattico personalizzato, ma in realtà questa opzione potrebbe essere estesa a tutta la classe.

Esistono diverse app per smartphone che permettono di effettuare delle registrazioni e che offrono anche la possibilità di inserire delle annotazioni integrative all’audio.

4. Le applicazioni e codici QR 

I codici QR sono già stati trattati su questo blog e sono dei metodi per codificare, in un piccolo spazio, diverse informazioni utili. Essi sono largamente utilizzati per la promozione di eventi scolastici, soprattutto all’estero, ma oggi sono diffusissimi anche sui volantini commerciali.

Per esempio, dopo aver fornito un questionario in classe, il docente potrebbe fornire agli studenti un codice QR contenente un link alla risorsa web in cui avranno la possibilità di controllare le proprie risposte.

5. Email 

La posta elettronica è uno strumento molto importante per mantenere il contatto tra studenti e discenti e per fornire materiali didattici integrativi. Grazie a essa, una volta scaricata la risorsa, gli studenti non hanno la necessità di rimanere costantemente connessi a Internet e possono studiare tranquillamente a casa propria. L’operazione di download può avvenire in qualasiasi momento e da qualsiasi terminale non necessariamente personale.

 

http://dida.orizzontescuola.it/news/didattica-20

Cooperative Learning e Peer-tutoring per Insegnanti 2.0

Da quando faccio parte del Gruppo Insegnanti 2.0 posso dire che “mi si è aperto un mondo”!

sa1_collaboratePrima di tanti ambienti istituzionali, il Gruppo Insegnanti 2.0 è nato per dare una risposta al bisogno di aggiornamento di noi docenti e per offrirci nuovi ed innovativispazi di discussione. Sfruttando la capillare diffusione di Facebook e soprattutto l’apertura around the clock di questo popolare social network, possiamo oggi disporre di un’autentica “Sala Docenti Virtuale”.
La vera forza del Gruppo Insegnanti 2.0 ed il motivo del suo crescente successo sta nel fatto che noi siamo insegnanti veri! Persone che tutti i giorni entrano in classe e si misurano con i problemi reali ed i bisogni speciali dei ragazzi di oggi.

Il Gruppo è cresciuto fino a divenire uno spazio attivo e vitale in cui noi docenti – da casa – possiamo confrontarci, scambiarci informazioni ed esperienze, superare dubbi ed incertezze, ricevere supporto in caso di problemi nell’uso delle nuove tecnologie e soprattutto aggiornarci sui nuovi software open source oggi disponibili sul web. Chi vi partecipa, lo fa con vero spirito 2.0 per condividere ed aiutare gli altri!
Personalmente come docente di lingue straniere, ho sempre usato molte risorse multimediali nel mio modo di fare didattica: non posso immaginare come si possa insegnare una lingua straniera senza esporre gli studenti a quante più fonti possibili. Certo è che da quando faccio parte di questo gruppo ne imparo una nuova ogni giorno!

Ricordo il primo progetto a cui partecipai nel lontano anno 2000, quando con il Progetto Lingue 2000 anche in Italia si cominciò a parlare di“apprendimento senza carta”. Erano gli anni in cui in EU veniva creato il Framework Europeo delle Lingue. Di lì a breve anche il nostro paese avrebbe accolto la raccomandazione del Consiglio di Europa per la diffusione delle lingue. Ogni cittadino avrebbe dovuto conoscere almeno due lingue oltre a quella madre, così da poter promuovere una migliore integrazione nell’Europa dei Popoli. Da qui sarebbero state avviate le prime sperimentazioni per il bilinguismo nelle scuole italiane.
Purtroppo, tutti sappiamo come è andata a finire. Anche per la scuola, la politica ed i siti istituzionali stentano a darci le risposte innovative che ci attendiamo. Il nostro paese è tecnologicamente arretrato ed il gap con gli altri paesi europei si allarga. Essendo bilingue italiano-tedesco, trascorro lunghi periodi in Austria e vedo come si lavora nelle scuole d’Oltralpe e soprattutto quante risorse siano riservate alla scuola per l’educazione dei futuri cittadini.
Noi italiani, tuttavia, siamo unici per inventiva e capacità di cavarcela anche con “niente”. Ed ecco allora che alcuni di noi decidono di alzare la testa e di rifiutare la non facile condizione di dipendenti pubblici malpagati, spesso precari, demotivati e generalmente poco aggiornati.

Ciò che ho imparato in questo ultimo anno dai post dei Colleghi del Gruppo è frutto del più autentico spirito di condivisione 2.0 e supera per qualità ed efficacia operativa i vari corsi che ho seguito fino ad oggi.

imagesCiò ci dimostra che – quando si superano i personalismi e le differenze culturali – il Cooperative Learning e ilPeer-tutoring funzionano anche per noi docenti.
Ringrazio dunque gli amministratori del Gruppo Insegnanti 2.0 e i molti colleghi che vi partecipano per aver reso possibile tutto ciò.

http://insegnantiduepuntozero.wordpress.com/2013/11/27/cooperative-learning-e-peer-tutoring-per-insegnanti-2-0/