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Sostegno: Materiali Gratuiti per DSA, ADHD

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http://www.forepsy.it/index.php/materiali.html

 

“ADHD e compiti a casa” e-book gratuito!

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“DSA. Cosa fare a scuola” Guida Gratuita

http://www.forepsy.it/index.php/dsa-cosa-fare-scuola-guida-gratuita.html

Dsa, facciamo il punto dopo i decreti attuativi

Dopo la Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010 e i Decreti Attuativi del 12 luglio 2011, cosa è cambiato nella scuola italiana? Emerge un quadro composito, con scuole che si sono attivate per comprendere appieno il disagio degli studenti DSA, ma anche istituti che ancora non riescono a tutelare i diritti dei dislessici. Vi sono scuole i cui docenti non conoscono dettagliatamente la normativa, dove ci si attende che il referente dislessia – ove presente – o il coordinatore di classe suggerisca quale strada sia meglio seguire, una volta consegnata la diagnosi della famiglia.

Sono nati anche i CTS, Centri Territoriali di Supporto alle scuole per la dislessia: 96 dislocati su tutto il territorio nazionale, per cui il Miur ha stanziato, tra il 2010 e il 2011, un milione di euro, in collaborazione con la fondazione Telecom Italia che, con l’Associazione Italiana Dislessia, ha attuato un programma di interventi per il riconoscimento precoce della dislessia. Nel 2012 è proseguita l’azione di formazione sui DSA in ambito universitario. Ma tutto ciò non basta: occorre un cambiamento di mentalità nel corpo docente ed una maggiore disponibilità ad approntare una didattica accogliente, che tenga conto delle reali difficoltà del singolo studente.

 

http://is.pearson.it/dsa/dsa-dopo-i-decreti-attuativi/

Lim e Disabilità

L’adozione e quindi l’utilizzo della LIM può costituire un grande beneficio per la didattica rivolta a bambini con disturbi dell’apprendimento ( specifici e non) sia come strumento compensativo dando la possibilità di apprendere attraverso canali alternativi alla letto-scrittura, sia come strumento per proporre attività di recupero specifiche. La possibilità, infatti, di abbinare agli argomenti di una lezione tradizionale materiale multimediale è una strategia ottima in grado di facilitare l’apprendimento di quanti incontrano difficoltà nella letto-scrittura, in modo particolare in tutte quelle discipline che richiedono buone capacità attentive, lessicali e di memorizzazione…

 

 

Le lezioni sono state strutturate sulla capacità di identificare, in modo semplice, i tratti distintivi delle lettere che costituiscono il linguaggio, attraverso anche il riconoscimento della sagoma di ciascuna lettera, cioè dello spazio che essa occupa, e di favorire l’integrazione e il reciproco rinforzo tra abilità di decodifica, di anticipazione e di verifica in modo da arrivare a una lettura scorrevole e corretta.

 

 

 

Attraverso la struttura sillabica della parola si prosegue verso l’apprendimento della letto-scrittura, dando nello stesso tempo la possibilità di arricchire il proprio bagaglio lessicale.

 

 

L’utilizzo di queste lezioni hanno un duplice scopo:

– come prevenzione, cioè con i bambini dell’ultimo anno della scuola materna e il primo anno della scuola primaria;

–       come trattamento riabilitativo, cioè con tutti i bambini che manifestano difficoltà di letto-scrittura, particolarmente adatte ad essere usate con bambini affetti da dislessia.

 

La cosa importante da tenere sempre presente è che non bisogna mai avere fretta, prima di passare alla lezione successiva bisogna assicurarsi che l’alunno abbia raggiunto un buon livello di familiarità con quanto svolto precedentemente, non dare mai niente per scontato, rendere partecipe l’alunno nella preparazione delle lezioni stesse.

http://maestrogio.xoom.it/virgiliowizard/lim-e-disabilita

SPUNTI DALLA GIORNATA DI STUDIO SULLA PROPOSTA DELLE TECNOLOGIE ASSISTIVE

L’11 settembre si è tenuta a  Bologna un’interessante giornata di studio per celebrare i 30 anni dell’Ausilioteca La proposta di tecnologie assistive: fattori di qualità e trasformazione“.

La giornata si è articolata in due momenti complementari: il primo di taglio convegnistico ed il secondo di lavoro in gruppi di approfondimento.

Il colloquio internazionale del mattino ha messo a confronto esperti italiani e stranieri su cinque direttrici tematiche che hanno spaziato dalla percezione della cultura rispetto alle tecnologie assistive, all’evoluzione tecnologica in corso, ai fattori che  determinano la qualità del processo di valutazione degli ausili e della loro efficacia, alla modalità di erogazione di ausili e servizi ad essi correlati.

Obiettivo della giornata, quello di offrire una panoramica di diverse esperienze per riorientare l’evoluzione del Service Delivery System delle tecnologie assistive in questo  periodo di crisi di risorse.

Questo articolo altro non vuol essere che una selezione disordinata di idee raccolte durante la mattinata, buttate caoticamente sul tavolo come mero spunto che possa in qualche modo arricchire il pensiero di chi, più o meno assiduamente, si trova ad utilizzare le tecnologie assistive ed è interessato a conoscere la realtà che le circonda. Magari, ci auguriamo, con l’intento di contribuire all’evoluzione di questo miscrocosmo che si muove, pressochè sconosciuto, nell’orbita della fornitura di altri strumenti e servizi per disabili, ausili e servizi che già invece la nostra cultura ha assimilato come “dotazione” di diritto di chi si trova nella necessità di utilizzare strumenti per sopperire ad una menomazione funzionale.

Il tema della crisi è riecheggiato più volte durante la mattinata, ponendo sul tavolo della discussione la difficoltà nel trovare risorse nuove e nell’ottimizzare quelle esistenti.

Al fantasma di nuovi tagli si è sommato l’invito a “fare di più con meno”: invito stimolante, ma realisticamente di difficile attuazione in una realtà come la nostra, dove mancano comunque dati e confronti per capire in che direzione muoversi, e dove certo ora non è possibile ipotizzare percorsi di ricerca.

A queste difficoltà si aggiunge quella peculiare del settore delle tecnologie assitive, dedicato in buona parte ad una utenza che spesso non è rappresentata in modo significativo all’interno del “sistema” e che pertanto non ha la forza necessaria per presentare domande specifiche di soluzione ai suoi problemi.

Un ulteriore ostacolo  è rappresentato dalle dimensioni delle aziende del settore, soprattutto nell’ambito degli ausili per la comunicazione: troppo piccole per avere la forza di investire nell’espansione del mercato, mercato di nicchia e già storicamente povero di risorse economiche.

E certo non aiuta lo sviluppo di questo settore il fatto che il sistema di fornitura pubblico non abbia affatto seguito l’innovazione tecnologica: la legislazione è ferma agli anni 80. Ed ancora non si è identificato il criterio migliore per aggiornare i modelli di ausili. E’ meglio una definizione basata sulla funzionalità, che non richiede  un adeguamento periodico degli ausili oggetto di fornitura da parte del servizio sanitario nazionale e che consente, come in un puzzle, di comporre diverse soluzioni? O meglio un elenco preciso, nominale, una fotografia di quanto esiste sul mercato molto più simile al prontuario farmaceutico?

La prima soluzione, più flessibile, sarebbe comunque più facilmente soggetta ad interpretazioni “storpiate” e forzature, con conseguente maggior rischio di incremento di spese e sprechi. La seconda, del resto (e lo stato attuale del nomlenclatore ne è palese dimostrazione) rischierebbe fortemente di non riuscire a rimanere al passo con i tempi e con le innovazioni.

Infine è stata sottolineata da più parti la difficoltà di comunicazione che caratterizza il settore delle tecnologie assistive, che non sanno presentarsi al pubblico più ampio con un linguaggio sufficientemente semplice, chiaro e ricco per farsi comprendere anche da chi la tecnologia non la mastica quotidianamente.

Questo rappresenta un grosso limite, che non permette alle tecnologie di mettersi in luce e di essere percepite come foriere di vantaggi notevoli in termini di innalzamento della qualità della vita. Ecco quindi che diventa difficile dimostrare che i tagli che vanno ad incidere profondamente sul livello di qualità della vita non sono compatibili con la risoluzione ONU che tutela i disabili sotto questo punto di vista. Non almeno in questo settore, dove questa correlazione tra l’uso di ausili tecnologici e l’innalzamento della qualità della vita non è immediatamente percepibile e tantomeno scientificamente dimostrata in modo inequivocabile.

Ciò che emerge dalla discussione come possibile elemento che favorisca lo sviluppo del settore è senza dubbio la necessità di una standardizzazione dei processi di erogazione  degli ausili e di follow up per verificarne l’efficacia.

Le pochissime ricerche al riguardo sembrano dimostrare che l’alto costo delle fornitura di AT comportino, rispetto alla fornitura di altri ausili, un minor risparmio sul versante della fornitura di servizi assitenziali. Al contrario, all’inizio comportano un maggior investimento in termini di inserimento nel contesto di vita e assitenza all’uso. Affinchè l’investimento risulti produttivo (almeno in termini economici se non finanziari) occorre prestare particolare attenzione a scongiurare i fattori che determinano l’altissima percentale di abbandono dell’uso della tecnologia assistiva (intorno al 30%).

E’ quindi necessario prevendere un forte intervento di mediazione professionale che consenta di inserire l’ausilio tecnologico nella vita del disabile che ne fa uso coinvolgendo nella scelta e nell’accettazione l’ambito familiare ed eventualmente quello scolastico. Questo, sottolineano gli operatori del settore, mal si sposa con una introduzione dell’ausilio estremamente standardizzata, come alcuni modelli propongono per raccogliere i dati necessari per valutare l’impatto effettivo di questi ausili rispetto all’investimento che richiedono.

Un equilibrio da ricercare sembra proprio questo: tra un approccio estremamente personalizzato che accompagni all’identificazione di soluzioni individualizzate ed ottimizzate che rendano “semplice” e “fluido” l’uso delle tecnolgie assistive in ogni contesto, e la necessità di presentarsi, in una visione più sistemica, come settore maturo ed importante, in grado di dimostrare la propria efficacia numeri e dati alla mano, per ottenere così il necessario riconoscimento che lo ponga di diritto tra i settori da privilegiare affinchè migliori la qualità della vita dei più deboli,  nella convinzione che solo così può migliorare la qualità della vita di tutti.

Dott.ssa Cristina Sassi c.sassi@leonardoausili.com

http://www.leonardoausili.com/approfondimenti/spunti-dalla-giornata-di-studio-sulla-proposta-delle-tecnologie-assistive

CONTROLLO CEREBRALE E TECNOLOGIA ASSISTIVA

A quasi 6 anni dalla pubblicazione del nostro articolo Interfaccia computer cervello per l’autonomia e la comunicazione di pazienti con lesioni midollari o neurologiche, possiamo finalmente parlare di un sistema che si sta affacciando sul mercato e che apre scenari assolutamente interessanti per molte persone disabili.

Abbiamo incontrato Gianluca Cecchetti, che collabora con Liquidweb, che ci ha illustrato il sistema e mostrato alcuni interessantissimi video, alcuni dei quali potrete vedere seguendo il link sotto indicato.
Riportiamo con molto piacere le righe che ha scritto per la nostra newsletter, con la speranza di vedere presto l’applicazione del sistema nella vita quotidiana di tante persone che aspettano da tempo uno strumento che consenta di tradurre il pensiero in azione.

BrainControl e Assistive Technology
Comunicare con il pensiero! Questo era l’obiettivo che l’Ing. Pasquale Fedele e la sua Liquidweb si sono posti alcuni anni fa per permettere ai pazienti con patologie come tetraplegia, Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), Sclerosi Multipla, e distrofie muscolari di varia natura, di superare disabilità motorie e di comunicazione. Terminata nel mese di dicembre 2012 la fase di sperimentazione condotta su pazienti locked-in, la prima versione di BrainControl è ora pronta per essere adottata dai pazienti di tutto il mondo. Guardiamo da vicino di cosa si tratta.

ll cervello umano è composto da miliardi di neuroni. Le loro interazioni chimiche, in ogni istante della nostra vita, generano impulsi elettrici. Queste scariche elettriche, benché infinitesimali, possono essere misurate. La tecnologia “Brain-Computer Interface” (BCI) interpreta la mappa elettrica corrispondente a determinate attività celebrali consentendone l’impiego per controllare il computer.

BrainControl è una piattaforma BCI che ha come obiettivo quello di consentire a chi è affetto da patologie come tetraplegia, Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), Sclerosi Multipla, e distrofie muscolari di varia natura di superare disabilità motorie e di comunicazione. È quindi rivolta, innanzi tutto, ai pazienti affetti da malattie che paralizzano completamente o in parte la persona, ma non ne intaccano le capacità intellettive. Il sistema ridarà a questi pazienti la possibilità di interagire e comunicare a livelli inimmaginabili fino a pochi anni fa. Comunicare sentimenti e bisogni, muovere la propria sedia a rotelle, interagire con amici e parenti mediante social network, email, sms, accendere o spegnere le luci, perfino aprire o chiudere porte e finestre. Piccoli gesti quotidiani per gran parte delle persone, ma una vera e propria rivoluzione per chi è affetto da malattie neuro-muscolari di tipo degenerativo o ha subito danni cerebrali di origine ischemica o traumatica.

La prima versione di BrainControl, è attualmente proposta ai pazienti in locked-in, in stadio avanzato di Sclerosi Laterale Amiotrofica o in coma apparente, non in grado di utilizzare altre tecnologie assistive disponibili sul mercato. Tale versione implementa le funzionalità di un comunicatore con interfaccia a scansione.

All’indirizzo http://goo.gl/XhDw5 è possibile vedere alcuni video che mostrano il funzionamento della tecnologia: inizialmente l’efficacia del lavoro dell’Ing. Fedele è stata testata, per ovvi motivi di opportunità, guidando con il pensiero un velivolo/giocattolo. In un altro video è mostrato il funzionamento della prima versione di BrainControl. La stessa testata su pazienti locked-in.

Le prossime versioni di BrainControl, che sono attualmente in fase di sviluppo, saranno proposte come alternativa agli attuali sistemi di eye-tracking (che molti pazienti, pur in condizioni non gravissime, non sono in grado di utilizzare). Le versioni future implementarenno funzionalità avanzate di comunicazione ed intrattenimento (tastiera virtuale, text-to-speech, navigazione web, l’interazione via SMS, i social network, e-mail, web radio), domotica (luci, allarmi, temperatura, ecc.) e il controllo di una sedia a rotelle, consentendo inoltre un’interazione avanzata in grado di sfruttare fino a 12 pensieri di movimento.

Nel corso degli ultimi mesi Brain Control ha permesso all’Ing. Pasquale Fedele di ottenere numerosi riconoscimenti e premi a livello nazionale e internazionale. Per citarne solo alcuni: Vincitore del Premio Gaetano Marzotto (Vicenza, novembre 2012); Vincitore all’ Italian Innovation Day (Berkeley University, California, febbraio 2012); 1° premio al concorso Percorsi dell’innovazione a Smau (Milano, novembre 2011).

Gianluca Cecchetti www.liquidweb.it
Speriamo quindi in breve tempo di poter integrare questo articolo in base ai nuovi sviluppi prospettati.

http://www.leonardoausili.com/approfondimenti/controllo-cerebrale-e-tecnologia-assistiva

SIGHTCITY 2013: QUALI NOVITA’ NEL CAMPO DEGLI AUSILI PER LA VISTA?

Si è svolta nei giorni scorsi a Francoforte la decima edizione della fiera annuale SightCity, che raccoglie ogni anno nell’immenso aeroporto tedesco e nel suo esteso indotto non solo produttori, distributori e utilizzatori tedeschi di ausili per l’area vista, ma anche molto visitatori stranieri attratti dalla forte presenza di produttori internazioniali, presenti sia in appoggio a distributori locali, sia autonomamente, soprattutto per la presentazione di un nuovo prodotto o di idee innovative.

In un mercato rimasto relativamente fermo fino ad oggi nel proporre forte innovazione, si assiste in questi ultimi tempi ad una evoluzione più rapida e decisa verso due diverse direzioni: da un lato il dilagare dell’alta definizione in tutti i dispositivi per l’ingrandimento, e dall’altra la rielaborazione di quanto già esiste perchè si adatti o si fonda con i dispositivi che oggi stanno invadendo letteralmente il mercato della tecnologia, e cioè tablet e smartphone.

Inoltre, lentamente, emerge anche in questo settore il piacere estetico evidenziato da una crescente attenzione alla decorazione ed al design,aspetto cui il mercato italiano si è sempre innegabilmente mostrato sensibile e che ha influito non poco sul successo di videoingranditori e non solo.

Ecco allora che accanto a smartphone e tablet che si trasformano a tutti gli effetti in videoingranditori portatili se combinati ad apposite applicazioni e supporti, compaiono dispositivi che sempre più includono la compatibilità e la possibilità di interazione con questi (dai videoingranditori alle tastiere braille).

La diffusione dilagante di tablet e smartphone sta fortemente influenzando il design anche di videoingranditori tascabili e portatili, il cui spessore va riducendosi e le cui linee si semplificano sempre più.

Un’altra evidente contaminazione è la tendenza ad inserire i comandi touch anche nei videoingranditori da tavolo, così come quello di renderli multifunzione: non più solo ingrandimento da vicino o solo OCR; oggi molti produttori si orientano verso videoingranditori multifunzione, magari con comandi touch. Vicino, lontano, specchio, ocr, sintesi vocale; magari con la possibilità di udire pronunciate le parole ingrandite sullo schermo dopo averle selezionate con il tocco.

Ed infine ecco la comparsa di oggetti la cui unica caratteristica peculiare è il piacere estetico che la linea o la decorazione particolare possono procurare: orologi tattili che diventano gioielli, linee di oggetti già noti arricchite da decorazioni allegre ed eleganti.

milestone special edition

Una evoluzione, questa, già avvenuta da tempo nel campo degli ausili per la mobilità e trascurata fino ad oggi in quello delle disabilità visive, nella convinzione che non consistesse in una caratteristica apprezzata dagli utilizzatori. Piace vedere che fa il suo ingresso, ed ancor più piace vedere la calda accoglienza che le viene riservata.

In tutto ciò, un unico dubbio: dispositivi eleganti, lineari, belli, leggeri, ricchi di funzioni…il timore è che non possano rispondere alle esigenze di una utenza composta da persone anziane che hanno ancora bisogno di feedback tattile, pochi pulsanti evidenti e con contrasti elevati. Funzioni semplici, un oggetto per una funzione.

Ecco: non dimentichiamoli. Via via i nuovi utilizzatori saranno sempre più avvezzi a nuovi tipi di interazione ed interattività, ma ancora occorre tempo perchè la loro  totalità (o quasi: assurdo trascurare le minoranze in questo settore) si destreggi abilmente con Skype e Facebook e con la nuova tecnologia, come ci ha mostrato di saper fare un signore ultranovantenne con gravi problemi di vista che abbiamo avuto il vero piacere di incontrare solo pochi giorni fa.

Non tutti, non ancora…

 

 

Dott.ssa Cristina Sassi  c.sassi@leonardoausili.com

http://www.leonardoausili.com/approfondimenti/sightcity-2013-quali-novita-nel-campo-degli-ausili-la-vista

Lim e Inclusione: LA LIM IN CLASSE OGNI GIORNO

di: Paola Angelucci e PieroCecchin – ASPHI Bologna

L’esperienza di una scuola di Porretta Terme (BO) dimostra come la didattica con l’uso di tecnologie innovative, tra cui la LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) può migliorare la partecipazione di tutti gli alunni, disabili compresi.

La Lavagna Digitale in classeNella scuola entrano strumenti nuovi. La LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) e il materiale ad essa connesso (software, videoproiettore e document camera, una microcamera che può ”catturare” oggetti reali e inserirli nello schermo della lavagna) hanno cambiato, in positivo, il modo di fare lezione in una scuola primaria di Porretta Terme. Questo è potuto avvenire secondo un principio semplice: la LIM non si sostituisce all’insegnante, ma lo aiuta a potenziare il suo modo di fare lezione. Di fatto entra a scuola come uno strumento che inizialmente può essere utilizzato come una lavagna tradizionale, ma che da subito offre tante potenzialità in più, a vantaggio sia del modo di lavorare degli insegnanti e della loro creatività, sia di tutti gli alunni, disabili compresi. L’esperienza che raccontiamo in questo articolo è segnata da molto entusiasmo: sia da parte degli operatori ASPHI che, recandosi in loco a più riprese, hanno avviato e gestito il progetto; ma anche da parte degli insegnanti e dei genitori, subito “conquistati” dai risultati raggiunti. L’impegno di tutti ha permesso, come vedremo, di realizzare un progetto molto interessante.

 

La “scoperta” della LIM

Chiediamo dunque di raccontarci la sua esperienza ad Emanuele Dalla Verità, insegnante di area logico-scientifica nell’ambito della scuola primaria presso l’Istituto Comprensivo di Porretta Terme, che, insieme alla collega Claudia Vignali, insegnante di sostegno, più di altri si è impegnato in prima persona in questo progetto.

“Il tutto è nato quando, quattro anni fa, abbiamo aderito, come istituto, al progetto che ci presentava la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, che aveva proposto alle scuole di ottenere una LIM o, in alternativa, alcuni computer per allestire dei laboratori. Poiché la nostra scuola aveva già laboratori attrezzati, è stata scelta la LIM, un nuovo dispositivo tecnologico di cui avevamo solo sentito parlare vagamente. Abbiamo quindi ottenuto la nostra prima lavagna digitale e io ho seguito un corso per il suo utilizzo. Ci siamo subito resi conto che avere una sola LIM per tutta la scuola sarebbe stato un po’ limitativo. Si è scelto di non collocarla nell’aula di informatica, ma piuttosto in biblioteca, in quanto non doveva servire “per l’informatica”, ma per migliorare il modo di fare lezione in tutte le materie. Avendone una sola, le varie classi, a turno, potevano recarsi in biblioteca per assistere a delle dimostrazioni o per trovare informazioni su internet, ma questa modalità d’uso era solo un pallido esempio di quello che si sarebbe potuto fare con un’attività quotidiana nella didattica. Era dunque necessario portare la LIM nell’aula e questo è avvenuto circa un anno dopo, anche con il supporto di ASPHI”.

 

La lavagna digitale in classe

“Tramite l’Ufficio Scolastico Provinciale di Bologna – prosegue l’insegnante – abbiamo conosciuto gli esperti di ASPHI con cui è partito un progetto che è tuttora in corso, sull’uso delle LIM nella didattica e per l’integrazione di alunni con disabilità.

Le persone di ASPHI sono venute presso la nostra scuola per valutare le nostre esigenze e aiutarci a sviluppare il progetto. Per consentire l’avvio del progetto ASPHI ha messo a disposizione una LIM (una lavagna Smart “touch” che può essere agita direttamente con le dita della mano) e una document camera, da collocare in un’aula in cui fossero presenti anche alunni con disabilità. Ho seguito in prima persona questa iniziativa, con il pieno supporto della dirigente, delle colleghe e in stretta collaborazione con l’insegnante di sostegno. Per la collocazione della LIM e degli altri strumenti fu scelta una classe prima (una delle due che allora seguivo). Nella classe erano presenti un’alunna con disabilità motoria che, non potendo usare la penna, per scrivere utilizzava la tastiera di un computer ed inoltre un alunno caratterizzato da una forte iperattività, che gli impediva di seguire con profitto le lezioni.

Siamo stati allora supportati da ASPHI che ha fornito attività di consulenza presso la nostra scuola e ci ha offerto la possibilità di partecipare presso la loro sede di Bologna ad un corso di formazione sul tema “Aula digitale inclusiva con la LIM”.

Ben presto e senza grossi sforzi, ho iniziato ad utilizzare la LIM che, a questo punto, avevo in classe. Già dopo il primo mese si potevano osservare le differenze tra le due classi prime in cui insegnavo, una con la LIM e l’altra senza. C’era infatti un modo diverso di affrontare la lezione, sia da parte degli insegnanti (che erano gli stessi nelle due classi) che dei bambini: più attenzione, maggiore interesse e soprattutto risultati molto positivi con i due bambini con disabilità.

È sorta quindi in noi l’esigenza (e la volontà), supportati in pieno anche dalla nostra dirigenza scolastica, di porci l’obiettivo di dotare di una lavagna interattiva anche l’altra classe prima in cui insegnavo e a settembre è stata acquistata un’altra LIM, attraverso i fondi di un progetto “I Care”.

A quel punto il collegio dei docenti della scuola ha preso atto che l’introduzione di nuove LIM sarebbe stato un fatto positivo anche per le tutte le altre classi. Quindi, con l’aiuto dei genitori, sono state varate diverse iniziative (feste, raccolte di fondi, ecc.), con risultati lusinghieri. Con le attività dello scorso anno scolastico (2008-2009), siamo riusciti ad acquistare altre 7 LIM. Parallelamente, abbiamo progredito nella valorizzazione delle potenzialità di questi strumenti. Inoltre abbiamo assunto il ruolo di formatori per insegnanti di altre scuole, primarie e secondarie di primo grado, del circondario, che erano anch’esse interessate alla didattica con la LIM. Al momento abbiamo 8 LIM nella scuola primaria su 10 classi, una nella piccola scuola dell’infanzia (3 sezioni) e altre 3 LIM, grazie al piano del MIUR, nella secondaria di primo grado. Tutto ciò in aggiunta alla lavagna digitale di cui ho parlato inizialmente, che è sempre collocata in biblioteca e che ora viene utilizzata dalle classi che ancora non hanno la lavagna digitale in aula”.

 

I bambini seguono con interesse e partecipazione la lezioneDal “vecchio” utilizzo alle nuove potenzialità

Ma come è avvenuto, in pratica, il passaggio alla LIM e come è cambiata la didattica grazie ad essa? “Secondo la mia esperienza, inizialmente – risponde l’insegnante – è importante che il punto di partenza sia il più semplice possibile: la LIM può essere utilizzata come una normale lavagna di classe, ma con tutte le potenzialità in più offerte dal digitale, come ad esempio la possibilità di salvare le pagine della lezione per poi riprenderla, corredare la spiegazione con immagini efficaci, o filmati… È, insomma, uno strumento in più a supporto della lezione ed è in questa veste che può essere presentata ai docenti. Bisogna puntare su un utilizzo della LIM nella didattica quotidiana, dal quale è inevitabile che emergano enormi potenzialità, compresa la possibilità di attingere al mare di risorse presenti su internet. C’è un vantaggio evidente, ad esempio, nella lezione di storia, o di scienze, o di lingue, nel poter far vedere immagini e video per catturare l’attenzione degli studenti e facilitare la comprensione dei contenuti; oltre alla possibilità di favorire un coinvolgimento più attivo degli alunni perché vengono utilizzati anche linguaggi a loro familiari. E pensiamo inoltre ai vantaggi per il lavoro dell’insegnante: prima della LIM, se dovevo preparare una lezione di storia, dovevo cercare a casa libri e materiale vario e poi portarli, farli girare tra i banchi….Ora su Internet impiego un attimo a trovare ciò che mi serve e a condividerlo con l’intera classe!

Anche in materie come la matematica, che io insegno, per la quale può sembrare meno evidente l’utilità della LIM, è invece vero il contrario. A parte l’ovvio discorso della geometria, con le immagini sia piane che tridimensionali che ora è possibile far vedere e ruotare nello spazio, pensiamo alla facilità con cui può essere spiegato il concetto di proprietà commutativa.

Con la LIM diventa tutto più intuitivo: prendo i 2 numeri e li cambio di posizione con un semplice tocco delle dita sulla superficie della lavagna, non c’è bisogno d’altro. Io poi uso la LIM anche per “i problemi”, partendo da situazioni reali. Ad esempio, in seconda, abbiamo fatto una serie di foto in esterno in cui i bambini potevano riconoscersi e su queste abbiamo costruito dei problemi reali da risolvere. Abbiamo anche filmato il pulmino scolastico che arrivava e da cui scendevano i bambini; poi abbiamo riportato il filmato sulla lavagna e ci abbiamo lavorato, contando quanti scendevano, quanti maschi e quante femmine, arrivando così ai concetti di addizioni e di insiemistica. Il problema della didattica di oggi è di renderla più vicina ai bambini, soprattutto in materie come la matematica, che possono sembrare troppo aride o astratte”.

 

Una tecnologia facile e per tutti

Esercitazione in classe con la LIM“Naturalmente – continua Dalla Verità – quando parlo di LIM, parlo del sistema completo di cui è dotata la nostra classe: lavagna, proiettore, computer, document camera. Quest’ultima serve a “catturare” oggetti reali (in formato immagine o video) per utilizzarli all’interno della lezione. Ad esempio con i bambini della scuola dell’infanzia, abbiamo acquisito sullo schermo l’immagine di un giochino che ogni bambino si era portato da casa e con questi abbiamo lavorato. Un altro utilizzo molto valido della document camera è la lettura di un libro: proiettare sulla LIM una pagina che i bambini devono leggere e seguire insieme la lettura, attira l’attenzione molto di più rispetto alla lettura individuale”.

Quali, in particolare, i vantaggi per i bambini con disabilità? “In primo luogo, quello della socializzazione: alla lavagna si può andare in più di uno e si può formare subito un gruppo in cui collaborare. Nel caso specifico della bambina con disabilità motoria che non avrebbe potuto impugnare correttamente una penna, è stato utile incoraggiarla a lavorare direttamente con la mano consentendole di stare alla pari con gli altri compagni, sia nel toccare direttamente le immagini e sia nell’uso del computer su cui è competente.

Anche il bimbo iperattivo, attratto da questo nuovo strumento, ha migliorato sensibilmente la sua capacità di attenzione. Abbiamo osservato miglioramenti nei bambini con disabilità in tutte le classi. A questo proposito, vorrei ricordare anche l’esperienza molto bella che stanno facendo con la LIM nella scuola dell’infanzia, dove per un bambino con grave pluridisabilità è stato impostato un percorso educativo, per l’acquisizione di alcune autonomie di base. Facendo leva sull’attenzione ai suoni che il bimbo dimostra, si cerca, nella logica della ricerca azione, di creare una associazione immagine – suono che possa essere vissuta in forma di gioco, prima su oggetti reali e poi su oggetti virtuali, utilizzando la LIM. Per questo caso è stato fondamentale l’apporto di ASPHI per la consulenza sull’uso delle tecnologie, per la formazione e il supporto costante (nella costruzione delle attività didattiche) agli insegnanti e ai tirocinanti. Naturalmente il tutto è stato fatto in accordo con la famiglia e i servizi del territorio che si occupano del bambino con difficoltà”.

 

Come proseguire

L’esperienza di questa scuola è stata talmente positiva che le idee sono chiare. “L’obiettivo principale per il futuro – spiega Dalla Verità – che speriamo di raggiungere entro il prossimo anno, è di dotare tutte le classi del nostro istituto scolastico di una LIM. Ora stiamo iniziando, sempre col supporto di ASPHI, a lavorare per consentire la partecipazione di bambini che in alcune situazioni non possono frequentare la scuola. In particolare stiamo lavorando, tra l’altro, per la documentazione di ciò che avviene in classe (registrazione audio video delle lezioni), che ci è stata utile perché abbiamo avuto un caso in cui un bambino è stato assente per una decina di giorni per problemi di salute. Per aiutarlo a mantenere un contatto con la classe, abbiamo installato sul suo portatile i programmi utili e gli abbiamo fatto avere l’intero file delle lezioni. L’esperienza è stata davvero positiva, perché al rientro del bambino abbiamo riscontrato che dal punto di vista dei contenuti era rimasto al passo con i compagni. Su questa nuova opportunità di lavoro è importante riflettere per comprendere meglio come migliorare la didattica, nel rispetto delle esigenze di tutti gli alunni.

In conclusione, volendo dare una valutazione di questa esperienza, che io ritengo davvero positiva, vorrei ricordare che, se è vero che la LIM richiede una formazione attenta e specifica, è però anche uno strumento davvero utilizzabile da tutti perché, oltre agli innumerevoli esempi di attività didattiche, ha già, in dotazione, tutta una serie di funzioni, di proposte di lavoro, di oggetti animati che interagiscono con i bambini e che possono essere riadattati, rendono molto più interessanti le ”solite” lezioni.

Naturalmente la LIM rimane uno strumento informatico interattivo. Il docente ancora più di prima è il regista della didattica, è lui che decide, gestisce e sceglie cosa fare con questi strumenti e come usarli. Personalmente penso che la competenza e la fantasia dei docenti vengano potenziate grazie all’uso di questi strumenti interattivi.

Per quanto riguarda la mia esperienza, vorrei concludere sottolineando non solo il mio coinvolgimento, quello della scuola tutta e degli esperti ASPHI, ma anche dei genitori che ci hanno sempre supportato e che hanno capito subito le potenzialità di questo strumento e la ricaduta positiva che poteva esserci sui loro figli”.

Per informazioni sul progetto: pangelucci@asphi.it

http://www.asphi.it/ASPHInforma/N.40/p05_Lim.html