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Il Blog a scuola. Riflessioni I (Edizioni Erickson)

Annata n. 75 aprile/maggio

n. 75 aprile/maggio »

[26 mag 2011 | Carmen Holotescu (University Politehnica/Timsoft) and Gabriela Grosseck (West University, Timisoara, Romania) ]
EditorialeQuesto numero di Form@re propone ai suoi lettori sei interessanti articoli su una delle tecnologie più affascinanti degli ultimi anni: il microblogging. Gli autori – docenti universitari, ricercatori ed esperti – discutono le implicazioni di Twitter e delle altre piattaforme e servizi di microblogging nell’ambito dell’educazione. Oltre alle finalità generali, condivise da tutti gli autori, di esplorare in che modo il microblogging può essere inteso come una tecnologia per l’insegnamento, questo numero si concentra in particolare sulla questione se e come il microblogging può supportare l’apprendimento e il miglioramento del processo di formazione degli studenti.

n. 75 aprile/maggio »

[26 mag 2011 | Ilona Buchem, Beuth University of Applied Sciences, Berlino, Germania ]
Abstract. Il presente contributo introduce il concetto di apprendimento fortuito nel contesto di microblogging e discute le potenzialità di scoperte impreviste e inattese per l’apprendimento. L’apprendimento fortuito, come sottoinsieme dell’apprendimento incidentale, fa riferimento a un apprendimento che avviene tramite l’acquisizione di nuove intuizioni, con la scoperta di aspetti sconosciuti e il riconoscimento di connessioni apparentemente non correlate.
[26 mag 2011 | Malinka Ivanova, Technical University – Sofia, College of Energetics and Electronics ]
Abstact. L’uso dell’hashtag nei messaggi di Twitter sta crescendo tra la comunità educativa per vari motivi. Esplorare e capire come l’hashtag possa facilitare l’organizzazione dell’apprendimento e dell’auto-apprendimento è l’obiettivo principale di questo contributo. Vengono esaminati diversi strumenti disponibili online per la gestione dell’hashtag: la loro analisi ed utilizzazione può supportare l’assemblaggio di conoscenze e la costruzione di una rete di apprendimento.
[26 mag 2011 | Carmen Holotescu, Politehnica University of Timisoara e Gabriela Grosseck, West University of Timisoara, Romania ]
Abstract. Negli ultimi anni la tecnologia del microblogging ha dimostrato di essere la più audace protagonista nell’ambito dei social media. In tale ambito il servizio di maggior successo, capace di suscitare l’interesse dei professionisti del settore educativo, è Twitter. Sono state implementate varie piattaforme di microblogging dedicate alla formazione, quali Edmodo, Plurk, Cirip.eu o Twiducate.
[26 mag 2011 | Martin Ebner, Thomas Altmann, Selver Softic, Graz University of Technology, Austria ]
Abstract. In questo lavoro facciamo un resoconto su un’applicazione che permette un’analisi automatica del contenuto dei media sociali. In questa prima fase di sviluppo il nostro lavoro si concentra su dei dati relativi a Twitter (1), in quanto è attualmente la piattaforma di microblogging più popolare e maggiormente in crescita. Dopo un’introduzione di tipo generale, vengono esaminati i tweets di una conferenza di e-learning. Si mira a mostrare se sia possibile o no ottenere informazioni significative da un gruppo di post. Questo lavoro arriva alla conclusione che l’estrazione di una parola chiave può essere presa come base per ulteriori investigazioni e trattamento dei dati.
[26 mag 2011 | Terry Freedman, consulente ICT ]
Abstract. In questo articolo, Terry Freedman guarda alle modalità con cui servizi di microblogging come Twitter, Edmodo e Cirip vengono utilizzati nei processi formativi, sia in aula sia per lo sviluppo professionale. Sebbene il microblogging, a prima vista, non si presenti particolarmente utile per l’insegnamento e l’apprendimento, si dimostra vero esattamente il contrario.
[26 mag 2011 | Wolfgang Reinhardt e Matthias Moi, Università di Paderborn, Computer Science Education Group, Paderborn, Germania e Nina Heinze, Knowledge Media Research Center, Tübingen, Germania ]
Abstract. Nonostante i massicci cambiamenti sociali e tecnologici che si sono verificati a causa del Web negli ultimi anni, i corsi universitari spesso enfatizzano metodi di insegnamento da tempo consolidati e basati su strumenti di apprendimento e risorse tradizionali. Durante tali corsi gli studenti spesso acquisiscono una conoscenza che non è aggiornata e che è lontana da un apprendimento realistico, basato su problemi. L’uso di strumenti e metodi più recenti spesso rimane fuori dalla padronanza degli studenti. In questo contributo si descrive brevemente l’impostazione sperimentale di un seminario in due università tedesche dove l’uso di Social Media per la comunicazione e la collaborazione è stato saldamente integrato alla progettazione di un percorso di apprendimento formale. Si illustra, inoltre, l’utilizzo di Twitter durante il seminario, usando metodologie riprese dalla Social Network Analysis.
[26 mag 2011 | Andreas Robert Formiconi, Università di Firenze ]
  Abstract. L’articolo prende le mosse dalla distinzione proposta da Lawrence Lessig fra Internet e ciberspazio, dove quest’ultimo viene descritto come luogo di partecipazione e produzione di significato, ben oltre le tipiche funzionalità di Internet, riconducibili alla ricerca di risorse e …
[26 mag 2011 | Filippo Bruni, università degli studi del molise ]
Abstract. Quali sono gli scenari possibili per i blog didattici? I social network in generale e servizi di microblogging più in particolare costituiscono una radicale alternativa o sono pensabili processi di integrazione? Il tentativo di individuare similitudini e differenze tra blog e social network/microblogging apre la prospettiva di una valorizzazione del microblogging per le attività di formazione in una logica di integrazione con altri strumenti.

Una griglia per la valutazione del raggiungimento delle abilità di blogging

L’uso dei blog è ormai molto diffuso in diversi ambiti e da anni anche gli insegnanti “più tecnologici” ne fanno un uso abbastanza regolare. Inoltre, gli studenti curano spesso dei propri spazi in rete, inserendovi i loro pensieri, le loro ambizioni e molte delle cose che passano loro per la testa.

Esistono anche degli spazi che permettono ai bambini di avere un proprio blog da curare, limitando alcuni contenuti e la possibilità di imbattersi in qualcosa che non sia in linea con la finalità della loro presenza in rete.

L’attività di blogging dei docenti, se costante, può avere delle ottime ricadute didattiche, in quanto permette agli allievi di essere sempre informati su quanto effettuato in classe e di scambiarsi informazioni di varia natura. Può essere uno strumento per suggerire approfondimenti e risorse ben fatte reperibili in rete.

Inoltre, è possibile guidare gli studenti nella realizzazione e manutenzione di un proprio blog personale, in linea con i fini didattici e valutabile secondo dei precisi criteri stabiliti a priori.

Prima di invitare gli allievi a utilizzare un blog didattico o a gestirne uno personale, il docente dovrebbe avviare alcuni interventi di informazione circa la privacy in rete, soffermandosi anche sulle varie licenze.

Di seguito viene proposta una griglia da utilizzare per attribuire una valutazione all’uso dei blog nella didattica. La griglia può essere utilizzata anche come spunto per alcune idee su come utilizzare i blog e su quali sono i parametri fondamentali per la cura di un blog di qualità.

Link alla griglia di valutazione

Dieci consigli per introdurre il blogging nelle proprie classi e sulle informazioni da fornire agli alunni prima di utilizzare i blog didattici

Alcuni insegnanti, pur essendo incuriositi dall’uso delle nuove tecnologie, spesso non si trovano le giuste motivazioni per farne un uso più o meno largo in classe. In particolare, l’uso dei blog, sempre più diffuso in ambito didattico, richiama spesso l’attenzione di molti docenti. Di seguito vengono proposti alcuni consigli su come utilizzare, gradualmente, i blog nelle proprie attività didattiche e sulle tematiche imprescindibili da trattare prima della costruzione e dell’uso di un blog didattico.

1. Avvio graduale delle attività

Non è possibile, all’inizio, riuscire a padroneggiare bene gli strumenti, ma è necessaria una certa pratica. Per tale ragione bisogna accontentarsi di ciò che si riesce a fare ed evitare i confronti con i blog già ben avviati e completi.

Sarebbe bene iniziare con semplici messaggi contenenti testo e immagini, per passare alla fase dell’inserimento degli strumenti del web 2.0 e dell’incorporamento.

2. Varietà delle tematiche

Inserire post che riguardino i vari contenuti della propria disciplina o anche di curiosità tratte dalla rete o dalla cronaca. Far sì che il blog possa diventare anche un luogo di pianificazione e di riferimento per il proprio lavoro in classe.

3. Aggiornamenti regolari

L’inserimento di sporadici post all’interno del blog non accresce la motivazione degli studenti, in quanto non lo considerano più un elemento importante da seguire nel loro percorso formativo. Per tale ragione è necessario un aggiornamento costante e che introduca elementi di novità. Importante è anche il ruolo dei commenti, per tale ragione ci si deve impegnare a rispondere a tutti quelli postati dagli studenti, senza far passare troppo tempo.

4. Uso locale del blog

Prima di imbattersi nelle collaborazioni con altri blog, è bene avere una certa dimestichezza nella gestione del proprio blog di classe. Successivamente è importante la collaborazione perché permette agli allievi di confrontarsi con altri coetanei sulle stesse tematiche e di migliorare il loro senso critico.

5. Iniziare con un blog di classe

Prima di costruire un blog unico per tutte le proprie attività di insegnamento, sarebbe bene costruire il blog delle singole classi. Questo permetterà ai propri discenti di acquisire delle adeguate competenze di blogging che, successivamente, potranno utilizzare per la gestione del loro blog personale.

6. Discutere circa la qualità dei commenti

Bisogna rendere consapevoli gli studenti circa l’importanza dei commenti all’interno dei post di un blog. Per tale ragione è bene soffermarsi su come e quando commentare, sulla funzione di feedback di ciascun commento e su come esso possa essere fondamentale per richiedere aiuto al docente e ai compagni.

7. Affrontare il tema della sicurezza in rete

Prima di utilizzare i blog didattici bisogna trattare il tema della sicurezza in rete e il tema del copyright. Gli studenti devono essere in grado di mantenere il giusto comportamento in rete e i blog possono essere un buon modello per sperimentare i comportamenti adeguati per muoversi nel mondo di Internet. L’uso di opportune netiquette è particolarmente indicato.

8. Collaborare

Soprattutto nelle prime fasi non esitare a chiedere la collaborazione di colleghi o di studenti più esperti. In certi casi, è anche possibile e più utile avere il blog di classe in co-gestione, attribuendo determinati compiti a studenti che hanno maggiori competenze informatiche.

9. Spazi di condivisione

Il blog didattico deve contenere degli appositi spazi di archiviazione dei materiali per far sì che gli studenti possano reperire in maniera abbastanza agevole ciò che può essere utile per l’apprendimento a casa.

10. Sperimentare quanto si ritiene più opportuno

Acquisite le competenze di base e in un’ottica di miglioramento, arricchire sempre più il proprio blog favorendo il confronto tra gli utenti e la collaborazione con gli altri colleghi.

Il Blog a scuola. Riflessioni II (Edizioni Erickson)

Annata n. 69 giugno

n. 69 giugno »

[28 giu 2010 | a cura di F. Bruni, Università del Molise ]
EditorialeQuesto numero di Form@re, che riprende in una nuova prospettiva il tema dell’utilizzo didattico del blog, nasce da una serie di segnalazioni, pervenute attraverso i più diversi canali, di esperienze realizzate nelle scuole italiane. È possibile …

n. 69 giugno »

[28 giu 2010 | di Simone Ariot, Liceo scientifico «G.B. Quadri», Vicenza ]
Abstract. Come possiamo cambiare modalità di insegnamento ormai inefficaci? Il blog è semplice, economico e funzionale: tali caratteristiche lo rendono uno strumento/ambiente di apprendimento interessante per innovare la didattica. Da questa prospettiva, l’articolo presenta una pratica realizzata in una scuola secondaria di secondo grado relativa alla lettura/analisi di romanzi come punto di partenza per esercizi di scrittura creativa da parte degli studenti.
[28 giu 2010 | di Chiara Abrardi, Associazione culturale «Progetto e Materia» ]
Abstract. L’articolo prende in esame i tornei di scrittura collettiva e grafica per le scuole condotti tramite blog negli anni 2007/2008 e 2008/2009. Tali tornei, coordinati dall’associazione culturale «Progetto e Materia» in collaborazione con il 3° Circolo Didattico di Ivrea, hanno vinto il premio «Gold 2009» come esperienza didattica più innovativa nell’area dell’educazione linguistica. La costruzione delle fiabe è stata strutturata in base agli schemi narrativi e alle funzioni dei personaggi individuati da Propp e Greimas ed è avvenuta mediante l’interazione tra classi-squadra che inserivano i propri contributi sotto forma di commento nei blog predisposti dall’associazione. La scelta del blog come mezzo di costruzione collettiva della fiaba faceva invece riferimento a considerare internet come una fonte di informazioni da utilizzare in modo attivo e per favorire la condivisione di idee e risorse.
[28 giu 2010 | di Giuseppe Albezzano, Istituto di Istruzione Secondaria Superiore «Boselli Alberti Pertini», Savona ]
Abstract. Un blog che viene usato come strumento didattico. Non solo bacheca o archivio di risorse didattiche digitali per chi insegna economia aziendale, ma anche diario e documentazione della vita della classe vista dall’interno, e aiuto didattico per gli insegnanti: tutto questo è Il raglio del prof.
[28 giu 2010 | di Gianni Godoli, Liceo Classico «Dante Alighieri», Ravenna e Maria Acunzo, Istituto Comprensivo «G. Puccini» ‒ Scuola Primaria «Bottego», Parma ]
Abstract. Lo scopo di questo contributo consiste nel descrivere due pratiche relative all’uso didattico del blog provenienti dalla comunità di BlogER. La prima pratica, centrata sull’insegnamento del latino, mostra un contesto di uso diffuso del blog all’interno della scuola. La seconda si caratterizza per l’importanza attribuita alla comunicazione con le famiglie e all’uso delle immagini.
[28 giu 2010 | di Renato Murelli, gestore del sito Software Didattico Free, già docente presso l’Istituto Comprensivo «M. Montanari», Sannazzaro de’ Burgondi (PV) e Giovanna Arcadu, Istituto Comprensivo, Pattada (SS) ]
Abstract. In questo contributo sono descritte due esperienze relative all’uso del blog provenienti dalla comunità di BlogDidattici… AppassionataMente. La prima esperienza analizza l’evoluzione di un blog da strumento per la classe a blog di segnalazione di software didattico. La seconda mostra come l’uso didattico del blog, partendo da uno specifico approccio disciplinare, si apra comunque ad altre dimensioni dei processi di insegnamento e apprendimento.
[28 giu 2010 | di Carmen Taurino, Liceo Scientifico-Tecnologico «V. Lilla», Oria (Br) ]
Abstract: L’insegnamento del latino è spesso legato a schemi tradizionali che allontanano gli studenti dalla cultura classica. I metodi di insegnamento vanno rinnovati per coinvolgere gli studenti. Da questa prospettiva un blog di latino può essere uno …

Il Blog a scuola. Riflessioni (Edizioni Erickson)

n. 67 marzo/aprile »

[26 mar 2010 | a cura di F. Bruni, Università del Molise ]
EditorialeÈ stato osservato che «gli anni tra il 2005 e il 2006 sono stati il periodo dell’esplosione della “blogosfera” […] anche nell’ambito formativo» (Sancassani e Casiraghi, 2008, p. 32). E molte altre potrebbero essere le dichiarazioni a …

n. 67 marzo/aprile »

[26 mar 2010 | di Antonio Fini, LTE Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione, Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Firenze ]
Abstract. L’articolo intende fornire una introduzione allo studio delle dinamiche dell’interazione sociale in rete, viste attraverso le diverse dimensioni del soggetto, ovvero della persona che utilizza le opportunità espressive e comunicative offerte dalle tecnologie per affermare e rafforzare la propria identità; del gruppo, già ben nota entità che in rete trova nuove modalità operative; del network, livello oggi molto enfatizzato dal boom dei sistemi di social networking, per giungere al collettivo: il grande spazio informativo e comunicativo offerto dai multiformi servizi del web 2.0.
[26 mar 2010 | di F. Bruni, Università del Molise ]
Abstract. L’individuazione di modalità che raccordino l’apprendimento formale con quello informale è un problema ancora aperto. Da questo punto di vista, la natura ibrida del blog, che media tra modalità tecnologicamente innovative e approcci tradizionali, offre possibilità ancora non pienamente valorizzate legate alla costruzione dell’identità tramite strategie narrative. Alcuni usi didattici del blog, ad esempio come knowledge management o come portfolio, sottolineano il legame tra formale e informale.
[26 mar 2010 | di Annarita Celeste Pugliese, Università degli Studi di Bari ]
Abstract. Questo articolo intende esaminare le potenzialità didattiche dei blog nell’ambito concettuale offerto dal Modello della comunità virtuale di ricerca, basato sull’interazione di tre elementi fondamentali: presenza cognitiva, presenza sociale e presenza didattica. Recenti ricerche sul rapporto tra identificazione sociale e apprendimento mostrano come i due processi siano interrelati e implicati reciprocamente. I blog didattici ben rappresentano questo approccio, a causa delle loro specifiche caratteristiche in grado di generare conoscenza, ricerca collaborativa, pratiche condivise, appartenenza al gruppo, senso di comunità.
[26 mar 2010 | di Andreas Robert Formiconi, Università di Firenze ]
Abstract. Si descrivono alcuni aspetti tecnici relativi al metodo di insegnamento della blogoclasse. Con questo metodo si rinuncia al modello di insegnamento convenzionale basato su relazioni insegnante-studenti unidirezionali, caratterizzato da uno scarso grado di personalizzazione, centrato sulla figura dell’insegnante e dove gli studenti giocano un ruolo sostanzialmente passivo. In sintesi, la blogoclasse è una comunità di pratica e come tale essa richiede delle attenzioni particolari. Dal punto di vista tecnico, la blogoclasse si realizza mediante l’impiego di blog, feed syndication e qualche altro strumento web 2.0. Tutti gli studenti e il medesimo insegnante mantengono un blog che devono utilizzare nello svolgimento del corso. Poiché la blogoclasse è una cosa viva, è molto importante concepirla e osservarla come un tutto, in modo da farla crescere adeguatamente, concentrandosi in particolare sulle relazioni fra studenti e sulla sua natura di rete. In questo lavoro si discutono alcuni aspetti tecnici relativi al tracciamento delle attività e ai processi di rete che hanno luogo nella blogoclasse.
[26 mar 2010 | di Maria Teresa Bianchi, Sergio Tardetti, Carla Astolfi, Maria Giuseppina (Teresa) Catalini, Leila Moreschi, Maria Luisa Necchi ]
Abstract. Un blog è molto spesso un’isola, uno spazio privato nel quale l’autore racconta se stesso, uno strumento poco idoneo per essere utilizzato in didattica. La scommessa di BlogDidattici è stata quella di fare del blog un ambiente di apprendimento cooperativo. La storia di BlogDidattici è un racconto a più voci di esperienze formative personali che si intrecciano tra il virtuale e il reale.
[26 mar 2010 | di Chiara Friso, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano ]
Abstract. Il contributo ricostruisce lo scenario del fenomeno dei blog didattici ripercorrendo le tappe che ne hanno caratterizzato la nascita e stimolato lo sviluppo, a livello internazionale e nazionale, e soffermandosi sulla presentazione delle principali produzioni bibliografiche che hanno accompagnato e narrato tale percorso evolutivo.

Microblogging: può avere risvolti didattici?

Oggi vi presento un interessante articolo sul microblogging tratto da form@re

Questo numero di Form@re raccoglie, come indicato dall’editoriale di Carmen Holotescu e Gabriela Grosseck, sei interventi, tutti relativi al microblogging, in cui si documenta come a livello europeo esistano una serie di esperienze e di risorse da un lato consolidate, dall’altro in forte evoluzione.
In relazione al contesto italiano, quale tipo di pratiche e di osservazioni è possibile presentare? E quali stimoli è possibile trarre per ulteriori sperimentazioni? Il prossimo numero di Form@re offrirà una versione in lingua italiana dei contributi qui proposti, ma vorrebbe essere anche l’occasione per un’ulteriore riflessione attenta alle esperienze e ai dibattiti legati al contesto italiano. In tal senso i contributi presenti in questo numero aprono e offrono delle prime risposte a tutta una serie di questioni. Provando, sia pure con una modalità fin troppo sintetica, a individuare i punti essenziali, possono essere segnalate tre domande.
Sull’uso didattico dei social network: come legare la dimensione informale a quella formale?
Henry Jenkins, in un suo recente lavoro, ha sottolineato lo scarto esistente tra l’apprendimento informale e i percorsi scolastici, individuando una serie di antinomie. Dal lato dell’apprendimento formale, c’è un atteggiamento spesso conservatore, comprensibilmente istituzionalizzato, lento nella sua evoluzione, inevitabilmente di natura burocratica e prevalentemente legato ad un contesto nazionale. Dal lato della dimensione informale, in cui la partecipazione a social network ha un peso rilevante, implica atteggiamenti innovativi, con strutture provvisorie, veloci nel loro evolversi e attente ad esigenze specifiche e localizzate (Jenkins et al., 2010, p. 72). Il fatto stesso di utilizzare categorie concettuali contrapposte è un segnale significativo più della distanza che della continuità tra questi due approcci. Del resto un uso sempre più diffuso e coinvolgente dei social network pone l’urgente problema di trovare un raccordo che non sia estemporaneo con i percorsi formali di apprendimento. Le osservazioni proposte da Ilona Buchem (Serendipitous Learning: Recognizing and Fostering the Potential of Microblogging) partono proprio da una forma di apprendimento tipica della dimensione informale, quella legata alla serendipity, ovvero alla dimensione inaspettata dell’apprendimento. Come giustamente sottolineato, il contesto offerto dal microblogging offre un ambiente sotto alcuni aspetti ideale per una tale forma di apprendimento: la quantità di informazioni, la ricca rete di relazioni sono sicuramente elementi che lo favoriscono. Ma proprio perché apprendimento non pianificato né da parte di chi studia né da parte di chi insegna, si presenta il problema di un raccordo con i percorsi formali: si tratta di capire «quanta parte di questo “attivismo”, spesso immediato e istintivo, che si esprime con filmati su YouTubefan fictionfan artnei forum, post e link negli ambienti di social networking, possa essere ricondotto all’interno del perimetro dei contesti formali di apprendimento per essere valorizzato ed indirizzato verso finalità coerenti rispetto al percorso educativo» (Marinelli e Ferri, 2010, p. 20). Una prospettiva interessante è quella indicata da Buchem quando ricorda che «non è solo l’abbondanza di una informazione diversificata, ma eventualmente anche una serie di caratteristiche personali che favoriscono l’apprendimento centrato sulla serendipity». In altri termini, hanno un peso significativo non solo gli interessi personali, ma tutte le competenze già consolidate da parte dell’individuo. Come promuovere percorsi formativi formali che permettano a una ricerca non pianificata di essere la più feconda possibile? Quali le interazioni già presenti? Quali strategie e tattiche mettere in atto per rafforzarle?