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“Ti racconto”… è un ebook e la mia esperienza

“Ti racconto” è il titolo di un ebook, realizzato dagli alunni di una classe V, per sviluppare l’apprendimento per competenze e il piacere della scrittura e studiare diventa piacevole, contrariamente a quanto spesso si dice.

Un nuovo monito per i giovani: siate affamati, siate folli e siate ribelli. Le giovani generazioni sono la forza motrice del cambiamento, da loro ci si aspetta che possano cambiare il mondo, il Paese e quindi la scuola.
La scuola si muove, o meglio non si muove, tra innovazione e tradizione. Nella scuola si parla di ICT, di apprendimento per competenze, di nuovo setting per la didattica laboratoriale, ma i fatti smentiscono le parole. La tradizione è la sicurezza dei modelli precedenti, ma di contro c’è la noia degli alunni. Non importa se i ragazzi a scuola si annoiano, tanto si sa, chi ha detto che studiare sia piacevole? Io insegno latino e greco e cerco di trasmettere ai miei alunni l’amore per lo studio, forte della convinzione che studiare nasce da un desiderio personale di voler imparare e dalla curiosità. Invitare gli studenti a essere affamati o ribelli non è l’esortazione alla trasgressione ma è l’invito a diventare protagonisti del dialogo educativo, dove insegnamento e apprendimento sono facce della stessa medaglia. La “curiositas” degli studenti come spinta naturale al sapere.
Così da alcuni anni ho deciso di prendere per mano i miei studenti, modificando il metodo, anche se le discipline che insegno sono tra le più “classiche” in una scuola “classica” per eccellenza: un liceo classico dove insegno latino e greco.

Il cambiamento per una didattica e-learning passa dagli strumenti multimediali utilizzati, familiari per un nativo digitale, dall’Ipad allo smartphone. Ma l’esperienza mi ha insegnato che il cambiamento non è nello strumento, ma nel metodo. Coniugando, quindi, le indicazioni nazionali con una didattica per competenze, ho voluto potenziare tutte le abilità della classe e anche le diversità, come risorse. L’imperativo condiviso: leggere romanzi d’autore e poi scrivere racconti. Ma il supporto sarà diverso, non un libro di carta e inchiostro ma un ebook, vivo, palpitante e interattivo.
Questa l’idea di fondo: non teste ben fatte, ma teste pensanti. Quale miglior modo, quindi, se non quello di coniugare la tradizione del racconto con l’innovazione tecnologica, creando un ebook. “Ti racconto” è il titolo del nostro ebook, non solo un compito svolto, ma un’idea realizzata, alla cui creazione hanno partecipato tutti gli alunni, ciascuno con le proprie caratteristiche: dai più distratti a quelli che manifestano disagio e che si annoiano.
La classe è stata trasformata in una redazione, ogni gruppo con funzioni specifiche, dai correttori di bozze, ai grafici, ai redattori. Ogni alunno responsabile per sé, ma anche per i compagni. Il “libro digitale” si compone di 128 pagine, con racconti inediti, scritti da ciascun alunno. La scrittura non si è sostituita al curricolo d’italiano, ma è stato il valore aggiunto, che ha messo in atto un capovolgimento metodologico: si fa ricerca e si scrive a casa, ma poi in classe c’è il laboratorio e a scuola si studia insieme. Perché la classe ha scoperto il piacere di leggere e di “raccontare”. Così gli alunni decidono di scandire la produzione letteraria secondo il calendario delle feste, con i Racconti di Natale-favola e i Racconti di Carnevale-fantasy. Pagine e pagine di racconti, con immagini a corredo. Si rispetta la “programmazione curricolare” del biennio, ma si vola più in alto, oltre il libro di testo, per diventare protagonisti del sapere, e per dire: il “mio libro d’antologia”. Si potrebbe dire è solo un metodo, l’uso del computer nella didattica, si potrebbe chiamare in causa la peer education, il cooperative learning, ma ciò che conta – a mio avviso – è racchiuso nella parola chiave “reading literacy”: “Literacy in lettura significa comprendere, utilizzare e riflettere su testi scritti al fine di raggiungere i propri obiettivi, di sviluppare le proprie conoscenze e le proprie potenzialità e di svolgere un ruolo attivo nella società”.

 

educationduepuntozero.it

E se in classe entrano gli ebook al posto dei libri? Che succede?

Un libro sulla didattica e sui cambiamenti dettati dall’influsso potente delle nuove tecnologie. Il tablet è entrato prepotentemente nella scuola italiana rivoluzionando modelli e metodologie didattiche e suggerendo nuove forme di apprendimento. Non tutti sostengono questa rivoluzione, ma tutti sono chiamati ad una riflessione critica sugli effetti della tecnologia nella scuola e sulla formazione delle nuove generazioni. Un libro utile per insegnanti che vogliono provare a cambiare, divertendosi!
Tecnologia a scuola: come cambia la didattica, in formato e-book

[Per approfondimenti sui temi della didattica e della tecnologia seguiteci nella nostra rubricaA SCUOLA CON IL TABLET ]

La scuola è lo specchio della società e non può rimanere immune dalla rivoluzione tecnologica che sta interessando tutti gli ambiti della vita sociale.

Scrive Luigi Pachì nella sua introduzione: “Il tema del terzo e-book di Carlo Mazzucchelli per la collana TechnoVisions (SCARICA ORA: Tablet a scuola: come cambia la didattica“), non è casuale.

L’impiego della tecnologia a scuola non è più solo un obiettivo ma un imperativo e una necessità, per una società italiana che vuole crescere al passo con i tempi e innovando. L’arrivo del tablet e delle nuove tecnologie digitali ha mutato lo scenario e i contesti della didattica scolastica evidenziando ancor più l’urgenza di cambiamento della scuola italiana.

L’introduzione delle nuove tecnologie mobili può facilitare il superamento del ‘digital divide’ italiano rispetto ad altri paesi europei, introduce nuove metodologie e tecniche innovative per la formazione in classe, fornisce agli studenti nuovi e potenti strumenti di apprendimento e può contribuire al rilancio della nostra scuola.”

Il nuovo ebook è disponibile sui principali store al prezzo di 1.99 EURO:

Indice del libro

Premessa

Tecnologia e didattica per una scuola digitale interattiva e sociale

  • Una rivoluzione nella didattica
  • Nuovi contesti didattici: reale/virtuale, aula fisica/online.
  • La situazione Italiana

Le nuove generazioni digitali

Generazione touch e apprendimento. Grazie mille Tablet!

L’apprendimento è diventato Mobile

  • Le criticità dell’apprendimento Mobile

Tablet, Social Media e apprendimento informale

  • Pervasività di social media e dispositivi mobili
  • Apprendimento informale
  • Social Media
  • Apprendimento informale nella vita reale e online
  • Problematiche aperte e criticità
  • Alcune considerazioni finali

La complessità dell’insegnare in tempi tecnologici e di cambiamento.

  • Il computer non sostituirà l’insegnante
  • Tecnologie digitali e didattica.

Le domande da porsi prima di adottare il tablet a scuola

Il tablet richiede la riconfigurazione dell’aula

  • L’uso del tablet in classe rende la cattedra obsoleta.

Il ruolo delle APP educazionali e didattiche

Conclusioni: alcune considerazioni finali

Referenze e bibliografia

http://www.solotablet.it

I libri digitali a scuola non s’hanno da fare. Ne’ ora ne’ probabilmente mai: encefalogramma piatto

Magari siamo un Paese per tablet la domenica pomeriggio, ma non per per libri digitali il lunedì mattina: soprattutto non siamo digitali dentro, nella concezione primaria che è quella di capire (e nel caso italiano, di non capire) quanti effetti benefici avrebbero certi tipi di tecnologie sul futuro dei nostri ragazzi.

Era ormai nell’aria, adesso ne abbiamo la certezzagli ebook a scuola slittano di un altro anno (che poi il tempo per arrivare al 2040 c’è sempre): di libri digitali si riparlerà quindi per il 2015-2016. Il rinvio, di un anno rispetto alle norme già scritte, sarà contenuto in un pacchetto di che il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza presenterà il prossimo 9 settembre al Consiglio dei Ministri.

Niente sostituzione, quindi, dei libri cartacei con libri digitali su eReader o tablet (abbiamo diverse possibilità, tra i Kindle e gli Ipad ci passano oceani ma senza la voglia di tuffarsi è inutile qualsiasi mare). Addio scuola 2.0 o illusione di averla, quando, dopo il registro elettronico, sembrava che si potesse fare il cambio (macché).

Ma siccome le brutte notizie, in Italia, non arrivano mai da sole, ecco a seguire quella relativa alla sottrazione di 20 milioni per il progetto di fornire la banda larga a tutti gli italiani entro il 2014, altro progetto che ha accumulato ritardo rispetto alla scadenza iniziale del 2013 fissata daldecreto crescita 2.0. Ritardo di un anno che ha accumulato anche l’avvio formale dell’Agenzia per l’Italia digitale, visto che al momento non ne è stato ancora approvato lo Statuto.

Francamente, si resta allibiti. Invece di andare avanti, facciamo qualcosa a metà tra il gambero e lo struzzo: torniamo indietro e nascondiamo la testa sotto la sabbia per non guardarci mentre retrocediamo. Se del restosiamo al penultimo posto in Europa per agenda digitale, il motivo c’è e ogni giorno ne abbiamo l’esatta rappresentazione.

E poco ci interessano le promesse del Governo, che ‘in calce’ (ma cos’è, una missiva? Qui c’è in ballo il futuro del Paese!!) garantisce che ci saranno, con la nuova legge Sviluppo, i soldi per banda larga, o meglio verranno ripristinati i fondi, e che i libri digitali alla fine partiranno (adesso le scuole e gli editori non sarebbero pronte, dice il ministro Carrozza, e non si può puntare su “un solo software”).

Non è tutto, entro fine anno arriveranno i decreti per il Documento unificato e l’Anagrafe nazionale. In realtà si rabbrividisce quando si sente la locuzione “entro fine anno”: al momento solo chiacchiere e niente fatti, per il futuro dei cittadini italiani costretti alla connessione 3G e a barcamenarsi tra vecchie pergamene. Contenti loro, scontenta l’Italia e chi guarda avanti.

http://www.pionero.it/2013/09/05/i-libri-digitali-a-scuola-non-shanno-da-fare-ne-ora-ne-probabilmente-mai-siamo-digitalmente-zero-e-togliamo-altri-fondi-alla-banda-larga/

Un legge a favore dell’editoria digitale

La recentissima legge n° 18 del 9 febbraio 2012 è destinata a modificare le abitudini degli studenti italiani che potrebbero ritrovarsi ad utilizzare, molto più di quanto possano pensare, ilettori ebook. Il prossimo anno scolastico potrebbe infatti essere caratterizzato da un’ampia diffusione di questi dispositivi, a causa di questo provvedimento del Ministero dell’Istruzione, che stabilisce che non possono essere mantenuti dai professori testi esclusivamente cartacei. Un’apertura al digitale dunque che può rappresentare un’opportunità per imparare ad utilizzare le nuove tecnologie da parte degli studenti italiani. In effetti la norma stabilisce che siano adottati testi che non siano disponibili solo su carta ma anche in formato digitale.

Quale potrebbe essere l’impatto sugli studenti italiani? Il lettore e-book quanto può cambiare il modo di studiare? L’apertura al digitale potrebbe avere un effetto positivo sotto molti punti di vista: zaini più leggeri; vasta diffusione dei lettori e-book e dunque delle nuove tecnologie. La domanda di questo dispositivi è molto cresciuta negli ultimi anni, tanto che sono molti i siti specializzati come http://www.lettoriebook.it, che offrono informazioni dettagliate sui vari modelli e sui prezzi. E’ un utilissimo vademecum per chi è deciso ad acquistare un lettore e-book per i propri ragazzi.

Ebook Italia Dossier

riporto da http://www.italianisticaonline.it/e-book/dossier_01.html

eBook Italia Dossier
Il libro elettronico e l’editoria digitale umanistica in Italia
(di Luigi M. Reale)

Premessa

Questo dossier (elaborato in una prima versione tra la fine di marzo e il 25 luglio 2001; pubblicato in Rete nel sito Italianistica OnLine il 28 luglio 2001; versione 2.0, aggiornata al 31 agosto 2002) non riguarda il libro elettronico (e-book/eBook =electronic book ‘libro elettronico’, in opposizione al tradizionale libro cartaceo, p-Book = paper-Book) in generale, ma circoscrive l’osservazione su questo fenomeno entro due precisi limiti: uno geografico (l’Italia) ed uno tematico (le scienze umane, in particolare l’italianistica e specialmente la letteratura italiana).

L’intenzione è quella di fornire (per la prima volta in assoluto per quanto riguarda l’Italia) un quadro di definizione preliminare d’una realtà tuttora in movimento, soffermando l’attenzione su di uno specifico ambito editoriale. Ci si limita ad una schedatura sistematica delle principali risorse e iniziative italiane online, senza fornire una descrizione analitica delle tecnologie e delle procedure per la creazione e la lettura di un e-book, di cui trattano già altre pubblicazioni (indicate inBibliografia, Cap. 9: specialmente Roncaglia 2002, quindi Ciotti 2001; Sala 2000) o di cui si occupano siti web dedicati ai software specifici (cfr. Cap. 8).

Siamo ormai tutti perfettamente consapevoli della necessità; di aggiornarci su questo argomento, per non rischiare di doverne trattare senza le adeguate conoscenze, come evidentemente accadde agli studenti delle scuole superiori italiane che il 21 giugno 2000 sostennero una delle prove scritte dell’esame di stato, trovandosi a scegliere il seguente tema: Da Gutenberg al libro elettronico, modi e strumenti della comunicazione [1]. Per quanto riguarda il libro elettronico, si può facilmente intuire che l’elaborato sia stato svolto in modo generico.

eBook: una definizione e alcune considerazioni preliminari

Anzitutto, è necessario affrontare la questione terminologica, per chiarire che il termine eBook/e-book, in quanto significa ‘libro elettronico’, designa sia il libro in formato elettronico (o più in generale ogni tipo di pubblicazione realizzata su supporto digitale) sia lo stesso formato elettronico nel quale il testo digitale è convertito (propriamente e-book format), sia il dispositivo di lettura dell’eText/e-text (‘testo elettronico’); dispositivo propriamente chiamato e-book reading device, che si identifica di norma con un computer (terminale) portatile fornito di un idoneo programma di lettura compatibile (propriamente chiamato e-book reader), fermo restando che ogni computer fornito del medesimo programma funziona come lettore per e-book.

Il concetto di e-book si estende dunque a quello di e-text, in quanto il libro elettronico ne rappresenta la forma, mentre la sostanza rimane sempre il testo (nella fattispecie quello elettronico, codificato in formato digitale, che costituisce i miliardi di pagine accessibili attraverso il Web). Perciò, la restrizione si impone nel confronto fra testo e ipertesto: l’e-book è una versione elettronica del libro a stampa, del quale il dispositivo di lettura intende replicare il formato tradizionale [2], associando ovviamente una serie di prestazioni tipiche del formato elettronico, in particolare la dimensione audio-video e collegamenti ipertestuali.

Osserviamo, in via preliminare, che Internet attraverso il Web ha introdotto il concetto di testo elettronico distribuito (per testo elettronico intendiamo il documento su supporto digitale, dotato o anche privo di funzioni ipertestuali) e quello di biblioteca digitale telematica (a iniziare dal famoso Project Gutenberg).

Prima dell’avvento dell’e-book e anche tuttora il concetto di libro elettronico viene dunque associato a quello testo digitale e di biblioteca digitale. La prima modalità di diffusione commerciale dei testi elettronici è stata ed è rappresentata dal CD-ROM; per quanto riguarda la letteratura italiana, il primo esempio del genere è quello fornito dalla biblioteca digitale di testi della letteratura italiana, pubblicata dalla Zanichelli (giunta alla versione 4.0, uscita adesso nel 2001).

Ma il CD-ROM non è un libro elettronico o una biblioteca di libri elettronici [3], è soltanto un supporto digitale per testi codificati in formato elettronico. L’e-book ha modificato questa situazione, creando un clone digitale del libro cartaceo, che può anche essere distribuito su CD-ROM, ma che non è un semplice testo elettronico. La differenze è data dal programma di elaborazione, da quello di lettura, ed infine dal dispositivo di lettura (e-book reading device).

Il primo formato e-book è stato quello PDF (Portable Document Format) prodotto dalla Adobe a partire dal 1990, con il relativo visore (Adobe Acrobat Reader), ora perfezionato come lettore per e-book (Adobe Acrobat eBoook Reader). Si potrebbe dire tranquillamente che con questo formato è stato realizzato il primo modello di e-book, cioè di documento digitale che riproduca graficamente l’impaginato tipografico di un libro a stampa. Ed è infatti sul formato PDF che si basa la stampa digitale.

Notiamo perciò che il libro elettronico e-book in quanto tale si contraddistingue per tre fondamentali requisiti:

  1. è un testo elettronico pubblicato nei formati digitali standard idonei per essere decodificato con programma di lettura per libri elettronici;
  2. è acquisibile gratuitamente o acquistabile sia via Internet sia su supporto digitale autonomo e può essere letto indipendentemente dalla connessione ad Internet;
  3. si identifica a tutti gli effetti come libro elettronico quando è integrato in un dispositivo di lettura e-book.

Continua a leggere

Dossier ebook

Tanto si parla di ebook. Tanto ne abbiamo parlato qui. Ora nei prossimi giorni dedicherò molto spazio all’indagine sugli ebook in italia. Quindi possiamo dare il via al DOSSIER EBOOK

L’insostenibile leggerezza degli ebook

L’insostenibile leggerezza degli ebook

Scritto il 31 agosto 2011 by Redazione Bricks

 

di Mauro Sandrini
Responsabile di eLearning e innovazione, autore di “L’elogio degli e-book. Manifesto dell’autopubblicazione”
 

msandrini@gmail.com

 


 

 


 

L’ebook è un déjà vu?

Molti restano sorpresi da questa nuova moda dell’ebook dopo che negli ultimi vent’anni la fine del libro è stata più volte annunciata: prima con il dilagare degli ipertesti, poi con i cd multimediali e, in parte, anche con i sistemi di e-learning.

Nulla ha diminuito l’utilizzo dei libri di testo. In Italia, pur con lodevoli eccezioni, il sistema formativo è a tutt’oggi incentrato sul testo che funziona da accompagnamento al docente. Questa coppia docente-libro viene istituzionalizzata nella lista delle adozioni che le scuole sono obbligate a produrre prima dell’estate affinché all’inizio del successivo anno scolastico le famiglie possano sapere quali libri acquistare e gli editori quali libri stampare. Il mercato dell’editoria scolastica, per chi ne fa parte, è di fatto un mercato senza rischi. Nel senso che si producono esattamente le copie che verranno acquistate. È una condizione particolarissima che fa pensare che buona parte del mercato editoriale italiano abbia il suo cuore nell’editoria scolastica che permette la sopravvivenza a molti editori.

Quel che più importa però è che il nucleo operativo del sistema educativo sia costituito dalla coppia libro-docente. Ed è proprio su questa coppia che si inserisce la novità dell’ebook. È una differenza radicale rispetto alle innovazioni tecnologiche precedenti. Nessuna di esse era così direttamente collegata al meccanismo di funzionamento interno della macchina educativa. Non lo erano gli ipertesti,  non lo erano i cd multimediali, non lo erano i sistemi di e-learning e non lo è neppure l’ultima delle innovazioni arrivate nella scuola: la LIM (Lavagna Interattiva Multimediale). Di ogni novità era possibile fare a meno perché nessuno è stato obbligato ad adottarla e la motivazione dei singoli non é stata sufficiente a renderle uno standard di fatto. È questo punto che distingue il libro elettronico: è l’ambizione dichiarata a voler sostituire l’oggetto libro, lo strumento di cui i docenti non possono a fare a meno, che può portare a una sua diffusione di massa nei sistemi educativi. Alcune ragioni sono indicate di seguito per alcune delle categorie interessate.

Studenti e Famiglie

Gli studenti e le famiglie sono oggi obbligati ad acquistare i libri di testo indicati dagli insegnanti. Però, grazie alla campagna mediatica che accompagna l’avvento degli ebook, molti di loro si cominciano a chiedere perché non possano acquistare i libri per gli studi in formato digitale a un prezzo inferiore a quelli di carta. L’ebook porta con sé una riduzione inevitabile dei costi di produzione e di distribuzione che è lecito attendersi venga ribaltata sulle famiglie. Questa possibilità si traduce in una “pressione sociale” verso l’adozione degli ebook negli istituti educativi di cui oggi riusciamo a scorgere soltanto i primi segnali, ma che crescerà parallelamente alla diffusione degli ebook e dei dispositivi per la lettura dei libri elettronici presso il grande pubblico.

I docenti e il self publishing

Alcuni docenti sono autori dei libri di testo per la materia che insegnano. Oggi sono proprio le case editrici che propongono loro di trasformare le proprie dispense in libri da poter commercializzare sul territorio nazionale. La ricompensa media per questi autori/docenti è di circa il 10% del prezzo di copertina. Stiamo parlando di autori già pubblicati che possono decidere di autopubblicarsi una nuova versione del proprio libro di testo in formato ebook così trattenendo per sé una percentuale che può andare dal 40 al 70% del prezzo di vendita. Ogni ebook, anche auto pubblicato, porta con sé il proprio identificativo ISBN rendendolo di fatto indistinguibile da un testo cartaceo di un editore tradizionale. Il che significa che il libro risulterebbe adottabile da un qualsiasi consiglio di classe alla stregua dei libri degli editori tradizionali.

Ancora una volta stiamo parlando di una “pressione sociale” che riusciamo appena a scorgere sullo sfondo della realtà in movimento. Una pressione che deriva dall’interesse economico diretto degli autori che a loro svantaggio hanno però la mancanza di una rete di venditori capillare come è quella costruita dagli editori scolastici di maggior successo.

La qualità degli ebook

La questione della qualità è un tema complesso che viene spesso citato come elemento centrale dell’attività editoriale tradizionale. Se questo è vero per i libri di carta dovrebbe esserlo ancor più per i libri elettronici. Nel primo caso, infatti, abbiamo come criterio principale per definire la qualità di un prodotto il successo di mercato. Cioè il concetto di qualità che emerge dall’attività editoriale tradizionale è tipicamente un criterio di mercato. Anche se un libro è brutto, ma si vende, si continuerà a stamparlo. I casi sono troppi per citarli. Basta fare un giro in una qualsiasi libreria per rendersene conto. E lo stesso è vero per i libri di testo delle scuole e delle università. A conferma di questa tesi sono i troppi libri rimasti intonsi nelle camerette degli studenti a fine anno scolastico.

Nel caso degli ebook a questo criterio di mercato se ne aggiunge un altro: il passaparola in rete. Abbiamo quindi un criterio di qualità più complesso di quello di mercato. Un criterio non necessariamente migliore, le recensioni per esempio, così di moda nel marketing editoriale dei libri in rete sono tutt’altro che esenti da critiche come ha evidenziato di recente un rapporto della Cornell University (1).

Concludendo: nel mondo dei libri la qualità non mai un criterio assoluto, ma relativo al contesto sociale e alla comunità di riferimento. E questo è vero sia per i libri di carta come per gli ebook.

L’inevitabile successo degli e-book

Gli ebook non sono una tecnologia, sono una moda. Però ci sono mode che sono destinate a passare e mode destinate a durare. Il motivo per cui gli ebook nella scuola e nelle università non saranno una moda passeggera deriva dal fatto che essi intervengono alla radice delle istituzioni educative, dove si situa il loro nucleo operativo, cioè nella relazione tra docente e libro.

In altre parole: gli ebook sono una moda, ma non sono un optional. I motivi sono stati rappresentati succintamente nei paragrafi precedenti. La composizione delle pressioni sociali e economiche che si esercitano sugli ebook è inedita per ognuna delle innovazioni tecnologiche avvenute negli ultimi venticinque anni nei sistemi educativi.

I ragazzi di 11 anni che giocano con l’iPad del padre tra pochi anni frequenteranno le scuole superiori e tra 10 l’università. Per loro sarà scontato che un testo, un manuale, un quaderno di esercizi, debba essere in ebook. Ricordo con sgomento quando a metà degli anni ’80 aprì uno dei primi Mac Donald italiani in Piazza di Spagna a Roma. Uno dei temi più incredibili dell’arrivo di Mac Donald in Italia fu la politica adottata da subito verso i più piccoli con sconti speciali per le famiglie con bambini. Mi è rimasto impresso un rapporto dell’epoca in cui si diceva che i bambini sarebbero divenuti gli adolescenti di dieci anni dopo e a loro bisognava pensare per costruire il mercato di mercato degli hamburger in Italia. Come è avvenuto in effetti: quella che all’inizio era una moda per i paninari degli anni ’80 divenne in pochi anni un fenomeno di costume.

L’analogia con gli ebook non deve sorprendere. Se con gli hamburger stiamo parlando di cibo per il corpo con gli ebook stiamo parlando di libri, cioè di cibo per la mente. Se Mac Donald ha cambiato le abitudini alimentari di una larga fascia della popolazione italiana, è possibile che qualcosa di simile avvenga anche per i libri. E i libri di testo non saranno certo esclusi da questa partita.

Quel che non bisogna fare mai con gli ebook: controllare chi impara

Con gli ebook i confini si dilatano: l’accesso alla rete, ai sistemi di elearning, di condivisione e di partecipazione possono offrire possibilità inedite a chi si occupa di educazione. La digitalizzazione come spesso avviene può essere un incentivo importante per la trasparenza. Ma anche per il suo opposto: per il controllo pervasivo.

Per esempio il direttore del Ministero dell’educazione israeliano, in una recente intervista in cui annunciava l’avvio di un piano per l’introduzione degli ebook nelle scuole di Israele, ha citato i vantaggi che questa innovazione porterebbe (2). Tra questi, secondo lui, ce ne sarebbe uno importante per le famiglie: cioè che esse, e gli insegnanti, sarebbero informate in tempo reale se il loro figlio, o studente, ha studiato sul serio oppure non ha neppure aperto un libro. Con gli ebook si può fare. Con i libri di carta no.

Questa possibilità che trasforma l’interazione tra l’oggetto libro digitale e il lettore in un modello di controllo è quanto di peggio ci si possa aspettare dall’introduzione dei libri elettronici nella scuola. E va in direzione opposta a tanti miti libertari veicolati dalla tecnologia. Ebook inclusi.

Con gli ebook si sviluppano pratiche inedite grazie all’interazione sul testo che possono dare vita a nuove forme di apprendimento partecipato, si pensi anche solo alla possibilità di condividere le proprie note con quelle di altri (3), ma queste possibilità di partecipazione possono essere annichilite quando il pensiero di chi governa un’istituzione è malato.

Nessuna innovazione tecnica ci esime da un compito, il più importante, per gli educatori di ogni tipo, cui ci invitava Foucault molti anni fa: “bisogna difendere la società”(4). E questo lo si può fare anche con gli ebook. Una innovazione tecnologicamente modesta, ma con una capacità di diffusione notevole. Tale da permettere a chi ha interesse a farlo di veicolare con facilità processi di controllo paranoici. A meno che queste possibilità vengano eradicate sul nascere. Ma non dalla tecnologia. Dal nostro modo di pensare.

Note

  1. Una sintesi del rapporto sull’analisi delle recensioni di Amazon si trova qui:http://www.news.cornell.edu/stories/June11/PinchAmazon.html
  2. Giornale Radio 3, 18 Luglio 2011, l’intervista si trova a 7:50 min dall’inizio: http://www.rai.it/dl/grr/edizioni/ContentItem-f8e25c58-c5d9-455c-9d14-ef9251f10587.html?refresh_ce
  3. Bookliners è l’applicazione di social reading italiana le cui implicazioni didattiche sono davvero importanti: http://www.bookliners.com
  4. Foucault Michel, “Bisogna difendere la società”, Feltrinelli, 2009, Milano