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Creiamo false pagine Facebook: un modo diverso di apprendere con The Wall Machine

Oggi vorrei parlarvi di una bella applicazione online TheWallMachine, una WYSIWYG “What you see is what you get” (ciò che vedi è ciò che ottieni, ovvero il risultato finale dell’editing è uguale a ciò che vedi sullo schermo) che permette di creare delle false pagine Facebook. Vi starete forse chiedendo cosa ciò abbia a che fare con il nostro settore. Bene, in realtà si presta benissimo alla fase CREATIVA della tassonomia di Bloom e cioè realizzare e creare degli oggetti digitali. Consiste infatti nel fare realizzare ai ragazzi dei finti profili di personaggi storici oppure protagonisti dei romanzioppure ancora a ricreare trame di romanzi o opere teatrali; magari in chiave umoristica, ingrediente spesso trascurato nelle scuole italiane. Sorry, si capisce che insegno inglese.

E’ semplicissimo da usare e non richiede competenze di programmazione o informatiche, inoltre ai ragazzi piace moltissimo. Nella home page c’è un tutorial in inglese visivo e comprensibile. Si possono caricare foto ma poi è la creatività dei ragazzi che rende questo strumento interessante.

Per comprendere le potenzialità di questa app credo la cosa migliore sia mostrarvi  alcuni esempi di pagine realizzate dai miei studenti di un Liceo Scientifico in inglese.

Questa è la pagina FaceBook di Dorian Gray dal romanzo di Oscar Wilde.

Oppure questa su Romeo&Juliet “What if Shakespeare were Facebook addicted?”

Sperando di avervi trasmesso la voglia di utilizzarlo, vi auguro di scoprire nuovi usi ancora più creativi anche in altre materie.

 

http://insegnantiduepuntozero.wordpress.com/2014/05/24/thewallmachine/

Tre utili app da utilizzare con la piattaforma Edmodo

Di seguito vengono presentate tre app che possono essere agevolmente utilizzate con Edmodo e che servono a realizzare una serie di compiti

Classe Charts Edmodo App è un diagramma di classe che i docenti possono inserire all’interno di Edmodo. Si possono stabilire i posti a sedere in un programma che crea dei grafici, ai fini della gestione di varie situazioni di classe e della socializzazione con gli altri colleghi. Particolarmente utile se si vogliono attenzionare alcuni comportamenti degli studenti durante le ore di lezione delle varie discipline.

Edcanvas Edmodo App si può utilizzare per l’insegnamento capovolto e permette di realizzare delle interessanti e accattivanti presentazioni rivolte agli allievi. Gli studenti possono utilizzare Edcanvas per progetti di ricerca, presentazioni e per presentare i prodotti del loro pensiero critico.

Educlipper Edmodo App è un grande sito di social bookmarking che sta guadagnando popolarità giorno dopo giorno. Esso si può integrare in Edomodo e permette agli insegnanti di controllare facilmente i contenuti digitali, gli accessi degli studenti e le possibilità di condivisione dei materiali.

Insegnante offesa su Facebook Studenti segnalati in procura

Hanno creato un falso profilo della docente e inserito foto. La donna si è rivolta alla polizia. Nei guai tre ragazzini di una scuola media della provincia

Sul Social Network (archivio)Sul Social Network (archivio)

 

VICENZA — Tre studenti sono finiti nei guai per aver creato alla propria insegnante un falso profilo Facebook. Voleva forse essere una sorta di rivalsa nei confronti della docente che probabilmente aveva segnato loro qualche voto negativo sul registro e che in più occasioni aveva sottolineato loro il disappunto per profitto e condotta scolastica. O forse solo una bravata, che ha però rischiato di costare cara a tre minori che frequentano la seconda media di una scuola dell’hinterland. Malgrado il divieto di usare i cellulari in classe, uno dei ragazzini ha tirato fuori il telefono dallo zaino ed ha scattato, senza che la prof se ne accorgesse, qualche foto. Poi, assieme a due compagni, ha caricato l’immagine sul Facebook, inventando un profilo ad hoc per la professoressa. Il tutto ampiamente commentato da frasi goliardiche, offese e commenti poco ortodossi. Soddisfatti dell’esito raggiunto si sono vantati dell’impresa tra compagni di scuola. I ragazzini erano convinti che anche se l’insegnante si fosse accorta dell’accaduto, non sarebbe stato possibile risalire a loro come autori del fatto. Non credevano certo che una simile bravata potesse essere un fatto penalmente rilevante. L’insegnante però, accortasi di essere divenuta oggetto di scherno nel web, ha presentato denuncia in questura per diffamazione. Gli agenti della Mobile e gli esperti della polizia postale di Vicenza a capire che dietro alla burla dovevano esserci gli studenti della docente.

E ben presto gli autori della goliardata sono stati segnalati alla procura dei minori di Venezia. Hanno rischiato grosso i tre ragazzi che si sono trovati con una denuncia sulle spalle. La vicenda si è conclusa senza procedimenti grazie alla capacità di comprensione della docente che, rendendosi ben conto che si trattava di una ragazzata e che i giovani studenti avrebbero dovuto risponderne sul piano penale, quando si è resa conto che gli autori erano tra i ragazzi della sua classe, ha ritirato la querela. «Mi basta abbiano capito lo sbaglio», ha spiegato agli inquirenti. È solo uno dei tanto casi che la sezione minori della squadra mobile di Vicenza affronta con la polizia postale. Lo scorso anno sono una decina le segnalazioni e denunce arrivate in questura per reati di sostituzione di persona e diffamazione commessi attraverso i social network e non sono coinvolti solo ragazzini, che di facebook avevano fatto un misuratore di gradimento ( il numero di amici misura, secondo alcuni adolescenti la propria popolarità e successo) ma anche adulti che si sono sentiti offesi per vari commenti pubblicati da terzi. La polizia postale costantemente incontra in collaborazione con Provincia e prefettura, studenti delle medie e delle superiori per educarli al buon uso delle rete e metterli in guardia sulle insidie nascoste in internet. Ieri in occasione della giornata europea per la sicurezza in rete la polizia postale ha incontrato gli studenti che hanno visionato e discusso un filmato in cui si proponeva una situazione classica di adescamento.

R.Va.
08 febbraio 2012

 

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/8-febbraio-2012/insegnante-offesa-facebook-studenti-segnalati-procura-1903191278098.shtml

 

7 giorni senza Facebook

Sette giorni senza Facebook
in un liceo test di sopravvivenza

L´esperimento di una classe del Righi guidato dalla professoressa di Lettere: sette giorni di astinenza totale (o quasi) da pc e cellulari. I ragazzi hanno deciso di continuare: un giorno di “digiuno” alla settimana

DI ILARIA VENTURI

«Mia mamma non ci credeva, invece ce l´ho fatta». Dopo sette giorni senza mandare sms e chattare in Facebook, Caterina esulta. E scatta l´orgoglio della seconda A del Righi. Si sentono quasi eroi, quelli che possono stare senza tv-computer-telefonino, i sopravvissuti, i protagonisti di un digiuno impossibile, almeno agli occhi degli adulti. «Che soddisfazione», dicono ora alla professoressa di Lettere, Matilde Maresca».

È lei che ha lanciato la sfida: l´astinenza dalle nuove tecnologie, quelle da cui si sentivano più dipendenti, per una settimana. L´esperimento è riuscito al punto che ieri in aula i ragazzi hanno deciso di andare avanti. Al rientro dalle vacanze di Natale faranno un giorno a settimana, a rotazione, di black out: chi spegnerà la tv, il pc o il cellulare, chi non giocherà alla “play” per 24 ore. Così sino alla fine dell´anno. Con la speranza di contagiare anche i compagni di liceo e altre classi.

«Serve a regalarti del tempo, a capire che comunicare in Facebook è giusto, ma non è tutto, e che ti dici anche tante cose inutili. E che la tv o la “play” accese per noia non ti aiutano». Parlano, i ragazzi, ed è il loro momento di gloria e riscatto, anche dalle etichette «appiccicate addosso dai grandi». È la rivincita della Net generation.

Ma a mezzanotte e un minuto di domenica, quando la prova è terminata, che è successo? Diego

risponde per tutti: «Dormivamo». Ma qualcuno rompe gli indugi. Lorenzo confessa: «Mi sono messo su un cd degli Iron Maiden, il metal a cui avevo rinunciato, è la mia debolezza. A volume basso, però». Federico ha acceso il computer: «Non potevo rinunciare a sapere cosa era successo nella pagina di Lady Gaga». Ma la prova è servita. «Cosa ho capito? Che diminuirò la mia dose giornaliera di musica con l´iPod, posso riuscirci – dice Lorenzo – e che si può fare anche altro invece che stare sempre attaccati al computer: mia nonna abita al piano di sotto, si lamenta che è sempre sola, sono andato a trovarla».

Difficile è stato organizzarsi per la serata o la partita a basket: chi ha rispolverato il telefono di casa, chi si è perso qualche amico all´appuntamento. «Almeno ci siamo confrontati tra persone reali», osserva Filippo. Fabio si è letto sei capitoli di un libro in pochi giorni, Federica ha fatto i compiti più velocemente, Marta ha riscoperto la radio, Federico racconta di quanto i suoi l´abbiamo presa bene con quella tv spenta in casa. Chiara, che viveva attaccata al telefono fisso e sempre connessa, ora dice: «Non ti perdi nulla a staccare un po´».

Ci tengono a non sentirsi diversi. «Non siamo cambiati, mica siamo diventati hippies! Solo che ora sappiamo usare più responsabilmente il telefonino o il computer». Non rinunceranno a chattare o agli sms, certo che no. «Ma non era questo lo scopo», osserva l´insegnante. «L´idea era proporre un uso più consapevole delle tecnologie». La scuola si fa anche così. «È nella relazione educativa che accade ciò che non prevedi. Loro mi hanno sorpreso».

L´obiettivo dell´esperimento è sintetizzato dal preside Domenico Altamura: «Far scoprire altri registri di comunicazione e forme di libertà, basate sulla fiducia, tra genitori e figli. E recuperare quell´affettività che nelle centinaia di comunicazioni in Facebook è perduta».

(21 dicembre 2011)

da repubblica.it

Facebook vietato tra docenti e alliev

riporto una notizia che farà (spero) riflettere

Facebook :«amicizie» proibite
tra insegnanti e allievi

Con una legge lo stato del Missouri vieta anche contatti via sms e telefono. I docenti protestano. E fanno ricorso

 

MILANO – Quest’amicizia non s’ha da fare: studenti e insegnanti nel Missouri non possono dialogare né via sms né via social network, e chi lo farà verrà punito dalla legge. Dietro alla strana decisione dello stato americano si nasconde il timore di violenze sessuali nei confronti di minori e un tentativo di proteggere dal pericolo – qualche anno fa un giovane studente fu molestato ripetutamente da parte di un insegnante fuori dalla scuola – i più giovani e innocenti. Ma l’associazione degli educatori del Missouri dichiara guerra alla nuova legge, in vigore dal prossimo 28 agosto, e accusa lo stato di non rispettare il primo emendamento della Costituzione americana: quello che garantisce a ogni cittadino il diritto di parola, associazione e religione. 

LA LEGGE – La Missouri Senate Bill 54 è la prima negli Stati Uniti a vietare il social networkingtra studenti e insegnanti. In vigore dal prossimo 28 agosto, la legge proibisce ad allievi e professori di comunicare fuori dai canali ufficiali: aula ed edificio scolastico. Vietati telefono, sms, e contatti attraverso qualsivoglia sito internet, Facebook incluso. Questo significa che uno studente non potrà essere «amico» del suo professore in un social network, come invece avviene normalmente in tutto il mondo. Mentre resta aperta la possibilità di diventare «fan» della pagina pubblica di un professore su FB, in caso ve ne fosse una.

LA RESPONSABILITÀ DELLA SCUOLA – In più, in caso di professori dal dubbio curriculum, la scuola è tenuta ad avvisare studenti e genitori e se accadesse qualche episodio di violenza o molestia e la scuola non avesse avvertito per tempo le famiglie, sarà l’istituto scolastico a esserne responsabile. E sempre la scuola entro inizio 2012 dovrà stilare una serie di regole sul comportamento da tenere nel rapporto allievi-educatori, dando regole precise anche sui contatti fuori dall’orario di lezione.

IL PRECEDENTE – La legge viene anche chiamata Amy Hestir Student Protection Act, in riferimento al caso di cronaca legato alla donna – Amy Hestir – che qualche anno fa venne ripetutamente molestata da un giovane insegnante della scuola superiore che frequentava, fuori e dentro l’istituto, via sms e di persona. In quel caso, l’insegnante vantava un curriculum insospettabile, con diversi impieghi nello stato e pure una nomina a «insegnante dell’anno».

LA PROTESTA – Gli insegnanti del Missouri non ci stanno. Invocano il diritto di poter comunicare con i loro studenti senza paletti. E attraverso la loro associazione di categoria, la Missouri State Teachers Association, hanno portato in tribunale lo stato e chiesto che la nuova legge venga dichiarata incostituzionale almeno nella parte relativa a Facebook . Come si legge nei documenti presentati dai legali dell’associazione in tribunale, «gli insegnanti utilizzano i social network al di fuori del circuito professionale come mezzo per tenere i contatti con i loro studenti, sia nel corso di emergenze, sia per fini educativi quotidiani, per esempio quando uno studente ha difficoltà con un compito assegnato o per aiutarli a identificare casi di bullismo».

Eva Perasso