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2012, si parte dai tagli. Le sedi scolastiche che scompariranno, regione per regione

Dovranno essere 1000 e 300 gli istituti che dovranno essere accorpati in tutta Italia. Pubblichiamo, da fonte ministeriale, le sedi scolastiche da tagliare suddivise per regione.

http://www.orizzontescuola.it/node/21805

Regione
Sedi scolastiche
esistenti
Sedi scolastiche
da tagliare
Abruzzo
183
39
Basilicata
105
18
Calabria
360
112
Campania
969
285
Emilia Romagna
382
10
Friuli V.G.
135
25
Lazio
620
97
Liguria
149
11
Lombardia
920
24
Marche
179
12
Molise
56
17
Piemonte
472
60
Puglia
630
199
Sardegna
254
53
Sicilia
835
262
Toscana
356
8
Umbria
117
5
Veneto
488
63
Totale
7.210
1.300

Mettiamo le lim e togliamo i libri…il paradosso italiano!

Riporto un articolo da Il fatto Quotidiano del 28 ottobre 2010

Niente soldi ai libri di scuola. Il governo riprova il blitz fallito nel 2009 e cancella il fondo da 103 milioni. Lo scorso anno le risorse erano ricomparse nel decreto di Natale, ma questa volta sarà più difficile

 

Nel 2011 il governo non ha previsto i fondi per rendere gratuiti i libri testo delle scuole dell’obbligo. Dopo il tentativo fallito in extremis dodici mesi fa, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ci riprova e cerca di far saltare una delle misure caratteristiche della scuola pubblica dal 1967, cioè il fondo per i libri destinato ai bambini provenienti da famiglie meno abbienti, che serve a garantire il diritto allo studio a tutti i ragazzi. Il capitolo di bilancio della legge Finanziaria che prevede lo stanziamento di 103 milioni per la gratuità dei libri scolastici è stato nuovamente tagliato e ridotto a zero per il prossimo anno.  Se le cose resteranno come sono, e non ci sarà uno stanziamento ulteriore nell’annunciato decreto di Natale, tutte le famiglie che mandano i bambini alle primarie (o che sfruttano il comodato d’uso gratuito nella scuola superiore) saranno costrette a sborsare i soldi per i libri di tasca propria.

Ma quella dei libri non è l’unica misura del piano governativo: il fondo per il diritto allo studio nelle scuole dell’obbligo viene ridotto di oltre il 70 per cento. In questo modo solo il 30 per cento di chi non può permettersi di studiare potrà farlo, per i bambini delle altre famiglie in difficoltà economiche l’istruzione sarà a rischio. Nello stato di previsione del ministero dell’Economia, alla voce “sostegno all’istruzione” sono calcolati solo 33,1 milioni di euro tra le somme da trasferire alle Regioni per le borse di studio. La riduzione rispetto all’anno scorso è quindi di 84,2 milioni di euro. Mentre in quello del ministero dell’Università e la Ricerca, il diritto allo studio nell’istruzione universitaria viene ridotto a 25,7 milioni da 100, tagliando 74 milioni. Con l’aggravante che le Regioni, a loro volta, stanno riducendo i finanziamenti a questo genere di misure a causa dei tagli agli enti locali. Il computo dei tagli che la Finanziaria porterà a scuola e università è stato calcolato dai deputati del Partito democratico che fanno parte della commissione Cultura e che ieri si sono visti respingere tutti gli emendamenti che rifinanziavano questi fondi. Nello specifico hanno registrato una riduzione di 123,3 milioni di euro per l’istruzione prescolastica e di 780,1 milioni di euro per l’istruzione primaria. Per l’istruzione secondaria di primo grado e di secondo grado vengono ridotte rispettivamente di 208,3 milioni e di 841,6 milioni di euro, mentre per l’istruzione post-secondaria, (quella per gli adulti) il taglio è di 7,8 milioni di euro.

In commissione Cultura, a Montecitorio, la discussione ieri è salita di tono e l’Italia dei Valori ha deciso di abbandonare i lavori per protesta. “É stato l’ennesimo atto di arroganza da parte di questo governo – racconta Pierfelice Zazzera, capogruppo Idv in commissione – e di questa maggioranza nei confronti del Parlamento e delle minoranze. Non solo il rappresentante del governo si è presentato con un’ora di ritardo ma, fatto ancor più grave, è stato impedito alle minoranze di parlare. Per questo, abbiamo abbandonato i lavori”. Il Partito democratico denuncia: “Con un colpo secco – dice la capogruppo in commissione Cultura Manuela Ghizzoni – il governo ha abolito la gratuità dei libri di testo nella scuola elementare per il 2011 e ridotto di oltre il 75 per cento i fondi per le borse di studio nelle università. Abbiamo dovuto lottare per ottenere dieci milioni per l’edilizia delle residenze universitarie. É inaccettabile”.

Anche lo scorso anno le proteste erano state analoghe e, sotto pressione, alla fine il governo aveva trovato i 103 milioni di euro mancanti nel decreto milleproroghe natalizio. Questa volta sarà più difficile, perché il decreto di fine anno varrà sette miliardi ma gran parte di questi soldi sono già stati promessi in quello che Tremonti definisce “Piano sviluppo”. Al ministro della Cultura Sandro Bondi servono soldi per il fondo per lo spettacolo, Stefania Prestigiacomo reclama 100 milioni per il dicastero dell’Ambiente, poi ci dovranno essere gli 800 milioni di copertura finanziaria della riforma universitaria. E trovare le risorse per i libri di testo gratuiti sarà ancora più arduo che nel 2009.

 

lim.tutor@gmail.com

Petizione contro i tagli dei laboratori

Oggi vi presento una petizione importate. Come saprete sono state tagliate molte ore dalla vituperata riforma Gelmini (che riforma non è). Molte di queste erano dei laboratori. Ora, si fa tanto parlare di didattica laboratoriale grazie proprio alla lim, ma come è possibile tagliare le ore dei veri laboratori? Come altre volte ho avuto modo di dire, la lim, per il governo, è fumo negli occhi. Ecco il testo della petizione:

Gentilissima Redazione, vorrei segnalare l’avvio di una petizione in web contro i tagli dei laboratori previsti dalla riforma Gelmini, che penalizza tutti sia studenti che insegnanti , in un ‘ottica puramente economica.
Vi sarei grata se voleste segnalare questa iniziativa sul vostro sito con il link:
www.firmiamo.it/insegnantitecnicopraticiinlotta

Caterina Galletta

Statuto della petizione

Contro i tagli dei laboratori nelle scuole superiori previsti dalla riforma Gelmini

Ai Sig. Onorevoli e Senatori del Parlamento Italiano
e a tutte le Organizzazioni Sindacali

La riforma Gelmini non è stata partorita per ottimizzare l’offerta formativa scolastica, ma per distruggere e peggiorare la scuola pubblica italiana.

Questa riforma ha operato tagli dell’orario scolastico e quindi dei posti di lavoro dei docenti e del personale ATA per un mero motivo economico.

La misura della civiltà di un Paese è quantificata dalle risorse investite per il futuro dei giovani e quindi della Nazione,per i quali giovani invece è stata destinata una riforma penalizzante.

Dal prossimo anno scolastico le ore negli istituti tecnici e professionali passeranno da 36 a 32 ore settimanali, con una decurtazione dell’orario di materie scientifiche , tecniche e professionali.

Le ore di tutti i laboratori saranno dimezzate, cio’ significa maggiore teoria e minore attività sperimentale.

L’attività didattica dei laboratori costituisce una risorsa per gli studenti perché offre loro la possibilità di dedurre leggi ed enunciati teorici ,difficilmente accessibili per giovani menti, a partire dall’attività pratica,facilitando così l’apprendimento, in ossequio alla massima :”SE ASCOLTO DIMENTICO, SE VEDO RICORDO, SE FACCIO CAPISCO”( Confucio).

La riforma ha voluto minimizzare la differenza tra i licei ( dove l’attività sperimentale è sempre stata un miraggio) e gli istituti tecnici e professionali, senza peraltro migliorare la qualità del servizio e dell’offerta formativa in questi ultimi.
I giovani che scelgono di iscriversi negli istituti tecnici e professionali non saranno piu’ in grado di costruire una preparazione ottimale per affrontare il mondo del lavoro ,che richiede invece maggiore preparazione concreta e meno astrattezza.

A partire dall’anno scolastico 2010/2011 saranno tagliati migliaia di cattedre di cui sono titolari gli insegnanti tecnico- pratici, meglio noti come ITP , che sono i depositari e i trasmettitori di una cultura tecnico-scientifica veramente professionalizzante.

Senza questi docenti tutti i laboratori diventeranno delle vetrine di scienza, dove gli alunni saranno ammessi solo per guardare, ma non per esercitare una attività sperimentale.Basti pensare che la riforma taglia del 50% le ore dedicate ai laboratori di fisica e chimica nelle prime e nelle seconde classe dei tecnici, che sono discipline altamente specializzanti.

Infatti queste materie , che sono sempre state impartite per due ore settimanali accoppiate, saranno svolte in 1 ora settimanale soltanto, insufficiente a permettere operativamente l’esecuzione di un esperimento.

Per questo motivo chiediamo a tutte le forze politiche e alle massime autorità governative di rivedere la riforma, reintegrando le codocenze esistenti, restituendo così credibilità alla scuola pubblica e dignità all’istruzione tecnica e professionale.

lim.tutor@gmail.com

Un pò di sana polemica vs Ministero e Ansas

Oggi polemica.

In molti, durante questi mesi, si sono collegati a questo blog pensando fosse l’EDULAB di Ansas connesso al piano di diffusione delle Lim. Questo Blog non ha nulla a che fare con Ansas, come ho scritto più volte. Tuttavia non ignora, anzi si accompagna, al suddetto piano. Ma con tanti però.  I però già discussi possono essere riassunti cosi:

– si finanziano le Lim ma si lasciano a casa tanti precari (chi scrive è un precario)

– si fa un piano di diffusione Lim SENZA metodologia (a Montecatini, durante la formazione dei formatori futuri tutor, hanno mostrato, per altro pochissimo e caoticamente, le Lim ma NON hanno mostrato una metodologia, ma solo tecnologia. Come dire: vi abbiamo comprato il giocattolo e ora vedete di farlo funzionare.

Oggi vi voglio parlare del piano MIRACOLOSO escogitato dal ministero per trasformare gli insegnanti della primaria in docenti di inglese. Il piano di formazione, affidato ad Ansas, prevede 50 ore, di cui 20 online, cosi da consentire ai docenti che NON hanno mai insegnato (e forse studiato) inglese, di insegnarlo: una vergogna. Il fine? Semplice: ridurre di 4500 unità (si, quattromilaecinquecento) il personale specializzato in inglese.

Che c’entra tutto questo con la Lim? Nulla, direttamente. Ma il blog si chiama Lim e Dintorni, ecco questi sono i dintorni vergognosi! Ecco perchè scrivo in rosso. Di seguito l’approfondimento dal sito flc cgil scuola:

Da tempo l’importanza di insegnare la lingua inglese fin dalla scuola primaria è riconosciuta in modo pressochè generalizzato.

Nella scuola primaria finora questo insegnamento è stato assicurato o da insegnanti specializzate che insegnano inglese nelle stesse classi dove sono anche insegnanti “generaliste” o da maestre specialiste che insegnano solo lingua inglese in più classi.

Peraltro tale insegnamento ha costituito un’occasione importante di conoscenza ed uso del “Quadro Comune Europeo di Riferimento”, di innovazione didattico-metodologica, di confronto con un interessante dibattito.

Sarebbe quantomai opportuno che chi di dovere si occupasse di come implementare e/o migliorare tale insegnamento. Anche attraverso adeguati piani di formazione destinati ai docenti della scuola primaria.

Ma non è davvero quello che sta accadendo, anzi.

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