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Intervista a Fabio Biscaro sulla Flipped Classroom

1) cosa è in breve una flipped classroom ?

Una flipped classroom è una classe in cui si lavora con l’ottica di fare fare ai ragazzi il maggior numero di attività significative e motivanti in modo da aumentare la loro partecipazione e il desiderio di imparare. Sono loro che devono “spingere” l’apprendimento piuttosto che i docenti a “tirare”.
2) quale è l’innovazione di questo modello?

L’innovazione del modello consiste nel capovolgere le attività: a casa vengono fatte le lezioni e in classe le esercitazioni. In sostanza si danno ai ragazzi i materiali, soprattutto video, da guardare a casa in cui possono studiare in anticipo gli argomenti delle lezioni o verificare lo svolgimento di alcuni esercizi. In seguito in classe i ragazzi svolgono gli esercizi seguiti dal docente che li aiuta, corregge e verifica il loro impegno e la loro preparazione. I ragazzi a scuola sono così coinvolti in attività che svolgono in prima persona e nelle quali apprendono anche tramite try & error, che è una delle modalità che tutti noi usiamo spontaneamente: si pensi ad esempio al fatto che i manuali di istruzioni sono sempre più rari perché viene permesso alle persone di imparare a tentativi.

Spesso inoltre i ragazzi vengono fatti lavorare in gruppo, anche semplicemente a coppie , in quanto il lavoro in gruppo li stimola molto. Gli studenti di una stessa classe lavorando singolarmente tendono a distrarsi e a comunicare tra di loro. Quando sono in gruppi di due invece, non hanno più bisogno di socializzare con altri, e si concentrano nella risoluzione del problema. E’ importante anche separare i banchi a due a due per evitare troppe discussioni tra gruppi diversi che solitamente non centrano nulla con l’argomento della lezione.

3) in che modo cambia il ruolo del docente?

I ragazzi arrivano in classe avendo già visto un video o del materiale in precedenza. Il docente così entra la mattina in classe e, dopo avere verificato che abbiano visto il video, assegna un esercizio. Quindi passa tra i banchi e segue gli studenti mentre lavorano e li aiuta se sono in difficoltà.

Le  lezioni preparate dal docente devono diventare il più possibile delle piccole scatole che contengono al loro interno tutto il necessario per svolgere l’esercizio.  Come se fossero una scatola di un gioco che al suo interno ha le istruzioni per imparare a giocare. Solo che il gioco avrà come obiettivo l’acquisizione di una abilità o competenza.

4) di quali strumenti necessita una fc?

Qui vorrei un attimo stupire… nel senso che si pensa che per fare una buona didattica ci sia per forza bisogno di LIM, di tecnologia e di computer. Non nego che siano molto utili e aiutino. Ma nessuno strumento è veramente necessario. Per lo meno nessuno strumento a pagamento oltre quelli che si hanno già. E’ molto utile, ad esempio, pubblicare online le esercitazioni in modo che siano sempre reperibili da tutti.

Ma in Italiano ad esempio si potrebbe anche consegnare alla fine dell’ora un testo da leggere per la volta successiva e sul quale i ragazzi devono anche solo rispondere ad un paio di domande che accertino la lettura del testo. Poi in classe si farà la discussione e il lavoro vero e proprio seguiti dal docente. Anche su un pezzo di carta.

Ovviamente qualunque strumento tecnologico è bene accetto e può dare una mano: un video è più interessante da seguire di un testo da leggere e fare una presentazione di powerpoint, arricchita di immagini e quant’altro, è per molti più motivante che scrivere su un pezzo di carta. Ma non è tanto la tecnologia utilizzata quanto il metodo: farli lavorare seguiti e aiutati su attività per loro interessanti e su cui hanno un minimo di autonomia.

5) quali sono i vantaggi?

I vantaggi consistono in:

  • I ragazzi sono maggiormente motivati e, anche se non ci sono ancora  molti studi a riguardo, è sufficiente provare per rendersene conto. Uno  dei motivi è che mentre la lezione fatta da spiegazione+interrogazione+compito presenta come unico motivatore il voto,  che è un motivatore esterno, la flipped learning introduce dei motivatori interni che sono:
    • Il lavoro sociale/di gruppo
    • Un obiettivo da raggiungere
    • L’autonomia necessaria a potere raggiungere l’obiettivo

Inoltre il feedback immediato da parte del docente che segue il ragazzo durante il lavoro, lo aiuta a non perdersi e non rimanere bloccato.

  • Vengono sfruttate tutte le tecnologie disponibili: ad esempio anche tramite il loro cellulare possono guardare in qualunque momento il video del docente e seguire le istruzioni. Si può finalmente utilizzare uno strumento dichiarato nemico giurato in molti pof per fare qualcosa di costruttivo e positivo e che i ragazzi fanno volentieri.
  • Possibilità per il ragazzo di integrare la disciplina con le sue conoscenze: i compiti possono essere strutturati e pensati in modo da lasciare al ragazzo una  certa libertà  nel risolverli in modo che abbia la possibilità  di esprimersi. E’ una caratteristica molto importante nel mondo attuale un      po’ in crisi in cui, soprattutto in Italia, a volte ci manca un po’ di intraprendenza per cominciare un nuovo lavoro e una nuova attività. Abituiamoli a farlo!  Magari riusciranno a sbloccare qualche ingranaggio che in Italia si è incagliato.
  • Un ragazzo può rivedere più volte i video se necessario e anche chi  è stato assente non avrà problemi a riagganciarsi al resto della classe.

6) e quali gli svantaggi?

  • Le lezioni vanno preparate in modo diverso, come dei piccoli compiti da svolgere, e questo richiede tempo e soprattutto non è pensabile  di diventare flipped teacher dall’oggi al domani. Bisogna darsi del tempo, sperimentare  e imparare dai propri  errori. Meglio cominciare da una classe e un po’  alla volta provare e vedere come ci si trova e perfezionare il nostro      metodo preferito.
  • Come non mai sarebbe importante fare  rete con altri per aiutarsi e scambiarsi idee, esperienze e materiale. E anche per crescere più velocemente.
  • E’ importante organizzarsi per riuscire a verificare ogni lavoro che i ragazzi fanno, anche solo evidenziandolo come “fatto” e “non fatto” perché noi siamo le uniche persone che controllano il loro lavoro e se nemmeno a noi interessa il loro lavoro perdono facilmente la motivazione

Bene, un grazie al dott. Biscaro

http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=40635

http://www.ibs.it/code/9788859004882/maglioni-maurizio/classe-capovolta-innovare.html

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