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Fare inclusione. Strumenti didattici autocostruiti per attività educative e di sostegno. di Flavio Fogarolo e Claudia Munaro

Ho ricevuto da Erickson l’interessante testo “Fare Inclusione. Strumenti didattici autocostruiti per attività educative e di sostegno”. Di seguito una presentazione. Nei prossimi giorni una recensione del testo. Buona Lettura


Costruire uno strumento didattico su misura, per rispondere allo specifico bisogno di un alunno, è un’operazione indubbiamente importante e utile e, come ben sanno insegnanti di sostegno e educatori che realizzano abitualmente prodotti di questo tipo, a volte praticamente indispensabile per un’efficace personalizzazione dell’intervento.
Fare inclusione offre spunti e idee per migliorare la qualità e l’uso mirato di questi materiali con l’intento anche di ridurre gli oneri costruttivi, in termini di tempo impiegato e di carico economico.
Dopo una parte introduttiva sulla progettazione e l’uso degli ausili nella didattica inclusiva, vengono presentati numerosi strumenti facilmente costruibili o recuperabili, tutti illustrati con foto a colori e completi di indicazioni operative sul loro uso didattico.

Le proposte sono divise in 18 sezioni e comprendono:
• strutture verticali, orizzontali e basi girevoli;
• strumenti adattati per indicare, afferrare, scrivere, disegnare, tagliare e unire;
• segnatempi;
• contenitori;
• attività e proposte con materiale sensoriale, chiodini, catene e moschettoni;
• giochi didattici che prevedono la realizzazione di percorsi, l’utilizzo di gettoni, vari tipi di domino, carte da gioco e dadi.

Strumenti e attività sono riferiti in modo prevalente (ma non esclusivo) a progetti educativi centrati sullo sviluppo di autonomie e di competenze di base, comunicative, attentive e di relazione, in un quadro di intervento psico-educativo per il miglioramento dell’inclusione scolastica per l’educazione degli alunni in difficoltà.

INDICE

Presentazione (di Cesarina Xaiz)
Introduzione

– PARTE PRIMA – La didattica inclusiva
Progettazione e uso degli ausili nella didattica inclusiva
Bibliografia

– PARTE SECONDA – Proposte operative
Introduzione alle proposte operative
SEZIONE 1: Strutture verticali
SEZIONE 2: Strutture orizzontali
SEZIONE 3: Basi girevoli
SEZIONE 4: Strumenti per indicare
SEZIONE 5: Strumenti per afferrare
SEZIONE 6: Adattamenti di forbici e cucitrice
SEZIONE 7: Strumenti per scrivere e disegnare
SEZIONE 8: Segnatempo per attività didattiche
SEZIONE 9: Contenitori
SEZIONE 10: Chiodini
SEZIONE 11: Catene e moschettoni
SEZIONE 12: Percorsi a caduta
SEZIONE 13: Effetti speciali
SEZIONE 14: Gioco a caduta di gettoni
SEZIONE 15: Domino
SEZIONE 16: Carte da gioco
SEZIONE 17: Dado
SEZIONE 18: Giochi con percorsi

Clicca qui per sfogliare l’indice del libro

http://shop.erickson.it/front4/Image/Products/LIBRO_978-88-590-0637-4_X196_Fare-inclusione/Pdf/SFO_978-88-590-0637-4_Fare-inclusione.pdf

 

Clicca qui per leggere un estratto del libro

http://shop.erickson.it/front4/Image/Products/Newsletter/Documenti_2014/9-RUB_Fogarolo-Munaro_DADI_2-1.pdf

 

 

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LA VITA SCOLASTICA PER TE – LA GUIDA ALLE RISORSE DIGITALI

Oltre 250 materiali didattici per lavorare in classe… ecco la nostra mappa del tesoro, la Guida alla risorse digitali!

Tesoro

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La nostra Guida alle risorse digitali è una specie di mappa del tesoro, che descrive tutti i materiali, scheda per scheda, lezione per lezione, e vi spiega come raggiungere e selezionare ciò che vi interessa. In verità, si tratta di pochi clic:

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“Tramonti”, arte e conoscenza scientifica

di Betty Furlan | del 10/09/2014 |commenta

“Tramonti”, arte e conoscenza scientifica

Dalla luce e i colori dei dipinti dell’ottocento della Galleria d’Arte Moderna di Roma, alla conoscenza scientifica degli effetti della luce solare sulla terra.

Questo lavoro didattico è stato realizzato all’interno del progetto “Lo sguardo dell’altro su Roma”, coordinato da Enrica Zabeo del nostro 1° CTP e con l’attiva collaborazione di Carla Degli Esposti, alla quale sono legata da “affinità elettive” nel mio percorso matematico, ispirato alla figura magistrale di Emma Castelnuovo.
Insieme ai colleghi e ai partecipanti ai corsi di L2 (italiano per stranieri), ho accompagnato i miei studenti del corso B di licenza media del 1° CTP Nelson Mandela, in visita alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.
Ci siamo soffermati, in particolare, nella sala n° 4, dove sono raccolti i dipinti eseguiti nel settecento e nel primo ottocento, da pittori appartenenti all’epoca del Grand Tour, e quindi influenzati dalla visione romantica dei monumenti e del paesaggio naturale italiano. Osservando le opere esposte, sono emerse delle domande, sia sui soggetti trattati, come Roma e il Colosseo, ma anche in generale sulla luce e il colore del cielo nei vari dipinti di luoghi italiani.

• I ragazzi, tutti migranti provenienti da paesi equatoriali, hanno paragonato il tramonto nel loro paese e quello di Roma, dicendo “che il primo è molto repentino, della durata di 10-15 minuti circa, e poi arriva la notte passando per una piccolissima striscia rossa nel cielo; invece a Roma il tramonto dura assai di più e i colori del cielo cambiano in continuazione, in particolare la luce del tramonto a Roma appare a lungo rossa.

• Abbiamo, quindi, analizzato sperimentalmente la luce del sole scomponendola con il prisma ottico, e osservando la posizione dei vari colori, in particolare il rosso, che è il colore che dura più a lungo nel nostro cielo.

• Con gli stessi colori dello spettro solare, è stato realizzato su base cartacea un disco di Newton, che fatto girare su una trottola, ha ripristinato il colore bianco della luce del sole, prima scomposta.

• Allora è stata raggiunta sperimentalmente la spiegazione dei “tramonti”, dimostrando che i raggi solari sono paralleli tra loro, ma la terra è sferica, quindi alle diverse latitudini i raggi sono diversamente inclinati e concentrati: all’equatore e ai tropici la concentrazione è massima; diversamente, a Roma, la concentrazione dei raggi del sole è minore, lo spettro della luce è più largo, e perciò l’insolazione al tramonto è più lunga nel tempo, e di conseguenza lo spettro dei colori vira maggiormente verso il rosso… Come strumenti didattici, oltre al prisma ottico, abbiamo usato il “mappamondo parallelo” naturalmente costruito in casa ed esposto al sole nelle varie ore del giorno, per vedere meglio la luce del sole sui vari punti del globo.


• Successivamente, sono state costruiti materialmente le immagini dei due tramonti “diversi”, per composizione della luce, realizzandole con carte veline colorate, aumentando o diminuendo l’estensione della componente del colore, e ponendole alla luce della finestra per notare la diversità in trasparenza.

• Ecco quindi che tutti i corsisti hanno avuto la spiegazione sperimentale della diversità di durata e di colore della luce del tramonto nel proprio paese rispetto a Roma, sia nella realtà che nelle opere pittoriche che la rappresentano.

All’inizio, ancora in fase di progettazione di questa esperienza didattica, non riuscivo a capire come e con quali argomenti avrei fatto dialogare i ragazzi con l’arte e la scienza contemporaneamente, ma poi tutto è avvenuto spontaneamente con l’osservazione dei dipinti (l’anima dell’arte), con i ricordi a occhi chiusi dei loro tramonti (la nostalgia), e infine con la sperimentazione scientifica (la razionalità).

Articoli correlati:

Il progetto “Lo sguardo dell’altro su Roma”, di Enrica Zabeo

“Macchie di luce nel Colosseo” come guardare un monumento con gli occhi della matematica, di Carla Degli Esposti

 

da educationduepuntozero.it

Il Progetto Book in Progress

Book in Progress: libri di testo, di elevato spessore scientifico e comunicativo, scritti dagli 800 docenti della rete nazionale con capofila l’ITIS Majorana di Brindisi e stampati all’interno delle scuole.

 

Tale iniziativa migliora significativamente l’apprendimento degli allievi e, contemporaneamente fornisce una risposta concreta ai problemi economici delle famiglie e del caro libri.

Il piano editoriale del Book in Progress prevede la consegna dei libri di testo per le seguenti discipline: Italiano, Storia, Geografia, Chimica, Economia Aziendale, Inglese, Scienze integrate Fisica, Diritto ed Economia, Matematica, Informatica, Tecnologia e Disegno, Scienze Naturali per le prime e seconde classi dei Licei, degli Istituti Tecnici e degli Istituti Professionali.

 

La struttura del Book in Progress, consente di variare, sulla base delle esigenze didattiche, formative e degli apprendimenti degli allievi, i contenuti da trasmettere.

 

Con tale iniziativa, si valorizza la funzione docente e si concretizza la personalizzazione degli interventi formativi.

Altro elemento positivo, che tale iniziativa porta con se, è quello di consentire alle famiglie un risparmio di spesa sulla dotazione libraria di circa € 300,00 rispetto ai tetti di spesa previsti dal Ministero.

A tale iniziativa, sempre nell’ottica della promozione del successo formativo, si affiancano videolezioni, ed assistenza on line a favore degli alunni. Ciò al fine di consentire un più pronto recupero degli apprendimenti.

da http://www.bookinprogress.org

Book in Progress: vediamo un esempio di libro di matematica

Libri di Matematica

Flipped Classroom: materiali di matematica

Dal sito: http://www.matematicapovolta.it/

Insiemi

I Numeri Naturali

 

 

Operazioni con i Numeri Naturali

 

 

 

Fattori e Multipli

 

 

 

Ordine delle Operazioni

 

 

 

Numeri Interi

 

 

 

Le Frazioni

 

 

 

I numeri relativi

 

 

 

Proprietà delle potenze

 

 

 

Proporzioni

 

 

 

Le percentuali

 

 

 

I numeri periodici

 

 

 

Il calcolo letterale

 

 

 

Esercizi risolti

 

 

 

 

Equazioni e disequazioni

 

 

Geometria di Base

 

Educare all’informazione i cittadini digitali europei

Come la scuola oggi può educare gli allievi “cittadini digitali europei”?

La garanzia di un effettivo diritto all’informazione è condizione imprescindibile per lo sviluppo di una cittadinanza europea attiva […]

fonte www.ec.europa.eu

Potremmo definire il diritto all’informazione come un diritto “attivo”.  Per poterne godere, ed essere inclusi nella società analogica e digitale, dobbiamo essere in grado di:

  • riconoscere il bisogno di informazione,
  • ricercare e selezionare fonti attendibili,
  • ricavare dalle fonti selezionate le informazioni utili,
  • utilizzare le informazioni.

Sembra “in teoria” tutto molto facile…ma lo è realmente per un allievo?

Proviamo ad analizzare le diverse fasi dell’esercizio “attivo” del diritto all’informazione e a porci dei quesiti utili, se necessario, aripensare la progettazione didattica.

Riconoscere il bisogno di informazione

  • In che modo, oggi la scuola, educa gli allievi a comprendere di quali informazioni hanno bisogno?
  • La didattica riesce, in questo senso, ad essere orientante?
  • Quanto tempo, per esempio, è dedicato all’esplorazione e all’analisi di siti istituzionali (www.governo.it,www.senato.it,www.camera.it,www.europa.eu)?

Ricercare e selezionare fonti attendibili

Educare alla ricerca è educare attraverso un compito.

  • In che modo l’esperienza didattica favorisce un ruolo attivo del discente orientando l’apprendimento ad un compito di ricerca guidata ed analisi delle fonti disponibili nel web?

Ricavare dalle fonti selezionate le informazioni utili

Si trascura, spesso,  il “peso” della competenza linguistica per l’esercizio della cittadinanza digitale.  La competenza linguistica(per la lingua madre e lingue straniere)  è da intendersi come competenza di lettura e necessita di essere agita a scuola sia su testi cartacei che su testi digitali reperiti in rete.

  • Quanto tempo è dedicato in classe all’analisi e comprensione di testi autentici selezionati nel web?

Utilizzare le informazioni

Per educare all’utilizzo delle informazioni ritorna indispensabile il task come occasione in cui agire le competenze e “scontrasi” con le difficoltà del costruire, del personalizzare, dell’elaborare criticamente in relazione ad un preciso scopo.

  • In che modo, a scuola, l’allievo mette alla prova le proprie competenze di cittadino digitale per soddisfare il proprio bisogno di informazioni?

La progettazione di interventi volti a formare il cittadino digitale necessitano di continui “aggiustamenti” legati all’incessante cambiamento del contesto e all’evoluzione dei bisogni formativi dell’apprendente.

È, inoltre, richiesta una riflessione sulle modalità e i punti chiave su cui costruire l’esperienza didattica per conseguire la crescita  delle competenze disciplinari e della persona nel suo complesso.

Imparare ad imparare, competenze linguistiche, tecnologie nella scuola, competenza digitale, cittadinanza digitale sono, per me, legate a doppio filo come spiego, se avete voglia di approfondire, nell’articolo “DITA DI UNA MEDESIMA MANO…CHE AFFERRA IL FUTURO!”.

http://insegnantiduepuntozero.wordpress.com/2013/11/17/educare-allinformazione-i-cittadini-digitali-europei/